EVO MODERNO

Un passato.

1490-1566

1) Una o più famiglie sono presenti nell’albinese (Albino BG), più precisamente in località Fanti di Cene (BG), tra il 1490 ed il 1566, come viene segnalato nel sito di Giampiero Tiraboschi sulle “Enciclopedia delle famiglie lombarde” (le sigle sono abbreviazioni dei nomi dei notai nei cui atti si trovano quei testimoni, i numeri sono i seriali degli atti):

Zuchoni Francesco fu Alessandro, Bucini di Cene, sgi3950,134 (1566)
Zuchonibus (de) Lorenzo fu Giovannino, Fanti di Cene, testimone pc2788 (1563)
Zuconibus (de) Antonio, Fanti di Cene, vicino di Albino saIII,234v (1493)
Zuconibus (de) Giovanni di Tomaso, Fanti di Cene, testimone Sog820 (1/10/1493)
Zuconibus (de) Simone di Bertulino, Fanti di Cene, testimone Sog819 (4/10/1490)

1503

2) Giovanni Zucconiano, 1503. Presente nella lista redatta da Corner XIII degli Arcipreti di Castello e dei Vicari Generali del vescovo.
     Gian Francesco Zucconiano, 1508.
    Girolamo Zucconiano, 1584.
Pievano in S. Margherita. Citato in “Delle inscrizioni veneziane“, di Cicogna, Emmanuele Antonio, 1789-1868, Editore Venezia, G. Orlandelli – 1824.
Questa inconsueta forma del cognome viene ricordata in due casi all’interno della “Storia della chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni“, Volume 1, Giuseppe Cappelletti, Venezia – 1824, e “DELLE MEMORIE VENETE ANTICHE PROFANE ED ECCLESIASTICHE“, Giambattista Gallicciolli, per i tipi di Domenico Fracasso, Venezia – 1795.

1504

3) Zuchono. In “Prigioni e prigionieri in Mantova: dal secolo XIII al XIX“, di Antonio Bertolotti, tipografia delle Mantellate, Roma 1890, si legge:

…Comisotto capitano di Giustizia a di 28 aprile 1504 riferiva al Marchese che «Zuchono maistro de la lustitia è stato amazato suso in la giurisdizione de Goito», si credeva da certi suoi parenti di Cavriana con cui litigava…

1505

3) Henrico Zuchono. In “CHIESE DI VENEZIA NUOVE PROSPETTIVE DI RICERCA, Collana di Studi“, «In centro et oculis urbis nostre», la chiesa e il monastero di San Zaccaria, a cura di Bernard Aikema, Massimo Mancini, Paola Modesti, si legge:

“Although many notarial acts were witnessed in the nuns’ chapter house, parlatorio and even the abbess’s cell, an act dated 27 February 1505 (1504 more veneto) was conducted «in choro dicti monasterij».94 In the presence of fournuns including the abbess and prioress, two male witnesses and the notary, the convent agreed to rent a portion of land in the diocese of Treviso to a certain Henrico Zuchono, also present at the meeting”. 

1520

4) Zuanne Zucho. Citato in “I DIARII” di Marino Sanuto, FRATELLI VISENTINI TIPOGRAFI EDITORI — VENEZIA 1894, tomo XXXIX:

Fu posto, per li Consieri, una taia a Verona, per la morte di Zuanne Zucho citadin veronese per Galeazo di Bologna per mandato di Bortolomio Malatia, habbi libertà poner in exilio etc. taia lire 500 et 300 et confiscar. 148, 1, 6.

1522

5) Bertono fu Gherardo Zucconi. Compare in una pergamena presente nell’archivio della Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, nella quale si riporta in data 26 aprile 1522, al numero 151, “un’obbligazione emessa da Bertono fu Gherardo Zucconi da Monte di Nese e Pietro fu Giovanni Zucconi insolidariamente ad Antonio di Ser Ambrogio Camozzi per £ 56 e Ss.11 imperiali, in atti Gabriele fu Alessandrino Grigis da Alzano”.

Nella zona di Monte di Nese (BG) risulta poi un toponimo “in Zuccone“, che potrebbe essere connesso con l’omonima famiglia, citato in una vendita dell’8 giugno 1509, numero 107, come segue:

“Vendita fatta da Bertoletto Corti abitante sul monte di Nese qual procuratore de’ suoi fratelli Battista, Giacomo, Francesco e Pietro ad Ambrogio fu Pietro Camozzi de Gherardi da Miragolo di una pezza di terra prativa e campiva posta sul monte di Nese stesso al luogo ove dicesi in Zuccone, in atti Giacomo Grigis da Rigosa”.

Nella zona di Piazzolo (BG), in un atto della medesima raccolta di pergamene, datato 11 novembre 1529, numero 3, viene citato un altro toponimo “i prati di Zuchono” come segue:

“Presenti fra i testi Petrobono de Mascheroni dell’Olmo parroco di S. Antonio di Olmo, Michele da Baresi rettore della chiesa di S. Giacomo di Piazzatorre, Pantaleone da Antegnate beneficiato della Chiesa di S. Maria di Piazzolo ed altri due, Venturino q.m Jacopo Guerra de’ Maysis, Giovanni q.m Pedrino detto Taleggio de Privoris e Domenico detto Marogno q.m ser Giovanni Arici tutti di Piazzatorre, sindaci e procuratori di questo Comune, come da atto sotto la stessa data, che si riporta per intero, vendono a Martino q.m Guarisco de’ Gaverti di Piazzolo la metà del Monte Torcula in tenere di Piazzatorre col rispettivo pascolo, fra questi confini, e cioè, cominciando sul Monte di Toragio, discendendo nella Costa di Gadio, e da quella Costa alla Caravina del Dosso, e dalla Caravina sine alle Moiache sotto i prati di Zuchono, pel prezzo di L 240 imperiali, parte in denaro numerato, parte in cacio già consegnato ai Vicini di Piazzatorre.
Not. Antonius q.m Boni de Mascheronibus de Lulmo.
Not. Abel fil d. Antonii de Lulmo. 

1529

6) Venturino fu Pietro Zucconi. Compare in una pergamena presente nell’archivio della Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, nella quale si riporta in data 7 giugno 1529, al numero 187, in una procura fatta da Venturino fu Pietro Zucconi da Bergamo come Procuratore di sua figlia
Cristina in Antonio Camozzi q.m Pietro ad operare come in causa propria onde esigere tutti i crediti pendenti coll’antedetta sua figlia, in atti Bonifacio Silvano Notajo di Venezia.

1530

7) Ioannes, quondam Thure Zuchoni. Nell’archivio digitale di Verona è reperibile un testamento redatto da questo Giovanni, figlio del fu Ettore Zucconi, a testimoniare l’esistenza del cognome anche nel capoluogo scaligero e la sua fissazione già dal XV sec. Purtroppo l’atto non è leggibile.

NUMERO MAZZO: 122
NUMERO ATTO: 93
DATA: 1530/04/06
TESTATORE O TESTATRICE,
NOME: Ioannes q. Thure Zuchoni
NOTAIO, NOME: Ottavianus Pontan

1549

8) Matteo e Francesco Zucho (degli Zuchi). Citati in “BRIXIA SACRA MEMORIE STORICHE DELLA DIOCESI DI BRESCIA“, Nuova serie – Anno XXI – N. 1-2-3-4 – Gennaio-Agosto 1986. Nel comune di Coccaglio (BS):

XXII
Pro domino Lucha Mombello pietore a comune de Cochalio, . creditum.
1549, adì 20 del meso de octobrio…/… nel loco solito del ditto comune de comandamento de ser Jacomo Betta et ser Matheo di Zuchj consolj de ditta terra per far le jnfrascripte cose li dittj infrascripti consolj et conseierj representantj et che regono ditto comune et università, videlicet Jacomo Betta et Matheo Zucho consolj de ditta terra, domino Zorzo Mazocho, ser Augustino …….. . et Bertholomeo Corado deputati, ser Jo. Piew Personello, magistro Francesco Zucho,… 

1550 – 1559

9) Giuseppe Zuccone. In “Corrispondenti di San Carlo Borromeo (1550-1559)“, redatto da Adolfo Rivolta Preposto parroco di S. Simpliciano in Milano, 1938, compaiono questi tre personaggi il cui cognome al singolare rimanda sicuramente ad una forma ancora non consolidata, come dimostra l’atto del 18 marzo 1558 in cui compare la forma Zuchono. Per quanto sia probabile, non è possibile dire se siano tra loro imparentati, ma almeno uno viene detto essere di Arona (NO):

109 b. Giberto Borromeo, Milano, 30 settembre 1554, a Carlo Borromeo, Arona.
Il Degano uomo fidato – mandi il memoriale di Giuseppe Zuccone – la nota dei soldati.

17 d. Giuseppe Zuchono, Arona, 18 marzo 1558, a Carlo Borromeo, Arona.
Scusa di non averlo salutato alla partenza

10) Battista Zuccone.

125 d. Federico Borromeo, Arona, 30 agosto 1558, a Carlo Borromeo, Milano.
Insolenze di Battista Zuccone con una donna – quando verrà Ercole lo informerà di tutto.

90 a. Id., Milano, 7 settembre 1558, a Carlo Borromeo, (?).
Prega di supplirlo sino al ritorno e di non dare molestia a Gio. Batta. Zuccone di Arona.

166 d. Tullio Albonese, Arona, 28 settembre 1558, a Carlo Borromeo, Milano.
Sui negozio del Zuccone ha riferito col Conte Federico e Francesco, sarà bene dirlo al Senato – parla al Gianola della pensione – Conturbia non ha la nota precisa dei suoi beni per eseguire la nuova grida sui perticato – un ebreo, se avrà disponibilità , servirà V. S. – per le reliquie bisognerà pensare a Milano – qui va tutto in rovina.

193 d. Id., Arona, 23 ottobre 1558, Carlo Borromeo, Milano.
Per mezzo del Monzino furono liberati i due detenuti, che furono soccorsi da lui e dalla Contessa Zenobia – ha dato denaro per il viaggio – il Conte Federico scriva al Conturbia dimandare i 50 scudi – l’ebreo aspetta suo fratello che gli porterà denari: ma crede che sia fallito, sarà bene licenziarlo – si è avuto la risposta del Senato per il caso di Battista Zuccone.

212 d. Tullio Albonese, Arona, 25 novembre 1558, a Carlo Borromeo, Milano.
Fu pregato da Francesco Conturbia, si interpose per ottenere grazia in favore di Gio. Batta. Zuccone che fece mille promesse, avendo già in parte scontata la pena.

33 d. Id., Arona, 16 dicembre 1558, a Carlo Borromeo, Milano.
Il conte Francesco ha affittato la terza parte dei boschi a Battista Tarsia per nove anni a scudi 50 – se vuole, il dett
Tarsia dar la stessa somma, per la sua terza parte, seduta stante – il Massate mi disse che mandò il figlio per il suo debito; trattata la cosa con V. S., si solleciterà la consegna del denaro – la ringrazia dell’interesse preso di avvertirla del possesso della Badia di Romagnano – il Conturbia ringrazia dell’interessamento col Zuccone – gode che il Gianola abbia ben aumentato l’affitto della Badia di Romagnano.

11) Giovanni Antonio Zuccone.

126 c. Cesare de Rusconi, Pavia, 12 luglio 1557, a Carlo Borromeo, Milano.
Egli ebbe la lettera – chiede il cavallo di Gio. Ant. Zuccone – manda il bollettino – il Conte Federico sta bene.

82 e. Giovanni Antonio Zuccone, Arona, 3 maggio 1559, a Carlo Borromeo, Milano.
Domanda l’affitto della tenuta di Romagnano.

62 f. Tullio Albonese, Arona, 7 novembre 1559, a Carlo Borromeo, Milano.
Ha avvisato il Conturbia e Gianola che in settimana mandino il raccolto di S. Martino con i conti – cosi Protasio eseguirà i comandi – domenica si andrà a caccia – Gio. Antonio Zuccone verrà a servire V. S. – Tomasino Beccaro del Prato ha compensato Bartolomeo Sartori, il restante lo manderà per mezzo di Protasio – ha avvisato Gio. Antonio Masate (?) di portare quanto deve per S. Martino.

81 f. Gio. Antonio (Zuccone) (?), Arona, 25 novembre 1559, a Carlo Borromeo, Milano.
Dichiarazione di fedeltà devota – manda un po’ di uva – morto Pietro Mainino – se desidera qualche servigio o cosa, scriva sempre.

83 f. Tullio Albonese, Arona, 26 novembre 1559, a Carlo Borromeo, Milano.
A mano di Protasio, manda 100 reali del suo ; il massaro non ha denari ; glieli porterà domani, li manderà a Pavia per mano di messer Gio. Antonio Zuccone – attende la buona nuova del suo dottorato.

85 f Id., Arona, 28 novembre 1559, a Carlo Borromeo, Milano.
G. Antonio Zuccone viene con quattro agnelli, non avendo potuto trovare dei capretti – il massaro stato qui e ha promesso che fra dieci giorni porterà tutti i denari dovuti.

 

1558

12) Arcangelo de Zucconi. Come riportato in “LA RIFORMA PROTESTANTE IN ISTRIA (VII) LA RIFORMA TRIDENTINA NELLA DIOCESI DI PARENZO“, di Antonio Miculian, questo frate originario di Montona (HRV) nel 1558 subì un processo per eresia. Forse il suo cognome derivava dal toponimo della cittadina istriana Cokuni?:

“…Nel 1558 il S. Ufficio di Venezia iniziò un secondo processo contro il montonese Arcangelo de Zucconi condannato per aver pubblicamente, in più riprese, divulgato l’eresia luterana.”

1568

13) Claudio Zuchono. In “Malefemmene” Onore perduto, peccato espiato, corpi ammansiti. Indisciplinate, prostitute, malmaritate rinchiuse nei conservatori per convertite francesi e italiani tra XVI e XVII secolo, tesi di laurea della dott.ssa Giulia Castelnuovo presso l’Università di Grenoble, 2014, fra i vari corrispondenti dell’epistolario di san Carlo Borromeo vi è un tal Giovanni Antonio Conturbia che scriveva così:

“Ho per le mani due donne d’Arona adultere, l’una delle quali l’anno passata essendo scomunicata fu da monsignor Paffio soluta publicamente con promessa di non ritornare più alpeccato, ben che ella sia al presente più che mai infangata, per il che suo marito più anni sono se ne andò come disperso verso Roma e non è mai ritornato; l’altra adimandata Maddalena di Bernardino Cavaler è moglie d’un Jacomo di Invorio, con quale […] et precetti fattegli è stata impossibile puoterla divenire dalle […] d’un Claudio Zuchono, qual senza alcun timor d’Iddio ne del mondo la tiene in casa sua et martedì passato in publica piazza ferì il marito di modo che rimarrà debilitato. L’ho fatta mettere prigione, et per esser ella gravida de sette mesi del adultero et poverissima l’ho lassata con sicurtà a servire il marito nell’hospitale; sarei di parer, et credo si farà un gran sacrificio a Dio, se si mandassero queste due donne al Soccorso costì in penitenza per che si emandassero, altrimenti sarà difficile levarle in tutto da tal pratiche”141
141 BA, F 114 inf., ep. 114, Gio Antonio Conturbia a Carlo Borromeo, 25 ottobre 1568.

1569

14) Carlo fu Cristoforo Vavassori Zucconi. Notaio attivo tra Palazzago, Ambivere e Pontida, tutti in provincia di Bergamo, nel periodo 1549-1569.

1576

15) Frate Giacomo Zucconi. In “Notai per s. Sisto / Paolo Arcelli (1562-1580) / Francesco Taravelli (1565-1587) / Inventario analitico delle imbreviature conservate nel fondo Notarile dell’Archivio di Stato di Piacenza” a cura di Luca Ceriotti, Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi – 2016, si riporta questo atto ed i due successivi, nei quali Zucconi compare rispettivamente come cognome, come soprannome e come probabile luogo di provenienza o soprannome familiare collettivo.

ASPc, Notarile, not. Francesco Taravelli, 6820
31 lug. 1576 (n. 1387)…/… Che il 14 agosto 1534 detto Niccolò Cornazzano rinunciò al fitto sopra descritto in favore di frate Giacomo Zucconi, dell’ordine dei minori di san Francesco, allora guardiano del monastero di S. Francesco di Pellegrino (Parmense), a nome di detto monastero…

1576

16) La Zucona. L’atto riporta una supplica e riguarda le parrocchie piacentine di S. Maria di Borghetto, di S. Pietro in Solarolo e di San Tommaso apostolo ed il soprannome si riferisce ad una dei firmatari, l’unica di cui non si legge il nome e cognome.

17 ott. 1576 Alcuni abitanti nelle vicinie di S. Maria di Borghetto e di S. Pietro in Solarolo convengono di sporgere supplica al vescovo al fine di essere posti sotto la cura d’anime della chiesa di S. Tommaso apostolo…/…Sottoscrivono la supplica…/…Antonio Scotti fq Stefano e vedova di Giacomo Rossi detta «la Zucona»

1580

17) Delli Zuchoni. In quest’atto si nomina una tenuta nei pressi di Campremoldo di Sopra (fraz. di Gragnano Trebbiense, PC), attualmente chiamata Masarola (nell’atto Massaroda), e la famiglia investita d’enfiteusi degli Zamperoni, dei quali si specifica siano “delli Zuchoni”. Ancora non ho avuto modo di verificare se si tratti di una provenienza o di un soprannome collettivo attribuito alla famiglia Zamperoni, uso un tempo comune. Il cognome è tuttora diffuso nel lodigiano ed in veneto (soprattutto nel trevigiano), non nel piacentino e quindi, se Zuchoni fosse un toponimo, potrebbe anche trovarsi al di fuori della provincia di Piacenza.

19 apr. 1580 (n. 2059) Giovanni Fasoli fq Agostino, anche a nome del monastero, cede in massaricio per anni 4 a far data dalla festa di san Martino prossima venire a Bartolomeo Zamperoni degli Zucconi e a suo figlio Giovanni Antonio, anche a nome di Lorenzo e di Giovanni Pietro, anch’essi figli di detto Bartolomeo, la possessione del monastero detta della Massaroda e sita in Campremoldo di Sopra, già tenuta da Cristoforo Calenzani detto Resta. In allegato: «Lista delli patti fatti et stabelliti tra il signor Gio. Faxolo per una parte et Bartholomeo Zamperoni delli Zuchoni per l’altra parte sopra la possessione di Maserolda».

1612

18) Giovanni fu Pietro Zuchono. Viene citato tra i testimoni di un atto di vendita del 21 gennaio 1612, redatto dal notaio Comino Cravello, nel comune di Mosso (BI), come ricordato in “Antiche famiglie biellesi – I Garbella da Mosso“.

1613

19) De Zuchonis. Varie famiglie sono presenti negli archivi anagrafici del comune di Tigliole d’Asti (AT), ora in provincia d’Asti ma in passato di Alessandria, a partire dal 1613 fino al 1722 e vengono registrate in varie forme: De Zucchonis, Zucconis, De Succhonis, Zuchena etc. Oggi il cognome non è più presente nemmeno nei dintorni, ma un nucleo abbastanza nutrito permane ad Alessandria ed a Tortona (AL).

1616

20) Francesco Zucconi. In “Notai per S. Sisto / I Lunini (1571-1630) / Inventario analitico delle imbreviature conservate nel fondo Notarile dell’Archivio di Stato di Piacenza“, a cura di Luca Ceriotti, Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi – 2015, si citano questo ed il successivo atto. Veratto Arcelli corrisponde ad una tenuta in riva al Po, nei pressi di Sant’Imento, frazione di Sarmato (PC).

28 giu. 1616 Francesco Zucconi fq Bartolomeo, alla presenza del monaco Onorato da Piacenza quale procuratore del monastero, dichiara di avere separato in data 23 giugno 1616 pertiche 30 di terra arativa e piantumata da un appezzamento di maggiore ampiezza sito in Veratto Arcelli e di averla pignorata su istanza del monastero agli eredi del nob. Bonifacio Arcelli per un controvalore di lire 450 imperiali.

1621

21) Bernardino Zucconi.

14 feb. 1621 Il cellerario Placido rimette a Bernardino Zucconi f Giovanni Stefano, inquilinus del monastero in località Casa Rossa, tutti i contenuti di una denuncia sporta presso l’uditore criminale di Piacenza.

1670

22) Zuchoni. Da un sito sulle famiglie tergestine si apprende che un Andrea nel 1670 abita a Trieste, nel 1713 è rettore degli scolari al collegio dei Gesuiti, attorno al 1750 due della famiglia vengono ammessi al Consiglio cittadino e nel 1775 sono ancora citati. Il cognome è tutt’ora presente.

1737

23) Zuchoni. 1737. Banato di Timisoara, carte del 1700.