EVO ANTICO

Un passato.

Tutte le immagini delle iscrizioni sono tratte dai volumi del Corpus Inscriptionum Latinarum, consultabile liberamente attraverso il sito di “Arachne CIL Open access“.

1) Socconia Voluptas. Reperibile in CIL XI.1 3223, lapide rinvenuta presso Nepi, nella zona dell’Agro Falisco e non lontana da Corchiano. Potrebbe trattarsi dell’attestazione in assoluto più antica del gentilizio poiché la datazione, pur essendo incerta, parte dal 199 a.C.

2) C(aius) Socconius C. Di questo personaggio rimangono due iscrizioni (fig.1) su altrettante urne lapidee presso la Villa del Palazzone, non lontano dal sepolcro dei Volumni, databili tra il 99 ed il 50 a.C., nella zona di Perugia:

Prope Perusiam rep. in sepulcro, in urna lapidea et operculo eius (CIL I2 2.1 2045 e 2046, I 1386. XI 1973 Bormann vidit ectypum). — 1) Idem nomen supra N. 4405, P. Gordelio B.P. ]. Gaipor est FI 30944, . . L. l. Naepori / 4S39* — FI 9430, Sicidina P. por. IX 2848. Cf. Mommsen Staatsr. III p. 204 not. 3; Oxi mus. Rhen. 4904 p. 408″ fig. 2 (“Inscriptiones latinae selectae“, H.S. Dessau).

Questo sepolcreto è stato utilizzato dal VI al I sec a.C. e la presenza di urne ed iscrizioni sia etrusche sia latine depone a favore della possibilità che i gentilizi rinvenuti rappresentino, con la loro traduzione (p.es. etr. Velimna → lat. Volumni), le fasi della progressiva romanizzazione dell’Etruria. Per la sua collocazione è la testimonianza più antica relativamente alla probabile trasformazione latina del gentilizio etrusco Zuχu/Sucu, infatti il CIL colloca questo tipo di iscrizioni in un volume, il primo, che raccoglie tutte le iscrizioni latine dai tempi più remoti fino alla morte di Cesare.

fig.1
fig.2

La “L” presente in entrambe le iscrizioni sta per libertus, cioè siamo in presenza delle urne cinerarie di due liberti, Dasius e …oli(b/d/p?)or/… ([P?]oli(d?)or[us?]), di C. Socconius C. Secondo “Correzioni, Giunte, Postille Al Corpus Inscriptionum Etruscarum“, Elia Lattes, ed. Bernardo Seeber FI – 1904, una medesima formula, a volte con la “L” sottintesa (etr. lautni = libertus), si ritrova anche in molte iscrizioni funerarie etrusche dove il gentilizio del padrone viene espresso in genitivo per indicarne il precedente possesso come schiavo. Una di queste (fig.3), citata dal Lattes, è uno Zuχniś di Chiusi (CIE 2249, vd. ZUΧU). Ma ancora più interessante è il parallelo (fig.4) che Lattes fa tra il (sottinteso) liberto Θansi di Zuχniś ed il liberto Dasius di C. Socconius C. che, se fosse confermato, costituirebbe una prova in più della derivazione del gentilizio latino, nella sua forma con la O di Socconius invece della U di Succonius, da quello etrusco. A questo aggiungerei un’iscrizione proprio di Perugia in cui, nuovamente, viene ripetuta la formula con [l]a(utni):
larθi: cal[isnei: l]a 2zuχuś, Perugia, CIE 3403, ET Pe 1.965, “a Larth Calisne, liberto di Zuchu”.

fig.3
fig.4

3) C(aius) Soconius, CIL XI 4714 (Tuder, Todi) dal 199 a.C. al 799 d.C.

4) Q(uintus)Socconius figlio di Quinto, CIL VI 213 (Roma, proveniente da Todi) tra il 180 ed il 192 d.C. (periodo del regno di Commodo).

5) Lucius Succonius Priscus. Presso la città di Trevi (PG) è stata scoperta la base di una statua su cui si trova la dedicazione ad un notabile locale, tale Lucius Succonius Priscus della tribù Palatina, ricco mecenate, nel cui gentilizio è visibile la versione latina del gentilizio etrusco Zuχu (la Z che in latino manca diventa S, la “chi greca”/K/Q diventa C doppia e la -U diventa –O/-ONIUS, come nel falisco). (“Tituli honorarii, monumentale eregedenktekens“, Annelies De Bondt – Faculteit van de Letteren en Wijsbegeerte Vakgroep Oude Geschiedenis van Europa Blandijnberg 2 9000 Gent, nn. 493, 529).

Questo cippo fu scoperto nella valle di Trevi e portato a Montefalco (PG), dove fu incorporato nel campanile di San Fortunato. Fu riportato a Trevi nel 1840. La statua raffigurava Lucio Succonio Prisco, figlio di Lucio che, secondo l’iscrizione, resse una serie di importanti uffici pubblici a Trevi e, se è vero che l’incerta datazione la fa risalire al II sec d.C., è pur vero che viene citato l’omonimo genitore aprendo così la possibilità che, già nel primo secolo almeno, esistesse a Trevi o a Spoleto (dove si trovano le altre iscrizioni) un gentilizio nella forma con la U (forse per una maggiore influenza della lingua umbra?). Fu eretta da coloro che patrocinava, gli scabillares: musicisti che si accompagnavano con lo scabillium, una coppia di piastre in legno incernierate ed attaccate ai loro sandali che usavano per battere il tempo.  Questa iscrizione è l’unica superstite che riporti il nome del municipio, “TREBIS“, Trevi. Essa fornisce anche la documentazione (anche se indirettamente) del suo teatro, che è stato citato da Svetonio: “In un’altra occasione, quando [l’imperatore Tiberio] raccomanda che al popolo di Trevi sia consentito di utilizzare, nel fare una strada, una somma di denaro che era stata lasciata a loro per la costruzione di un nuovo teatro, non poté impedire che la volontà del testatore non venisse eseguita “(De Vita Caesarum: Tiberio, comma XXXI). Un’altra iscrizione conservata presso il museo archeologico di Spoleto (PG) lo ricorda ed altre tre, meno estese:

a) CIL XI, 05054 (493)
AE 1991, 00630; CIL XI, 05054 (p 1380); D 05271; Duthoy, nr. 348; Forbis, nr.304.
data: da 151 a 250 d.C.; provincia: Umbria / Regio VI; località: Bevagna (PG) / Mevania
L(ucio) Succonio L(uci) f(ilio) Pal(atina) / Prisco IIII vir(o) i(ure) d(icundo) q(uaestori) a(erarii) / omnium corpor(um) patr(ono) / item Treb(i)is decur(ioni) pont(ifici) / IIII vir(o) i(ure) d(icundo) patron(o) mun(icipii) / decuriae IIII Scabillar(iorum) / veteres a scaena / amantissimo sui / ex aere conlato h(onore) a(ccepto) i(mpensam) r(emisit).


b) pubblicazione: AE 1983, 00347;
data: 1 a 199 d.C.; provincia: Umbria / Regio VI ; loc.: Spoleto
L(ucio) Succo[nio — f(ilio)] / [Q]uir(ina) Vi[— IIII]v(iro) i(ure) d(icundo) a(uguri)

c) CIL XI, 07868
data: 101 a 200 d.C.; prov: Umbria / Regio VI; località: Spoleto
L(ucius) Suc[conius — IIIIvir] / i(ure) d(icundo) aug[ur —] / praef(ectus) [alae(?) —] / proc(urator) d[ucenar(ius) Alexandriae ad] / idios lo(gos)

d) CIL XI, 07872 (529)
AE 1986, 00228; AE 1954, p.19-20; Forbis, nr. 334.
data: da 30 a 50 d.C.; provincia: Umbria / Regio VI; Spoleto / Spoletium
[L(ucio) Succonio 3] / f(ilio)—] / [—]r curat(ori) viar(um) [—] / [— c]ensit(ori) [?Pal?]atiacine[nsium —] / [l(ocus)] d(atus) d(ecreto) d(ecurionum) / [ob merita erga municipes civitat]emque eius [—] / [— theatru]m(?) pecunia sua r[estituit/refecit? —] / [— nomine uxori]s et liberorum suo[rum] / [ex cuius reditu quot(annis) curiae matr]onar(um) et conv[enientium/-ibus? —]  / [— dedit in publicu]m HS DCLXXXX et d[edit —] / [VIvir(is) Aug(ustalibus) et compitalib(us) Larum Aug(ustorum) et] / mag(istris) vicor(um) HS CCCCL [—] / [decuriis III scabillar(iorum) vet(eribus)] a scaena HS XXX[—] / [— no]mine P(ubli) Calvisi(i) Sabi[ni Pomponi Secundi —] / [No]v(embr-) omnibus anni[s —] / [—] Maias natali suo [—] / [—]ci Succoniae fi[liae —] / [— patronu]m factum municipi[i Spoleti? —] / [—] Rittiae Pannon[iae —].

Iscrizione trovata a Spoleto nella quale si cita  Publio Calvisio Sabino Pomponio Secondo , il che consente di datarla nel secondo quarto del I sec. d.C.

e) CIL XI, 07873
data: 199 a.C. al 799 d.C.; provincia: Umbria / Regio VI; Spoleto / Spoletium
In questo caso si tratta di una donna, Succonia.
Su]cconia [—] / [—] Antistiani[—] / [3]C() municipibus suis[— / [— le]gavit prata Maeci[—] / [—]a HS CCCXXX et E[—] / [—] pecu[nia.

 

6) Quintus Socconius Aellani. A Ravenna è stato rinvenuto un sarcofago con un’iscrizione in caratteri tipici dell’età augustea (dal 27 a.C. al 14 d.C.) appartenente a questo personaggio di cui però non si sa null’altro. (“CIL XI 137: considerazioni per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio epigrafico ravennate”, di Tommaso Gnoli – Quaderni di scienza della conservazione 2003).

DIIS MANIBUS Q. SOCCONI AELLANI (sic) GALLI [scil. CIL XI 219].

7) Quintus Socconius Felix. Di questo personaggio si conserva a Roma l’altare funerario risalente al 50 – 100 d.C. (An introduction to roman slavery, di Sandra R. Joshel – excerptus in Cambridge University Press 978-0-521-82774-4, pag. 9).

D M / Q SOCCONI FELICIS

8) A(ulo) Socconi (C)hresto AtticeDi questo personaggio rimane solo la memoria in una lapide che però è andata dispersa già nel XVI sec., ma è importante perché tale lapide testimonia la presenza a Piacenza di un Succonius (sia pure nella sua variante con la O che però, come ipotizzo nel capoverso 1), sembrerebbe essere la più antica): [fig. 2: CIL XI 1273 e Add. p. 1253 = CLE 1009 = Cholodniak 816 = Zarker p. 108 / Piacenza, zona della basilica di S. Savino, disperso dal XVI (?) secolo: migrato a Roma?, datazione incerta dal 199 a.C. al 799 d.C.]. Il cognomen Chresto fa pensare ad un convertito al cristianesimo oppure ad un soprannome di origine greca, attribuito anche a Focione, con significato di “onesto, buono”. La dedicazione viene fatta dalla liberta Attice, di cui egli fu il padrone, mentre era ancora in vita. La datazione è incerta perché non è più possibile fare l’autopsia dell’originale, ma per le caratteristiche filologiche riferite dovrebbe collocarsi nella prima età imperiale, cioè il I sec d.C. In “LEGE NUNC, VIAT0R – Víta e morte nei carmina Latina epigraphica della Padania centrale” seconda edizione corretta a cura di Nicola Criniti, La Pilotta editrice, si dice che:

“Il dedicatario appartiene alla gens Succonia, attestata in CIL XI, ma nella Regio VIII solo a Ravenna (219 ILS 2664), e relativamente diffusa nel centro Italia: parrebbe anch’egli – come la dedicante da lui manomessa (e concubina?: cfr. il rilievo con la tradizionale dexterarum iunctio) – d’origine grecanica (vd. i cognomina, noti in CIL XI, ma non altrove nel Piacentino) e di condizione libertina, data la mancanza della filiazione in un contesto cronologico ormai avanzato, in cui del resto l’omissione di li patronato può ben giustificarsi.”

9) C(aius) Socconius. CIL V, 1 75. Di questo personaggio si cita una lapide che fu trasportata da un nobile a Venezia proveniente da Pola e potrebbe essere collegata alla presenza del toponimo Cokuni in Istria, non lontano da Pola (HR), qualora non si trattasse di un’eponimia più recente (vedi ESTERO).

10) Suconia C(ai) filia Rustica. Nei CIL II 1267 (p 842) e CIL IX 628* una donna vivente nell’epoca dell’imperatore Adriano (76-138 d.C.), moglie di un Marco Calpurnio Seneca di censo equestre, nella provincia ispanica della Betica, nella città di Ostur, l’attuale Villalba del Alcor.
L’origine di questo nome potrebbe però essere celto-iberica, come sostenuto ne “Celtic from the west 3“, di John T. Koch e Barry Cunliffe, Oxford books – 2016, opera in cui si asserisce che la parola da cui deriverebbe è il celtico *kun-/*koun- = “cane” (pie. *k'(w)eun-/ḱwṓ) preceduta dal prefisso *su- = “buono” (cfr. agr. *ευ- = “bene, buono”, dal pie. *h1su-) cioè “buoncane, segugio” (“hound” in inglese, derivante anch’esso da *kun-/*koun-) con un possibile traslato “Fedele, Fidelia“, nome dal significato singolare ma non unico, se si pensa a quello di Cangrande Della Scala. Considerando che il fundus Succonianus si trovava in  un territorio popolato fin dal VI sec. a.C. da popolazioni celtiche, da cui deriva il nome di Gallia cisalpina con cui i romani stessi indicavano tutta l’area padana, non si può escludere del tutto come derivazione alternativa a quella etrusca (vedi SUKKO).

11) Q(uintus) Socennius, CIL VI 26617 (Roma), dal 50 al 299 d.C.

12) Q(uintus) Socennius, CIL VI 15443/34094  (Roma), dal 50 al 299 d.C.

13) Socenia, CIL VI 37671 (Roma), dal 199 a.C. al 799 d.C. 

14) M(arcus) Socellius, CIL V 2018 (Opitergium,Oderzo) dal 25 al 75 d.C.

15) Socellia, CIL VI 25479 (Roma), dal 199 a.C. al 799 d.C.

16) C(aius) Socellius Saturninus, CIL VI 26616 (Roma), dal 50 al 299 d.C.

17) Sogellia, CIL IX 606 (Venusia, Venosa), dal 200 al 299 d.C.

18) Socilia, CIL X 1137 (Abellinum, Avellino), dal 199 a.C. al 284 d.C. 

19) Nummius Sucrinus, CIL IX 2787 (Schiavi, CH), dal 25 a.C. al 25 d.C. (dall’ etr. sucre).

20) Sociae, CIL V 141 (Pola, Istria, HR), dal 199 a.C. al 799 d.C.

21) Soccius, CIL V 7678 (Cherasco, CN), dall’ 1 al 99 d.C.

22) L(ucius) Sucius, CIL V 7897 (Cemenelum, Cimiez, Nizza, FR), dal 199 a.C. al 799 d.C.

23) C(aius)Socceius, CIL V 2307 (Chioggia, VE), dal 199 a.C. al 799d.C.