{"id":231,"date":"2018-03-02T10:48:27","date_gmt":"2018-03-02T10:48:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=231"},"modified":"2025-03-16T19:21:12","modified_gmt":"2025-03-16T18:21:12","slug":"fundus-succonianus","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=231","title":{"rendered":"FUNDUS SUCCONIANUS"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 48px; color: #000000;\"><strong>FUNDUS SUCCONIANUS<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Una terra.<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Come anticipato nella pagina <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=452\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>MONTE ZUCCONE<\/strong><\/a><\/span>, \u00e8 la presenza di questo <span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong><em>fundus Succonianus<\/em><\/strong><\/span> sul territorio piacentino, iscritto nella <span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FTabula_alimentaria_traianea\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Tavola Alimentaria Veleiate<\/strong><\/a><\/span>&nbsp;(<strong>TAV<\/strong>), ad incoraggiarmi nella ricerca di un luogo diverso dalla montagna dell&#8217;alta Val di Taro come <strong>possibile origine toponomastica del nostro cognome<\/strong>, anche se non sar\u00e0 una cosa facile. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Lo straordinario documento epigrafico bronzeo del II sec. d.C., fonte ricchissima di informazioni storiche, geografiche, economiche, sociali, toponomastiche ed onomastiche, rappresenta una specie di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.academia.edu%2F35641097%2FStruttura_delle_dichiarazioni_ed_evoluzione_del_territorio_e_della_propriet%25C3%25A0_fondiaria_nella_Tavola_di_Veleia\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>estratto catastale delle aziende agricole<\/strong><\/span><\/a>. Nella maggior parte dei casi esse ricevettero il loro nome da quello personale del primo proprietario o di quello che le possedeva al momento di uno dei tre censimenti agrari augustei (I sec a.c. &#8211; I sec. d.c.), e si trovavano prevalentemente nella zona collinare e montana dell&#8217;attuale provincia di Piacenza e di parte di quelle di Parma, Pavia e Genova. Inoltre alcuni fondi citati nella TAV erano ubicati nei distretti degli antichi <em>municipia<\/em> di pianura limitrofi a quello di <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FVelleia\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Veleia<\/em><\/a><\/span><\/strong>, soprattutto <em><strong>Placentia<\/strong><\/em> e <strong><em>Parma<\/em><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Naturalmente non ho intenzione di proporre l&#8217;ipotesi che il <strong>cognome Zucconi<\/strong> (considerabile come un analogo del <strong><em>nomen<\/em> latino <em>Succonius<\/em><\/strong>) si sia conservato in una linea famigliare ininterrotta fin dai tempi della prima colonizzazione romana della pianura padana (III sec. a.c.). Non nego che sarebbe suggestivo immaginarlo, dato che tale eventualit\u00e0 potrebbe essersi verificata per alcune famiglie ma, ovviamente, senza documentazione non \u00e8 possibile provarlo irrefutabilmente per ogni singolo caso. Tuttavia per certe ubicazioni fondiarie particolarmente isolate e di modesto valore, soprattutto in collina e montagna, la continuit\u00e0 di possesso attraverso le generazioni \u00e8 frequente (nel caso della mia famiglia allargata, ad esempio, il possesso ininterrotto del fondo su cui si insedi\u00f2 nel sedicesimo secolo \u00e8 durato fino a pochi decenni fa). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">In passato era frequente che una famiglia nobile tentasse di dare lustro e legittimit\u00e0 al proprio blasone commissionando ricerche genealogiche tese a certificare una discendenza diretta da una qualche gens romana o da un qualche personaggio storico, ma si tratta sempre di invenzioni pi\u00f9 o meno fantasiose che cercavano di soddisfare le finalit\u00e0 politiche e narcisistiche dei committenti. Un caso forse emblematico \u00e8 quello dei <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSilighini\" style=\"background-color: #ffffff;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Silighini<\/strong><\/span><\/a> di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSogliano_al_Rubicone\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Sogliano al Rubicone (RN)<\/strong><\/span><\/a>, in val Marecchia, che si dicono discendenti di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLucio_Cornelio_Silla\" style=\"background-color: #ffffff;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Silla<\/strong><\/span><\/a>, una parte dei discendenti del quale sembra avesse possedimenti in questa zona: se da un lato \u00e8 vero che le invasioni barbariche abbiano causato la distruzione di buona parte degli archivi del catasto dei terreni agricoli e determinato un dimezzamento della popolazione italica, dall&#8217;altro \u00e8 parimenti vero che i regni nati da quelle invasioni, in alcuni casi, abbiano conservato l&#8217;impianto amministrativo romano e perfino migliorato le condizioni di vita della popolazione rispetto a quelle in cui viveva durante l&#8217;ultima fase dell&#8217;impero romano. Dunque tale famiglia, anche in virt\u00f9 del suo censo nobiliare, approfittando del fatto che quella zona rimase nell&#8217;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FEsarcato_d%2527Italia\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>esarcato bizantino<\/strong><\/span><\/a> per un paio di secoli, potrebbe essersi avvantaggiata di una certa stabilit\u00e0 politico-amministrativa ed aver conservato le sue propriet\u00e0 attraverso i secoli e le dominazioni. Mancano tuttavia documenti e prove archeologiche a sostegno, perci\u00f2 rimane una pura ipotesi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffff99;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"background-color: #ffffff;\">Pertanto, pur non volendo sostenere un&#8217;impossibile continuit\u00e0 genealogica come nel caso dei Silighini e ritenendo pi\u00f9 probabili le varie eventualit\u00e0 esposte nella pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=451\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>IPOTESI<\/strong><\/span><\/a>, penso che qui sia comunque lecito proporre la seguente <strong>ipotesi di lavoro<\/strong>:<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffff99;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><b style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">il toponimo volgarizzato di una localit\u00e0 del piacentino, derivato dal nome latino di questo fondo attraverso un&#8217;evoluzione linguistica (<em>Succonianus<\/em> &gt; <em>Succoniis<\/em> &gt; Zucconi), potrebbe aver cominciato ad un certo punto ad identificare, o come nome collettivo apposto o come soprannome, uno o <\/b><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b>pi\u00f9<\/b><\/span><b style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> nuclei famigliari ivi residenti stabilmente fino al momento in cui si fosse fissato come cognome su almeno uno di quei nuclei, oppure su singoli individui da quella localit\u00e0 emigrati ed in seguito caratterizzati, nell&#8217;ambito della comunit\u00e0 di arrivo, da quel toponimo di provenienza<\/b><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"> (causa abbastanza comune di formazione cognominale).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\"><span style=\"color: #800080;\"><strong><span style=\"font-family: Verdana;\"><a style=\"color: #800080;\" href=\"#premessa\">Premessa<\/a><br \/>\n<a style=\"color: #800080;\" href=\"#testo\">1. Testo<\/a><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana;\"><a style=\"color: #800080;\" href=\"#analisi\">2. Analisi<\/a><br \/>\n&nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#corneliasevera\">2.1 Cornelia Severa<\/a><br \/>\n&nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#fundusscrofulanus\">2.2 Fundus Scrofulanus<\/a><br \/>\n&nbsp; &nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#scrivellano\">2.2.1 Scrivellano<\/a><br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana;\">&nbsp; &nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#scurfu\">2.2.2 Scurfu<\/a><br \/>\n&nbsp; &nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#scrofola\">2.2.3 Scrofola<\/a><br \/>\n&nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#fundussucconianus\">2.3 Fundus Succonianus<\/a><br \/>\n&nbsp; &nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#socognano\">2.3.1 Socognano<\/a><br \/>\n&nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#congetture\">2.4 Congetture<\/a><br \/>\n&nbsp; &nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#visignano\">2.4.1 Visignano<\/a><br \/>\n&nbsp; &nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#monszucioni\">2.4.2 Mons Zucioni<\/a><br \/>\n&nbsp; &nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#cicogni\">2.4.3 Cicogni<\/a><br \/>\n&nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#minervio\">2.5 Distretto Minervio del territorio piacentino<\/a><br \/>\n&nbsp; &nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#lazuccona\">2.5.1 La Zuccona<\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>&nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#fratellicassi\">2.6 Fratelli Cassi, confinanti<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>&nbsp; <a style=\"color: #800080;\" href=\"#labinco\">2.7 L(ucio) Labinco, confinante<\/a><\/strong><br \/>\n&nbsp;<a style=\"color: #800080;\" href=\"#sesterzi\"><strong> 2.8 180.000 sesterzi<\/strong><\/a><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000985.pdf\" id=\"premessa\"><\/a>Premessa<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Prima di procedere con l&#8217;esposizione di questa ipotesi di derivazione toponomastica devo premettere che, mentre per molti altri prediali presenti nella TAV si possono abbastanza facilmente individuare i <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>toponimi attuali<\/strong><\/span><\/a> derivati direttamente da quelli, <strong>di questo sembra proprio non esservi pi\u00f9 traccia<\/strong>, almeno nell&#8217;esatto luogo in cui \u00e8 pi\u00f9 probabile che dovesse trovarsi. <strong>Non esiste<\/strong> infatti, in quell&#8217;<strong>esatto luogo<\/strong>, un toponimo come &#8220;<strong>Succoniano&#8221;<\/strong> o &#8220;<strong>Zucconiano&#8221;<\/strong> o in altra forma, anche storpiata dalla trascrizione in italiano di una <strong>pronuncia dialettale piacentina<\/strong>, direttamente derivante dal <strong><em>fundus Succonianus<\/em><\/strong>&nbsp;quali potrebbero essere:<br \/>\n&#8211; un <span style=\"text-decoration: underline; background-color: #ffff00;\">ipotetico<\/span> <strong>*Zicchignano<\/strong> da un dialettale <strong>Sichign\u00e0n (&lt; *Sucugn\u00e0n?)<\/strong>, come suggeritomi dal professor Giorgio Petracco, e come forse testimoniato in provincia di Como da <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.comuni-italiani.it%2F013%2F211%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Schignano<\/strong><\/span><\/a> (la prima <strong>-i-<\/strong>, essendo atona, sovente cade: in comasco <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSchignano\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Schign\u00e0n<\/strong><\/span><\/a>), ed in provincia di Prato da <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSchignano_%28Vaiano%29%23%3A%7E%3Atext%3DCome%2520altri%2520toponimi%2520della%2520zona%2Csvolta%2520nelle%2520legioni%2520di%2520Roma.\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Schignano Vaiano<\/strong><\/span><\/a>;<br \/>\n&#8211; oppure lo <span style=\"text-decoration: underline; background-color: #ffff00;\">scomparso<\/span> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Fbub_gb_XilsQ88y8O0C%2Fpage%2Fn383%2Fmode%2F2up%3Fq%3Dsocognano\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Socognano<\/strong><\/span><\/a>,&nbsp;da dial. <strong>Sucugn\u00e0n<\/strong> &lt; <strong>Succuniano<\/strong> &lt; <em><strong>Succunianus<\/strong><\/em>, fondo collocato da due atti del 981 e del 1252 in un luogo imprecisato (o che comunque non sono ancora riuscito a localizzare) tra <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPievequinta\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Pievequinta (FC)<\/strong><\/span><\/a> e <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPievesestina\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Pievesestina (FC)<\/strong><\/span><\/a>;<br \/>\n&#8211; od ancora gli <span style=\"text-decoration: underline; background-color: #ffff00;\">esistenti<\/span> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.in-valgrande.it%2FScogno%2FValle-Rio-Scogno.htm\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Scogno (VA)<\/strong><\/span><\/a> e <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fitalia.indettaglio.it%2Fita%2Fliguria%2Flaspezia_sestagodano_scogna.html\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Scogna (SP)<\/strong><\/span><\/a>, anche se, questi ultimi, sono pi\u00f9 probabilmente derivanti da dial. <strong>Sc\u00f2gn<\/strong> &lt; lat. <strong><em>ex cuneo<\/em><\/strong> (<em><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2Fcuneus%23Latin\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>cuneus<\/strong><\/span><\/a><\/em> = cuneo, punta accuminata) che, ad esempio, in dialetto napoletano \u00e8 l&#8217;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.ponzaracconta.it%2F2013%2F09%2F30%2Fla-scogna-e-lo-scognare%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>attrezzo<\/strong><\/span><\/a> chiamato <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Fcorreggiato%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>correggiato<\/strong><\/span><\/a>&nbsp;oppure indica il terreno <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.tarsiadialetto.it%2Flettera-s.html\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>scognato<\/strong><\/span><\/a>, cio\u00e8 dissodato:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">&#8220;&#8230;<br \/>\nScugna: termine in disuso. Si indicava un periodo dell&#8217;anno, in primavera, in cui si dissodava il terreno. Dal latino \u201cexcuneare\u201d (rompere e lavorare il terreno).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Scugn\u00e0re: sconnettere, tirarsene fuori, non impicciarsene. Dal latino \u201cdis cuneus\u201d, oppure da \u201cdis cunno\u201d (tirare fuori dalla vagina). La mia fantasia mi riporta al napoletano \u201cscugnizzo\u201d (ragazzo di strada, quindi abbandonato, scacciato)<\/span><span style=\"font-family: Verdana;\">&#8230;&#8221; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">cit. dal sito &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.tarsiadialetto.it%2Fngigna.html\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Dialetto di Tarsia<\/strong><\/span><\/a>&#8220;<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">ma potrebbero anche essere l&#8217;esito (meno probabile) di una caduta della <strong>-u-<\/strong> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Faferesi_%2528Enciclopedia-dell%2527Italiano%2529%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>atona<\/strong><\/span><\/a>&nbsp;da un ipotetico <strong>*Suc\u00f2gn<\/strong>&nbsp;&gt; <strong>Sc\u00f2gn<\/strong>. Nel caso di <strong>Scogna (SP)<\/strong> (frazione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.wikispedia.it%2Fmediawiki%2Findex.php%3Ftitle%3DSESTA_GODANO%26amp%3Boldid%3D46548\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Sesta Godano<\/strong><\/span><\/a>, <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2F%4044.2845579%2C9.7012463%2C1101m%2Fdata%3D%213m1%211e3%3Fhl%3Dit%26amp%3Bauthuser%3D0\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>qui<\/strong><\/span><\/a> collocata) infatti, la forma pi\u00f9 antica del toponimo, testimoniata nell&#8217;opera del 1537 &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DIe9YlN1eoK0C%26amp%3Bpg%3DPA16-IA23%26amp%3Blpg%3DPA16-IA23%26amp%3Bdq%3Dsocogna%2Bsoprana%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3DEeQsIcokv_%26amp%3Bsig%3DACfU3U2sCjq8q-MN9-_SchxYmKVMu7Vq9Q%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D2ahUKEwjci7C9k_T7AhWB-KQKHUh2BBsQ6AF6BAgDEAM%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dsocogna%2520soprana%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Castigatissimi annali<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, di Agostino Giustiniano, Vescovo di Nebio, Genova, \u00e8 <strong>Socogna<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Le varie localit\u00e0 sparse sia in territorio piacentino sia parmense (dove la concentrazione \u00e8 massima, vd. un elenco in <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=14\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">LUOGHI<\/span><\/strong><\/a>) che si chiamano <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=14\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Zucconi<\/a><\/strong><\/span>, proprio perch\u00e9 non presentano mai la <span style=\"color: #000000;\">desinenza prediale in <\/span><\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPrediale\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>-ano<\/strong><\/a><\/span><span style=\"color: #000000;\"> e nemmeno la morfologia tipica di una forma dialettale o volgare antica (la conservativit\u00e0 del dialetto rispetto ai toponimi antichi \u00e8 notevole e riscontrabile nella maggior parte dei casi), in realt\u00e0 credo siano tutte derivate:<br \/>\n&#8211; o da caratteristiche <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGeomorfologia\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">geomorfologiche<\/span><\/strong><\/a> locali (ad esempio sommit\u00e0 di collinette prive di vegetazione &gt; vd. il verbo <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Fzucconare_%2528Sinonimi-e-Contrari%2529%2F\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">zucconare<\/span><\/strong><\/a>);<br \/>\n&#8211; o da <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FEponimo\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">eponim\u00ece<\/a><\/span>&nbsp;<\/strong><\/span>dovute a famiglie che, portando il nostro cognome gi\u00e0 consolidato e possibilmente a s<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000;\">ua volta derivato proprio da identico toponimo (magari nel frattempo scomparso) della localit\u00e0 di provenienza, si siano insediate in dette localit\u00e0 nel corso di secoli relativamente recenti e per un tempo abbastanza lungo da riuscire a battezzarle, come \u00e8 avvenuto nel caso specifico della mia famiglia con <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=503\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Case Zucconi<\/strong><\/span><\/a> di <strong>Piozzano (PC)<\/strong> nel XVI secolo (contro questa mia convinzione potrebbe esserci <a href=\"#Zucioni\"><span style=\"color: #993366;\"><strong>una sola eccezione<\/strong><\/span><\/a>, di cui dir\u00f2 pi\u00f9 avanti).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;<strong>assenza del suffisso in -ano<\/strong> nei toponimi &#8220;Zucconi&#8221; attuali potrebbe per\u00f2 essere anche dipesa<\/span><span style=\"color: #000000;\"> da traduzioni, in volgare prima ed in italiano poi, di un <span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLocativo\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>locativo<\/strong><\/a><\/span> latino che nel corso dei secoli avesse sostituito il prediale originario, perdendo cos\u00ec il suffisso &#8211;<em>anus<\/em>: un <em><strong>Succonis<\/strong><\/em> (&lt; <em><strong>S<\/strong><\/em><\/span><strong style=\"color: #000000;\"><em>ucconiis<\/em><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> &lt; <\/span><em style=\"color: #000000;\"><strong>Succonianus<\/strong><\/em><em style=\"color: #000000;\">) <\/em><span style=\"color: #000000;\">utilizzato al posto di quello e con medesimo significato.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"background-color: #ffff99;\">Tuttavia occorre ribadire che la localizzazione di ciascuno dei toponimi &#8220;zucconiani&#8221; attuali \u00e8 incompatibile con la posizione che, a seguito di un&#8217;analisi approfondita, \u00e8 logico ipotizzare per il toponimo presente nella TAV.&nbsp;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000193.pdf\" id=\"testo\"><\/a>1. Testo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Per arrivare a formulare un&#8217;ipotesi, credo sia giunto il momento di scrivere per intero il breve testo estrapolato dalla&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>TAV<\/strong><\/a>&nbsp;<\/span>(acronimo con cui d&#8217;ora in poi indicher\u00f2 la Tavola Alimentaria Veleiate), in cui il<em>&nbsp;<strong>fundus Succonianus<\/strong><\/em> viene citato seguendo una formula che si ripete uguale per tutti i fondi, insieme ad un altro <em>fundus<\/em>, al&nbsp;<em>pagus<\/em> di appartenenza, ai nomi di due proprietari confinanti (oltre a ci\u00f2, i confini di ogni <span style=\"background-color: #ffff99;\">singolo fondo<\/span> potevano essere identificati anche riportando l&#8217;eventuale presenza di una strada pubblica), al suo valore ed alla relativa decima in sesterzi:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffff99; color: #000000;\"><strong><em>obligatio 31<\/em><\/strong><em>&nbsp;\/&nbsp;<strong>[V, 55-100]<\/strong>&nbsp;Cornelia Severa prof(essa) est\u2026\/\u2026item fund(os) Scrofulanum et Succonianum&nbsp;<strong>&nbsp;[V,90]<\/strong>&nbsp; in \/ Placentino pag(o) Minervio, adf(inibus) Cassis fratrib(us) &lt;et&gt; L(ucio) Labinco, qu(os) prof(essa) \/ est (sestertium) CLXXX (milibus): in (sestertium) XIIX (milia)&#8230;\/&#8230;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">ipoteca 31<\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;\/&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">[V, 55-100]<\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;Cornelia Severa ha dichiarato\u2026\/\u2026e pure i fondi Scrofulano e Succoniano&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">[V,90]<\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> \u2013 che si trovano nel distretto Minervio del territorio piacentino e confinano con le propriet\u00e0 dei fratelli Cassi e di Lucio Labinco, che essa ha dichiarato \/ per un valore di 180.000 sesterzi: riceve 18.000 sesterzi; \u2026\/\u2026 (trad. prof. <\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000318.pdf\" style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Nicola Criniti<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">).<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Succonianus-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2676\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Succonianus-1-300x30.png\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"62\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Succonianus-1-300x30.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Succonianus-1.png 593w\" sizes=\"(max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Succonianus-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2677\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Succonianus-2-300x28.png\" alt=\"\" width=\"643\" height=\"60\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Succonianus-2-300x28.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Succonianus-2.png 596w\" sizes=\"(max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Leggendo la trascrizione qui sopra si pu\u00f2 notare che la decima non sia di 18.000 sesterzi (IIXX), come nella traduzione del prof Criniti, ma di 22.000 (XXII), il che viene considerato un errore dal Borman perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unico caso in tutta la TAV in cui la decima eccederebbe il 10%.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&#8220;&#8230;<br \/>\n<sup>76 <\/sup>Cfr. obl. XXIV; XLVI. Nell&#8217;obl. XXXI il rapporto tra la quota di prestito che si riferisce al <em>fundus Scrofulanus et Succonianus<\/em> 22,000 sest., e il valore di detto fondo, 180.000 sest., supera il 10%: ma poich\u00e9 si tratta dell&#8217;unico caso in cui ci\u00f2 accade e poich\u00e9 la somma complessiva dell&#8217;obligatio \u00e8 verosimilmente errata, il Borman (CIL XI, p. 225, n. 1) ha proposto di considerare errata anche la cifra di XXII.&#8221;<br \/>\n(Nota in calce a pag. 242 da &#8220;<span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fbooks%2Fedition%2FIl_princeps_e_il_suo_impero%2FDXJoAAAAMAAJ%3Fhl%3Dit%26amp%3Bgbpv%3D0%26amp%3Bbsq%3Dsucconianus\" style=\"color: #0000ff;\" ><strong>Il princeps e il suo impero studi di storia amministrativa e finanziaria romana<\/strong><\/a><\/span>&#8220;, Elio Lo Cascio, Edipuglia \u00b7 2000)<br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Come si pu\u00f2 constatare le informazioni non sono molte, il testo contiene abbreviazioni e sottintende le parole che il curatore della traduzione ha inserito nelle parentesi, ma alcune cose \u00e8 possibile dirle se si analizza il testo voce per voce: (per chi volesse approfondire alcuni temi riguardanti pi\u00f9 in generale la TAV, ma che possono aiutare a capire come arrivo a formulare la mia ipotesi, pu\u00f2 leggere <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=293\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a><\/strong><\/span>)<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20190710_203601-scaled-e1574552412695.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3239 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20190710_203601-scaled-e1574552412695.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20190710_203601-scaled-e1574552412695.jpg 2560w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20190710_203601-scaled-e1574552412695-300x48.jpg 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20190710_203601-scaled-e1574552412695-1024x164.jpg 1024w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20190710_203601-scaled-e1574552412695-768x123.jpg 768w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20190710_203601-scaled-e1574552412695-1536x245.jpg 1536w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20190710_203601-scaled-e1574552412695-2048x327.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGens\" id=\"analisi\"><\/a>2. Analisi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong><span style=\"background-color: #ffffff;\"><a id=\"corneliasevera\"><\/a>2.1<\/span> Cornelia Severa<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Membro di una delle <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>gentes<\/em><\/a><\/strong><\/span>&nbsp;pi\u00f9 <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGens_Cornelia\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">antiche<\/a><\/strong><\/span> ed importanti di Roma, di censo senatoriale ed i cui <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPublio_Cornelio_Scipione_%28console_218_a.C.%29\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">antenati<\/a><\/strong><\/span> avevano <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPublio_Cornelio_Scipione\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">combattuto<\/a><\/strong><\/span> contro Annibale anche nei <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FBattaglia_della_Trebbia\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">pressi<\/a><\/strong><\/span> di Piacenza, \u00e8 una dei proprietari pi\u00f9 ricchi di tutta la&nbsp;TAV. Fa eseguire l\u2019iscrizione dell\u2019elenco delle propriet\u00e0 da due suoi schiavi che amministravano il suo patrimonio: Primigenio per il territorio veleiate e Zosimo per quello piacentino (<span style=\"color: #ff0000;\">*e parmense<\/span>, suppongo). In un articolo del 2018, &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.academia.edu%2F42026653%2FI_pagi_veleiati_e_piacentini_nella_bassa_Val_Trebbia_e_nelle_valli_della_Luretta_e_del_Tidone\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>I pagi veleiati e piacentini nella bassa Val Trebbia e nelle valli della Luretta e del Tidone<\/strong><\/span><\/a>&#8221; pubblicato sul Bollettino storico Parmense, <strong>Giorgio Petracco<\/strong> tratta approfonditamente il tema.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>&nbsp;# Petracco:&nbsp;<\/strong>Si sa che possedeva (registrato in capo ad un Lucio Cornelio Severo) un grande&nbsp;<em>saltus&nbsp;<\/em>(alpeggio, pascolo), il&nbsp;<em>Blaesiola<\/em>, sui due lati dell&#8217;<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FAveto\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Aveto<\/a><\/span><\/strong>, parte in territorio veleiate, parte in quello di <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLibarna\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Libarna<\/a><\/span><\/strong>, pi\u00f9 altri fondi nei&nbsp;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPagus\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><em>pagi<\/em><\/span><\/strong><\/a>&nbsp;Bagienno, Domizio e Ambitrebio del territorio veleiate. Inoltre altri beni in molti diversi&nbsp;<em>pagi<\/em>&nbsp;del territorio piacentino, fra cui il&nbsp;<strong>Minervio<\/strong>, e nel Mercuriale parmense,&nbsp;tutti in pianura. Questa frammentazione era funzionale per raccogliere le pecore di molti proprietari del piacentino, unirle alle sue, e portarle ad alpeggiare nei suoi possedimenti montani, ovviamente facendosi pagare (cit.&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Findependent.academia.edu%2Fgiorgiopetracco\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Petracco<\/strong><\/a><\/span>).<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong><span style=\"background-color: #ffffff;\">2.2 <a id=\"fundussucconianus\"><\/a><\/span>Fundus Scrofulanus<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Questo \u00e8 il fondo citato insieme al <strong>Succoniano<\/strong> in modo tale da far ragionevolmente ritenere che fossero molto vicini, se non addirittura confinanti. Lo dimostra il fatto che per i <strong>due fondi<\/strong> vengano indicati <strong>solo due proprietari <em>adfines<\/em><\/strong> (i fratelli Cassi e Lucio Labinco), <strong>e non quattro<\/strong>, come sarebbe avvenuto se si fosse trattato di fondi tra loro separati e lontani. Questa ipotesi di conterminalit\u00e0 viene confermata per converso da almeno un altro caso dove, per due o tre fondi dello stesso proprietario, vengono citati quattro confinanti (permettendo cos\u00ec di escludere eventuali, ma improbabili, inaccuratezze od omissioni dei redattori del testo bronzeo), come riportato dal professor Petracco in <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=3261\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>I pagi veleiati e piacentini nella bassa Val Trebbia e nelle valli della Luretta e del Tidone<\/strong><\/a><\/span>:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&#8220;La prima propriet\u00e0 denunciata nella dichiarazione di Volumnio Epafrodito \u00e8 il <em>fundus Metilianus Lucilianus Anneianus cum casis et silvis et meridibus et debelis<\/em> del valore di 50.000 sesterzi. L\u2019ubicazione \u00e8 nel pago Ambitrebio e vengono indicati ben quattro confinanti (<strong>la regola ne chiederebbe due<\/strong>), fra cui Cornelia Severa, Vibio Severo e Lucilio Collino. Tutti e tre questi proprietari hanno dei fondi in Ambitrebio sulla destra del Trebbia, ma, mentre Cornelia Severa ha le sue propriet\u00e0 vicino al confine con il Vercellense, gli altri due le hanno nella zona di fronte a Travo. \u00c8 quindi da ritenere che si tratti di una <strong>propriet\u00e0 composta da pi\u00f9 fondi non contermini acquistati con un unico atto dal precedente proprietario<\/strong>.&#8221; (grassetto mio)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">2.2.1 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.turismoapiacenza.it%2Fcastello_dei_landi_di_scrivellano.html\" id=\"scrivellano\"><\/a>Scrivellano<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Individuare almeno questo fondo in un toponimo attuale significherebbe capire dove si trovasse anche l&#8217;altro ed \u00e8 abbastanza plausibile pensare che si tratti di <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Scrivellano<\/strong><\/a><\/span>&nbsp;(dial. <strong>Scrivi\u00e0n<\/strong> o <strong>Scrivl\u00e0n<\/strong>), sede di un <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCastelli_della_provincia_di_Piacenza\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">castello<\/a><\/span><\/strong> sito in comune di Travo (PC). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">La conservativit\u00e0 linguistica del toponimo pu\u00f2 essere affermata con buona confidenza alla luce del fatto che ancora n<\/span><span style=\"font-family: Verdana;\">el <strong>1072<\/strong> esisteva una localit\u00e0 indicata come <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FScrivellano%23cite_note-6\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>Scrivolanum<\/strong><\/em><\/span><\/a> in un atto stipulato nel <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FBasilica_di_San_Savino\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>monastero di San Savino<\/strong><\/span><\/a> da parte di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FStoria_di_Piacenza\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Dionisio Vescovo-Conte di Piacenza<\/strong><\/span><\/a>&nbsp;(&#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fredir_esc%3Dy%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bid%3DuEZ9582G_AIC%26amp%3Bq%3Dscrivolanum%23v%3Dsnippet%26amp%3Bq%3Dscrivolanum%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Della celebratissima tavola alimentaria di Trajano<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, Secondo Giuseppe Pittarelli, Reale Stamperia di Torino 1790), ma anche successivamente, in<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&nbsp;un <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.gabrielezanella.it%2FPubblicati%2FCremona95%2FCremona95.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>documento del XIII sec.<\/strong><\/span><\/a>, gli <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Fiohanniscodagne00codagoog%2Fpage%2Fn136\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>Annales Placentini<\/em><\/strong><\/span><\/a> del notaio piacentino <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Fgiovanni-codagnello_%28Dizionario-Biografico%29%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Giovanni Codagnello<\/strong><\/span><\/a>, viene nuovamente citata. <\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Devo tuttavia rilevare che nell&#8217;edizione degli <em>Annales<\/em> del Codagnello pubblicata da Holder-Egger del 1901 (anno <strong>1234<\/strong>, pag. 114 riga 12-13) si legge un *<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Fiohanniscodagne00codagoog%2Fpage%2Fn154\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Serevolano<\/strong><\/span><\/a> (<em><strong>villam&#8230;Serevolani<\/strong><\/em>) che forse \u00e8 un refuso (di scrittura o di lettura) per <strong>Screvolano<\/strong>, (come si legge in un&#8217;opera del 1735 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DSpG0Tp6WfxgC%26amp%3Bpg%3DPA224%26amp%3Blpg%3DPA224%26amp%3Bdq%3D%2522serevolano%2522%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3DiLSBlQKx07%26amp%3Bsig%3DACfU3U3M6hH8e6ueDyHQ-fRiDCSJPaD8fQ%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D2ahUKEwjyir63gvL7AhVmyLsIHcIlD6YQ6AF6BAgKEAM%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3D%2522serevolano%2522%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>&#8220;La Galeria Dell&#8217;Onore&#8221;<\/strong><\/span><\/a>, di Giorgio Viviano Marchesi, per i tipi dei F.lli Marozzi in Forl\u00ec, parte seconda pag. 224 linea 31, ed in un&#8217;altra opera del 1717 &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3Dw_2O0_nCMHsC%26amp%3Bpg%3DPA209%26amp%3Blpg%3DPA209%26amp%3Bdq%3D%2522serevolano%2522%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3DvNfrfTBOzq%26amp%3Bsig%3DACfU3U2q-BpuVIkPsT2aLHNFH7XTvtnPdw%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D2ahUKEwjyir63gvL7AhVmyLsIHcIlD6YQ6AF6BAgLEAM%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3D%2522serevolano%2522%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Italia Sacra<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, di Ferdinando Ughello, per i tipi di Sebastiano Coletti, Venezia, tomo secondo pag. 209 linea 23 colonna sinistra) creandomi un dubbio che permarr\u00e0 finch\u00e9 non avr\u00f2 modo di vedere la pergamena originale:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&#8220;&#8230;<br \/>\n<em>His ita gestis turba magna militie populi Placentie et Cremone ultra Treviam (il fiume Trebbia) equitaverunt, villam quoque de Stati (Statto) et <strong>Serevolani<\/strong> (Scrivellano) et Pigazani (Pigazzano) conbuserunt, castrum etiam expugnaverunt&#8230;<\/em>&#8221;<br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Viene citato ulteriormente come <em><strong>locum Scravellani<\/strong><\/em> dal <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fbooks%2Fedition%2FDelle_storie_piacentine_libri_12_umiliat%2FHqsF7ZL9brcC%3Fhl%3Dit%26amp%3Bgbpv%3D1%26amp%3Bdq%3Dcronache%2Bdi%2Bpiacenza%2B%2522guarino%2522%2Bmemorie%2Bstoriche%26amp%3Bpg%3DPP13%26amp%3Bprintsec%3Dfrontcover\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Guarino<\/strong><\/span><\/a> (storico piacentino che scrisse, in lingua piacentina latinizzata, di eventi a lui coevi nel periodo compreso tra il 1289 ed il 1322) nella sua cronaca riferendosi ad un episodio occorso il 30 ottobre <strong>1312<\/strong> (&#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3D2wxAAAAAcAAJ%26amp%3Bprintsec%3Dfrontcover%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsource%3Dgbs_ge_summary_r%26amp%3Bcad%3D0%23v%3Dsnippet%26amp%3Bq%3Dfabiani%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Chronica Tria Placentia<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, Parma, Fiaccadori, 1859). Il <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCristoforo_Poggiali\" ><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Poggiali<\/span><\/strong><\/a>, nelle sue &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DESHRKKdEphMC%26amp%3Bprintsec%3Dfrontcover%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsource%3Dgbs_ge_summary_r%26amp%3Bcad%3D0%23v%3Donepage%26amp%3Bq%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Memorie storiche della citt\u00e0 di Piacenza&#8221;<\/strong><\/span><\/a> \u2013 Tomo VI, Piacenza, Giacopazzi, 1759, a <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DESHRKKdEphMC%26amp%3Bprintsec%3Dfrontcover%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsource%3Dgbs_ge_summary_r%26amp%3Bcad%3D0%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dlocum%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>pag. 100<\/strong><\/span><\/a>, trascrivendo parte della cronaca del Guarino, lo riporta come <em><strong>locum Screvelani<\/strong><\/em>, forse in accordo con la forma che il toponimo aveva assunto nella sua pronuncia del 1700.<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&#8220;&#8230;<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><em>Et eodem mense nonulli juvenes de Andito <strong>locum Scravellani<\/strong> sive Fabiani occupaverunt, et inde maximam molestiam in planitiem Placentie intulerunt<\/em>.&#8221;<br \/>\n<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Questa variet\u00e0 di forme viene letta come<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%2Fabout%2FI_castelli_del_Piacentino_nella_storia_e.html%3Fid%3DDaBsGwAACAAJ%26amp%3Bredir_esc%3Dy\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Scrovellano<\/a> <\/strong><span style=\"color: #000000;\">dall&#8217;Artocchini (&#8220;<\/span><span style=\"color: #000000;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fquadernivaltolla.wordpress.com%2F2012%2F06%2F07%2Fun-vecchio-libro-di-storia-piacentina-sui-nostri-castelli-poco-conosciuto%2F\" ><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Castelli del Piacentino<\/span><\/strong><\/a>&#8220;, <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCarmen_Artocchini\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Carmen Artocchini<\/strong><\/span><\/a> &#8211; ed. UTEP, 1967, forse basandosi sulla lettura diretta della cronaca del Guarino)<\/span>,&nbsp;<\/span>con la&nbsp;<strong>O<\/strong>&nbsp;al posto dell&#8217;attuale&nbsp;<strong>I<\/strong>, e come <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.academia.edu%2F35641097%2FStruttura_delle_dichiarazioni_ed_evoluzione_del_territorio_e_della_propriet%25C3%25A0_fondiaria_nella_Tavola_di_Veleia\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Screvelano<\/strong><\/span><\/a> dal prof. Petracco (che forse si basa sulla lettura del Guarino fatta dal Poggiali), con la <strong>E<\/strong> al posto della <strong>I<\/strong> ed una <strong>L<\/strong> sola, a testimoniare in entrambe i casi una forma pi\u00f9 vicina all&#8217;originale latino:<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>&nbsp;# Petracco: &#8220;<\/strong>Scrivellano (Travo) (XIII sec. Screvelano) situato a est di Pigazzano, corrisponde probabilmente al <em>fundus Scrofulanus <\/em>(TAV V, 89) di Cornelia Severa, appartenente al pago Minervio del territorio di Piacenza. L\u2019ipotesi, gi\u00e0 avanzata dall\u2019Olivieri su basi esclusivamente linguistiche, \u00e8 senz\u2019altro valida. Per arrivare da <em>Scrofulanum <\/em>a Scrivellano la <strong><em>F <\/em><\/strong>si <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Fsonorizzazione_%28Enciclopedia-dell\" Italiano)\/\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>sonorizza<\/strong> <\/span><\/a>passando a <strong><em>V <\/em><\/strong>e il suffisso <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.culturitalia.info%2FARCHIVIO%2Fs_spina%2Fflechia%2FNOMI_OLO_ULO.HTML\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>&#8211;<em>ulo <\/em><\/strong><\/span><\/a>viene sostituito da <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.culturitalia.info%2FARCHIVIO%2Fs_spina%2Fflechia%2FNOMI_ELLO.HTML\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>-ello<\/em><\/strong><\/span><\/a>. Topograficamente Scrivellano pu\u00f2 essere gi\u00e0 oltre il confine dell\u2019Ambitrebio e anche la rarit\u00e0 del gentilizio parla a favore della corrispondenza&#8221; <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">(<\/span><\/span><\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=293\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 16px;\">Struttura delle dichiarazioni ed evoluzione del territorio e della propriet\u00e0 fondiaria nella Tavola di Veleia<\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 16px;\">, <\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 16px;\">di Giorgio Petracco, Giulia Petracco Sicardi)<\/span><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 16px;\"><em>.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #008000;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>&nbsp;# Petracco: &#8220;<\/strong><\/span><\/span>Due importanti fondi di Cornelia Severa, lo Scrofulanus e il Succonianus, del <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #008000;\">valore complessivo di 180.000 sesterzi, erano situati nel pago Minervio del territorio di Piacenza. In questo caso la loro posizione sulla sinistra del Trebbia, in quel <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #008000;\">pedecolle piacentino che era zona d\u2019insediamento privilegiato delle ville romane, <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #008000;\">\u00e8 segnalata dalla corrispondenza dello Scrofulanus con Scrivellano.<sup>17<\/sup> Per arrivare <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #008000;\">a Scrivellano da Scrofulanus, che non ha alla base un gentilizio, bens\u00ec il cognomen <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #008000;\">Scrofa, la f si sonorizza passando a v e il suffisso \u2013ulo viene sostituito da \u2013ello. Scrivellano \u00e8 facilmente raggiungibile dall\u2019area dei fondi di Cornelia Severa in Ambitrebio, da cui dista non pi\u00f9 di tre chilometri&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #008000;\">&#8230; Uno di questi fondi era il fundus Moschianus, dal raro gentilizio Moschius, situato nel Vercellense, del valore di 48.000 sesterzi e confinante con una propriet\u00e0 di Publio Albio Secondo. Esso pu\u00f2 essere riconosciuto nel nome di un piccolo rivo situato poco a sud di Ancarano, il rio Moscolano. *Mosculanus \u00e8 infatti una variante di Moschianus con l\u2019aggiunta del suffi sso \u2013ulo, cos\u00ec come Scrofulanus lo \u00e8 di *Scrofanus.<sup>18<\/sup><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #008000;\"><sup>17<\/sup> <span style=\"font-size: 14px;\">Allo stesso pago Minervio doveva appartenere anche la vicina localit\u00e0 di Visignano, dove <\/span><span style=\"font-size: 14px;\">\u00e8 stata rinvenuta la stele funeraria dei Coelii.<br \/>\n<sup>18<\/sup> E infatti in Italia sono segnalati dei fondi Scrofianus e Scrofanus (W. Schulze, Zur Geschichte Lateinischer Eigenname, Berlin-Zurich-Dublin, Weidmann 1966, p. 370). <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">(<a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=3261\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>I pagi veleiati e piacentini nella bassa Val Trebbia e nelle valli della Luretta e del Tidone<\/strong><\/span><\/a>, di Giorgio Petracco)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>Scrivellano (Scrivolanum, Serevolani, Screvolani, Scravellani, Scrovellano, Screvelani<\/strong> che sia), come toponimo italiano, resta un unicum a cui fanno da parziale riscontro <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FScrofiano\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Scrofiano (SI)<\/strong><\/span><\/a> e <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSacrofano\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Sacrofano (Rm)<\/strong><\/span><\/a> (citati anche nel precedente articolo di Petracco alla nota 18 rispettivamente come Scrofianus e Scrofanus), del primo dei quali cos\u00ec si spiega l&#8217;origine in &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.biblioato.it%2Fassets%2Ffiles%2FToponomastica.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>DIZIONARIO TOPONOMASTICO <\/strong><\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>DI SINALUNGA<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, a cura di Emanuele Grieco per Quaderni Sinalunghesi, 2013:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">&#8220;SCROFIANO Frazione di Sinalunga; un tempo, fino al 1778, fu comune autonomo. Alcune ipotesi sull\u2019etimologia:<br \/>\n1. Forse da un antico nome personale, Scrofianu, Scrofana, Scrofa<sup>431<\/sup>.<br \/>\n2. \u201cL\u2019abate giureconsulto Francesco Dini indica una provenienza longobarda del nome\u201d<sup>432<\/sup>.<br \/>\n3. Secondo la classificazione toponomastica di Silvio Pieri, alcuni nomi locali derivano da nomi di animali. \u00c8 una situazione frequente anche nella toponomastica italiana, toscana, senese e di Sinalunga. Forse il nome della frazione deriva dal latino scrofa, scrofa, la femmina del maiale, forse dal greco gromphas, da una radice indo-germanica col senso di scavare. Era una consolidata tradizione dei Longobardi allevare maiali. In uno stemma del XVI secolo del comune di Scrofiano vi \u00e8 disegnato un maiale; ma questo potrebbe essere un caso di paretimologia, sia essa popolare o colta. Segnaliamo, comunque, che esiste il toponimo Scrofeta, una contrada ad Avellino, citata gi\u00e0 in un documento del 1063, e il cui nome \u00e8 spiegato come uno zootoponimo, da mettere in relazione all\u2019allevamento dei maiali. In origine quella zona irpina era prevalentemente boscosa, ricca quindi di querce che producevano grande abbondanza di ghiande, l\u2019alimento principale di maiali e cinghiali<sup>433<\/sup>. C\u2019\u00e8 da notare per\u00f2 che in Scrofeta il suffisso eto\/eta, dal latino -etum, fa pensare ad un nome collettivo, mentre in Scrofiano il suffisso -ano fa propendere per una formazione prediale, cio\u00e8 l\u2019indicazione del nome dell\u2019antico proprietario del fondo o del luogo. Aggiungiamo che ci sono toponimi come Porcile (Bonito, Avellino), Porcari (LU), Porcia (PN) tutti spiegati come \u201cpascolo di maiali o recinto di porci\u201d. Nel Pistoiese c\u2019\u00e8 il toponimo Porciano, che sembra legato in origine al tradizionale allevamento dei maiali, tipico delle popolazioni longobarde.&#8221;<br \/>\nNote:<br \/>\n<span style=\"font-size: 14px;\">431 Silvio Pieri, Toponomastica della Valle dell\u2019Arno, cit., p. 181.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14px;\">432 Da Wikipedia.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 14px;\">433 A. Massaro, A. Montefusco, Strade e piazze di Avellino, Comune di Avellino, 2007, p. 152<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Mentre del secondo cos\u00ec si dice in Wikipedia:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">&#8220;Il nome originario del borgo era <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSacrofano%23Origini_del_nome\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Scrofano<\/strong><\/span><\/a>[7]; sulla sua origine esistono diverse leggende, legate alla presenza di una scrofa, che compare nello stemma comunale. <\/span><span style=\"font-family: Verdana;\">Altra interpretazione \u00e8 che il nome derivi da Sacrum Fanum, ovvero edificio di culto sacro, riferito al santuario edificato sul Monte Musino (v. paragrafo seguente, &#8220;Siti Archeologici&#8221;).&#8221;<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span style=\"font-family: Verdana;\">Le due mappe che seguono illustrano la topografia dei dintorni:<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2355\" aria-describedby=\"caption-attachment-2355\" style=\"width: 1920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Immagine3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2355 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Immagine3.png\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Immagine3.png 1920w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Immagine3-300x169.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Immagine3-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Immagine3-768x432.png 768w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Immagine3-1536x864.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2355\" class=\"wp-caption-text\">Scrivellano, carta del XIX secolo.<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_2758\" aria-describedby=\"caption-attachment-2758\" style=\"width: 1820px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-scrivellano.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2758 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-scrivellano.png\" alt=\"\" width=\"1820\" height=\"962\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-scrivellano.png 1820w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-scrivellano-300x159.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-scrivellano-1024x541.png 1024w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-scrivellano-768x406.png 768w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-scrivellano-1536x812.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 1820px) 100vw, 1820px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2758\" class=\"wp-caption-text\">Scrivellano e dintorni oggi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">L&#8217;antroponimo da cui teoricamente dovrebbe derivare, con l\u2019aggiunta del suffisso <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPrediale\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">prediale<\/a><\/strong><\/span>&nbsp;<em><strong>\u2013anus<\/strong><\/em>, sarebbe uno&nbsp;<em><strong>Scroful-us<\/strong><\/em>&nbsp;(o&nbsp;<em>Scrofulius<\/em>) non so quanto riconducibile ad un ipotetico e comunque mai attestato gentilizio di origine latina. Semmai pi\u00f9 probabile sarebbe stato un soprannome (il <em>cognomen<\/em>&nbsp;nella formula classica dei&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FOnomastica_romana%23I_tria_nomina\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>tria nomina<\/em><\/a><\/strong><\/span>), attestato in almeno due casi:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><strong>1)<\/strong> <span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DbM-9o0pq5zkC%26amp%3Bpg%3DPA128%26amp%3Blpg%3DPA128%26amp%3Bdq%3Dgneo%2Btremellio%2Bscrofa%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3D3cELQbtfbz%26amp%3Bsig%3DfcfYEVG556gTNcgg67Pc5RXc70E%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwjv5cHQpt_ZAhXGxxQKHWgIBZoQ6AEIODAD%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dgneo%2520tremellio%2520scrofa%26amp%3Bf%3Dfalse\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Gneo Tremellio Scrofa<\/strong><\/a><\/span>, esponente della <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FTremellia_gens\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>gens Tremellia<\/em><\/strong><\/span><\/a> nell&#8217;ambito della quale un <strong>Lucio<\/strong> fu il primo a ricevere il soprannome ed a trasmetterlo ai suoi discendenti:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&#8220;(lat. <em>Cn. Tremellius Scrofa<\/em>)&nbsp; scrittore latino (<span class=\"sc\">1<\/span>\u00ba sec. a. C.) di agricoltura; ricordato come un&#8217;autorit\u00e0 nel campo dell&#8217;agricoltura da <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FMarco_Terenzio_Varrone\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Varrone<\/strong><\/span><\/a> (con cui fu nel&nbsp;<span class=\"sc\">59<\/span>&nbsp;a. C.&nbsp;<em>vigintivir ad agros dividendos Campanos<\/em>) e da <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLucio_Giunio_Moderato_Columella\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Columella<\/strong><\/span><\/a>. La sua opera, che non ci \u00e8 giunta, fu una delle fonti della&nbsp;<em>Naturalis Historia<\/em> di Plinio.&#8221; (cit. <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Fgneo-tremellio-scrofa%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Enciclopedia online Treccani<\/strong><\/span><\/a>). <\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">L&#8217;origine del suo soprannome ha due spiegazioni che hanno il sapore dell&#8217;aneddotica: <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&#8220;&#8230;<br \/>\nIl nome di Tremellio Scrofa pu\u00f2 far riferimento alla <em>Gens Tremellia<\/em>, ed ha come rappresentanti principali <strong>Lucio Tremellio Scrofa<\/strong> che fu Questore nel 143 a.C. ed \u00e8 noto per aver partecipato alla guerra contro Filippo VII di Macedonia (ed anche questore durante la <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FTerza_guerra_servile\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">terza guerra servile<\/a><\/strong><\/span> nella battaglia finale tra Crasso e l&#8217;esercito comandato da Spartaco), <strong>Gaio Tremellio Scrofa<\/strong> che fu Pretore nel 52 a.C., infine l&#8217;omonimo <strong>Gneo Tremellio Scrofa<\/strong> che fu un importante agronomo e per questo viene ricordato da Lucio Giunio Moderato Columella nella sua opera De re Rustica e da Marco Terenzio Varrone.<br \/>\nL&#8217;aggiunta del cognomen Scrofa a quello successivo di Tremellio viene descritto da due versioni differenti:<br \/>\nLa prima \u00e8 quella riportata proprio da Varrone che conferisce questo soprannome a Lucio Tremellio Scrofa, il Questore di Macedonia che trovatosi solo a comandare l&#8217;esercito per l&#8217;assenza del Pro Pretore avrebbe affermato per galvanizzare i suoi uomini che &#8220;li avrebbe espulsi come una scrofa fa con i suoi piccoli&#8221; e per questo si \u00e8 guadagnato questo appellativo ereditario.<br \/>\nLa seconda invece \u00e8 quella di Macrobio che riferisce un aneddoto dello stesso Lucio Tremellio che avrebbe nascosto nel letto della sua tenuta di campagna, una scrofa smarrita. Nel momento in cui i proprietari circondarono la casa per tornare in possesso dell&#8217;animale e chiesero a Tremellio dove si trovasse la loro scrofa, quest&#8217;ultimo in modo sprezzante acconsent\u00ec dando il permesso di cercare nella sua abitazione aggiungendo che &#8220;l&#8217;unica scrofa che avrebbero potuto trovare \u00e8 quella che si trovava nel suo letto&#8221;, facendo sarcasticamente riferimento a sua moglie.&#8221; (cit. sito &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fspartacus.fandom.com%2Fit%2Fwiki%2FGneo_Tremellio_Scrofa\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Spartacus wiki<\/strong><\/span><\/a>&#8220;)<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><strong>2)<\/strong> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Foxrep.classics.ox.ac.uk%2Fdatabases%2Fpeople%2F3335_a_uibius_scrofula_demosthenes%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Annio Vibio Scrofola Demostene<\/strong><\/span><\/a>, (lat. <em>A(nnius) (Uibius) Scrofula Demost(henes)<\/em>) circa 20 a.C., testimoniato nel <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCorpus_Vasorum_Antiquorum\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Corpus Vasorum Antiquorum<\/strong><\/span><\/a> Arret. <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Foxrep.classics.ox.ac.uk%2Fpopup.php%3Fpp%3D3335\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>2327.66<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\">. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">2.2.2 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.pittau.it%2Fcomune%2Fbelluno.html\" id=\"scurfu\"><\/a>Scurfu<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Inoltre <\/span><\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Scurf(i)u<\/a><\/span>&nbsp;<\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">potrebbe essere il termine etrusco per indicare lo&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.etimo.it%2F%3Fterm%3Dscorpione%26amp%3Bfind%3DCerca\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scorpione<\/a><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, aracnide dalla ricca&nbsp;<\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.ancient.eu%2FSerket%2F\" style=\"background-color: #ffffff; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>simbologia<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, ed anche un&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">cognomen<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;attestato in area chiusina (<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Scurfiu<\/strong><\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">,&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">titlni scurfiu<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, ET AS 1.268;&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Scurfu<\/strong><\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">,&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">ath arini scurfu ath patislanialisa<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, ET Cl 1.1061;&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Scu[rfunia]<\/strong><\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">,&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u03b8a: scu(rfunia)<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 12px; line-height: 0; position: relative; vertical-align: baseline; top: -0.5em; color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">2<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">(t)ar\u03c7i\u03c3a,<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;ET Cl 1.12364;&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Scurfu[s]a<\/strong><\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;ET Cl 1.1062)<\/span><i style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">,&nbsp;<\/i><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">da confrontare con quello lat.&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><i>Scorpio,-onis<\/i><\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;(famoso l&#8217;auriga&nbsp;<\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FFlavio_Scorpo\" style=\"background-color: #ffffff; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>Flavius Scorpus<\/strong><\/em><\/span><\/a><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;o&nbsp;<\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FScorpus\" style=\"background-color: #ffffff; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>Scorpius<\/strong><\/em><\/span><\/a><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">), nonch\u00e9 col lat.&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><i>scorfo\/scorofio,-onis<\/i><\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;= &#8220;scorpione&#8221; (cit. prof.&nbsp;<\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.pittau.it%2F\" style=\"background-color: #ffffff; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Massimo Pittau<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">), e potrebbe essere all&#8217;origine del toponimo in seguito a&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FMetatesi_%28linguistica%29\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">metatesi<\/a><\/span><\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;semplice della&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">R<\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">:&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Scurf(i)u<\/em><\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;&gt;&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>Scruf(i)u<\/em><\/strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;&gt; lat.&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Scrof(i)-us<\/strong><\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;&gt; + suff. diminutivo&nbsp;<\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>&#8211;<\/em><\/strong><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">ulus<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;(ita. -ello) e caduta della&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">-i-:<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Scrof(i)-ulus<\/strong><\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;&gt; + suff. prediale&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">-anus<\/em>:<span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Scroful-anus<\/strong><\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, infatti sia &#8220;scorpione&#8221; che &#8220;scrofa&#8221; hanno la medesima radice indoeuropea&nbsp;<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><i class=\"Latinx mention\" lang=\"ine-pro\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2FReconstruction%3AProto-Indo-European%2F%28s%29ker-\" style=\"color: #0000ff;\" title=\"Reconstruction:Proto-Indo-European\/(s)ker-\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"font-family: Verdana;\">*(s)ker-<\/span><\/a><\/i><\/strong><\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;= &#8220;tagliare, grattare, graffiare&#8221; (da cui pure &#8220;scrivere&#8221; &lt; lat.&nbsp;<\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2Fscribo%23Latin\" style=\"background-color: #ffffff; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><i class=\"Latn mention\" lang=\"la\">scr\u012bbere&nbsp;<\/i><\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&lt; protoit.<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">*skrei\u03b2\u014d&nbsp;<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&lt; pie. *<\/span><i class=\"Latinx mention\" lang=\"ine-pro\" style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">(s)kreyb\u02b0-<\/i><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">, riferito a tempi remoti in cui l&#8217;azione consisteva nell&#8217;incidere e graffiare i supporti allora disponibili). In tal caso anche il prediale di questo fondo potrebbe essere riconducibile ad un proprietario di origine etrusca ed aggiungersi ad altri toponimi derivati da nomi di possibile origine etrusca, come ad esempio il non lontano <\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.altavaltrebbia.net%2Ffrazioniemilia%2F1629-ancarano.html\" style=\"background-color: #ffffff; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Ancarano<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;(etr.&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">An\u03c7arie<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;&gt; lat.&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ancharius<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;&gt; pred.&nbsp;<\/span><em style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ancharianus<\/em><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">) del pago Vercellense (ma ve ne sono anche in altri pagi). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">2.2.3 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000985.pdf\" id=\"scrofola\"><\/a>Scrofola<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><strong>Meno probabile<\/strong>, ma non da escludere, che il toponimo avesse una <strong>derivazione agraria<\/strong>, come ho letto adombrare dal prof. <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Criniti<\/strong><\/span><\/a>&nbsp; nel suo &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000985.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Onomastica e toponomastica del Veleiate<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, Nicola Criniti &#8211; Caterina Scopelliti, &#8220;Ager Veleias&#8221;, 13.10 (2018) [<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fnws-323-nicola_criniti_grand_tour_a_veleia_dalla_tabula_alimentaria_all_ager_veleias%23.Xd7MR-hKiUk\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>www.veleia.it<\/strong><\/span><\/a>]: <\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">&#8220;A che \/ a chi si possa riferire il toponimo, forse di origine agraria, non \u00e8 possibile dire con una qualche plausibilit\u00e0: ma vd. il cognomen Scrofu(la)&#8230;&#8221;&nbsp;<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">la parola, infatti, \u00e8 cos\u00ec particolare da rendere immediatamente riconoscibile l<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">a&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Fscrofola%2F\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>scrofola<\/strong><\/a><\/span>&nbsp;che, in latino, \u00e8 la <strong>ghianda<\/strong>, cio\u00e8 il cibo preferito dai maiali e quindi anche dalla femmina del maiale, la <strong>scrofa<\/strong> appunto, da cui le deriva il nome.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Di solito il suffisso prediale veniva aggiunto al nome del proprietario, cio\u00e8 ad un antroponimo; \u00e8 questo fatto a rendere meno probabile l&#8217;ipotesi zoonimica, ma la vicinanza di uno <em><strong>scrof-ul-anus<\/strong><\/em>, nell&#8217;accezione semantica di scrofa, ad un<em><strong> succ-on-ianus<\/strong><\/em> apre alla suggestione di una seconda derivazione etimologica possibile per quest&#8217;ultimo: quella dal gallico *<em><strong>sukko-<\/strong><\/em> = suino, maiale, di cui tratter\u00f2 in seguito nella pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=2854\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>SUKKO<\/strong><\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">A corollario e come base da cui partire per un&#8217;ipotesi etimologica di cui tratter\u00f2 nella pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=2180\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>SUCUS<\/strong><\/span><\/a>, cito la traduzione del prof. Pittau di un&#8217;iscrizione nel suo &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3D5cBVDwAAQBAJ%26amp%3Bpg%3DPA44%26amp%3Blpg%3DPA44%26amp%3Bdq%3Dil%2Bcognomen%2BScrofola%29%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3DxLmFDh_cPb%26amp%3Bsig%3DACfU3U3EczYpzgsVz0KFrFwkarbcU382VQ%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D2ahUKEwiS8vKTionmAhWE6qQKHVjSBDsQ6AEwAHoECAgQAQ%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dsuku%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>600 iscrizioni etrusche tradotte e commentate<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, M. Pittau, Ipazia Books &#8211; 2013:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">&#8220;Iscrizione 32 (AS 1.209 &#8211; rec; TLE 436) A CAINI STRUME \/ MAN\u0398 APA = <em>Aulo Caenio Struma \/ (\u00e8) presso il Mane del padre.<\/em><\/span> <span style=\"font-family: Verdana;\">Iscrizione su ossario di calcare. STRUME \u00e8 il <em>cognomen<\/em><\/span>&nbsp;<span style=\"font-family: Verdana;\">che corrisponde a quello lat. <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FNonia_%28gens%29%23Nonii_Strumae\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>Struma<\/em><\/strong><\/span><\/a> (letteralmente <strong>Scrofola<\/strong>). Il lat. s<em>truma<\/em> &#8220;scrofola, ghiandola enfiata&#8221; \u00e8 privo di etimologia (DELL) e pertanto molto probabilmente deriva dall&#8217;etrusco&#8221;.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Il termine <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2Fstruma%23Etymology_3\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>struma<\/em><\/strong><\/span><\/a> deriva dal verbo <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2Fstruo%23Latin\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>struo,-es, struxi, structum, struere<\/strong><\/em><\/span><\/a> = &#8220;spargere, diffondere&#8221;, da cui deriva anche il termine &#8220;strutto&#8221;, cio\u00e8 il lardo, tipicamente suino, fatto colare e reso liquido verosimilmente anche durante le cerimonie in cui venivano offerti sacrifici e libagioni alle divinit\u00e0, sparso in onore del dio; e secondo me entra anche nel termine lat. <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2Fmenstruum%23Latin\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong class=\"Latn headword\" lang=\"la\">m\u0113nstruum<\/strong><\/em><\/span><\/a> = &#8220;mestruo&#8221;, insieme al termine <em><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2Fmensis%23Latin\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>m<b>\u0113<\/b>nsis<\/strong><\/span><\/a><\/em>, col significato di &#8220;spargimento (di sangue) mensile&#8221; (ma anche &#8220;pagamento mensile&#8221;, uno dei tanti casi in cui sangue e denaro vengono accostati in metafore di cui parler\u00f2 pi\u00f9 diffusamente nella pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=617\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>SUCCO<\/strong><\/span><\/a>)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Aggiungo qui l\u2019etimologia del termine &#8220;scrofa&#8221; secondo il dizionario etimologico di <strong>Ottorino Pianigiani&nbsp;<\/strong>per porre le basi di un&#8217;ipotesi (ammetto io stesso improbabile ma, per me, suggestiva) di cui scrivo nella pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=1432\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>BRUNEI<\/strong><\/span><\/a>:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.etimo.it%2F%3Fterm%3Dscrofa%26amp%3Bfind%3DCerca\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Scr\u00f2fa<\/strong><\/span><\/a>&nbsp;:&nbsp;<em>rum.&nbsp;<\/em>scroafa: =&nbsp;<em>lat.<\/em>&nbsp;s-cr\u00f2f-a =&nbsp;<em>gr.&nbsp;<\/em>gromph-\u00e0s da una radice indogermanica col senso di&nbsp;<em>scavare<\/em>, ond\u2019anche il&nbsp;<em>gr.&nbsp;<\/em>gr\u00e0ph-ein&nbsp;, glyph-ein&nbsp;<em>scavare (<\/em>anche<em>&nbsp;scrivere,&nbsp;<\/em>ndr<em>.)<\/em>, il&nbsp;<em>got.&nbsp;<\/em>groba [=&nbsp;<em>ted.<\/em>&nbsp;grube,&nbsp;<em>a.sla.&nbsp;<\/em>grob\u00f9,&nbsp;<em>lat.&nbsp;<\/em>scribi]&nbsp;<em>cavit\u00e0, fossa,&nbsp;<\/em>graban [=&nbsp;<em>ted.&nbsp;<\/em>graben]&nbsp;<em>scavare<\/em>: cos\u00ec detta perch\u00e9 grufola, ossia scava col muso, ovvero il&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Fgrifo1\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>grifo<\/strong><\/a><\/span>.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Oltre a tutti questi significati occorre ricordare anche che sia &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FArmi_termiche_antiche%23Scavatura\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>scrofa<\/strong><\/span><\/a>&#8221; che &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FScorpione_%28arma%29\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>scorpione<\/strong><\/span><\/a>&#8221; indicavano macchine da guerra ed assedio ed un qualche addetto al loro uso potrebbe averne derivato il proprio soprannome, in particolare quella specie di balestra che \u00e8 lo scorpione (cos\u00ec chiamato probabilmente per la somiglianza con l&#8217;aracnide), per la rapidit\u00e0 con cui poteva essere ricaricato e per la forza con cui scagliava i proiettili, avrebbe potuto esser preso ad antonomasia di velocit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Con lo&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.garzantilinguistica.it%2Fricerca%2F%3Fq%3Dscrofola\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>stesso termine<\/strong><\/a><\/span>, infine, viene indicata una malattia, la scrofola o <span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FAdenite_tubercolare\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>adenite tubercolare<\/strong><\/a><\/span>, che colpisce le ghiandole linfatiche del collo (ghiandola = piccola ghianda) facendole ingrossare al punto di renderle visibili dall\u2019esterno come tante protuberanze tondeggianti ed arrossate. Colpiva soprattutto i bambini e i soggetti immunodepressi, e fino a tutto l\u2019 \u2018800 si credeva che potesse essere guarita dall\u2019imposizione delle mani da parte di un re (in Inghilterra si chiamava&nbsp;<em>the king\u2019s evil<\/em>, il male del re). Stessa derivazione ha la pianta che veniva utilizzata per curare l&#8217;adenite, la <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FScrophularia_nodosa\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Scrophularia Nodosa<\/strong><\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Avrebbe potuto il nome o soprannome <strong><em>Scrofulus<\/em><\/strong> indicare forse una persona affetta da o sopravvissuta a quella malattia? Ovvero una persona piena di bozzi ben visibili? O forse si trattava di una traduzione semantica o fonetica in latino di un nome da un\u2019altra lingua (celtico, germanico, etrusco, ligure \u2026)? Oppure ancora un terreno pieno di avvallamenti e montagnole? O ricco di querce con cui allevare molti maiali? Forse \u201cscrofolano\u201d era il termine col quale si indicava il pastore di quei maiali (anche se a regola avrebbe dovuto chiamarsi <em>scrofularius<\/em>)?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong><span style=\"background-color: #ffffff;\">2.3 <a id=\"fundussucconianus\"><\/a><\/span>Fundus Succonianus<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><em><strong>Succonius\/Socconius<\/strong> <\/em>(vd. in <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=12\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>UOMINI<\/strong><\/a><\/span>) \u00e8 un <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGentilizio\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gentilizio<\/a><\/strong><\/span> romano di probabile origine etrusca o celtica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">In ambito etrusco e falisco \u00e8 abbastanza diffuso sotto altre forme in varie necropoli dell\u2019etruria antica (<em><strong>Sucu<\/strong>, <strong>Zuqu<\/strong>, <strong>Sucisna\/Sukisna<\/strong>, <strong>Zu\u03c7u<\/strong>, <strong>Zu\u03c7na<\/strong><\/em>&nbsp;etc. etrusco e&nbsp;<strong><em>Zuconia<\/em><\/strong>&nbsp;falisco,&nbsp;<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DzeKMNxxrLnoC%26amp%3Bprintsec%3Dfrontcover%26amp%3Bdq%3Dprosopographia%2Betrusca%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwjh4cT8p9_ZAhWBsRQKHWx1D_AQ6AEILTAB%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dsucu%26amp%3Bf%3Dfalse\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Prosopographia Etrusca<\/a><\/span><\/strong> di Massimo Morandi Tarabella &#8211; ed. Erma di Bretshneider &#8211; 2004). La forma latina nella quale il gentilizio etrusco viene tradotto \u00e8 appunto <strong><em>Succonius<\/em><\/strong>&nbsp;o <em><strong>Socconius<\/strong><\/em> (la <strong>Z<\/strong> che in latino manca diventa <strong>S<\/strong>, la prima <strong>U<\/strong> resta tale o diventa <strong>O<\/strong>, la <strong>\u03a7<\/strong>&nbsp;(chi greca)\/<strong>K<\/strong>\/<strong>Q<\/strong> diventa <strong>C<\/strong> doppia e la <strong>-U<\/strong> diventa <strong>\u2013O\/-ONIUS<\/strong>, come nel falisco), evento frequente se si pensa che nella Roma delle origini circa un terzo delle&nbsp;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGentes_romane\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>gentes<\/em><\/strong><\/span><\/a>&nbsp;era di origine etrusca, e vi sono varie epigrafi in cui esso compare (vd. in<a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=527\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\"> <strong>ZUXU<\/strong><\/span><\/a>).<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"># Petracco: &#8220;<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Quanto al <em>Succonianus<\/em> (prediale dal gentilizio di origine etrusca <em>Succonius<\/em>)&nbsp;era certamente un fondo indipendente dallo <em>Scrofulanus<\/em> e poteva essere a qualche distanza da esso, ma sempre sulla riva sinistra del Trebbia; l&#8217;insieme dei due fondi aveva un valore notevole (180.000 sesterzi).&#8221;&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Molti fondi agricoli della&nbsp;TAV&nbsp;vengono registrati con <strong>due o pi\u00f9&nbsp;prediali<\/strong> e per spiegare questo fenomeno si ipotizzano due possibilit\u00e0: che ogni nome indichi un passaggio di propriet\u00e0 successivo nel tempo oppure che i fondi con molti prediali siano il risultato di accorpamenti di terreni in capo ad un solo proprietario finale. Come lo <em><strong>Scrofulanus<\/strong><\/em> anche il <strong><em>Succonianus<\/em><\/strong>&nbsp;ha <strong>un solo prediale<\/strong> e quindi Cornelia Severa potrebbe averlo acquisito dai diretti discendenti del primo proprietario (le prime assegnazioni dovevano risalire ad un periodo successivo alla deduzione della colonia di <em><strong>Placentia<\/strong><\/em>, nel <strong>218 a.C.<\/strong>, ma pi\u00f9 probabilmente dopo la sconfitta dei <em><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLiguri%23Lo_scontro_con_i_Romani_%28III-II_secolo_a.C.%29\" ><span style=\"color: #0000ff;\">Ligures<\/span><\/a><\/strong><\/em> ed in particolare la trib\u00f9 dei&nbsp;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FIlvates\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>Veleiates<\/strong><\/em><\/span><\/a>, nel <strong>158 a.C.<\/strong>) tuttavia potrebbe anche trattarsi di un fondo la cui denominazione risalga ad uno dei <strong>censimenti<\/strong> ordinati dagli imperatori tra il 45 a.C. ed il 13 d.C. e che si sia mantenuta nel corso dei decenni intercorsi tra il censimento augusteo e l&#8217;acquisto da parte di Cornelia Severa (o da suoi antenati che glielo lasciarono poi in eredit\u00e0).<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\"># Petracco: <\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\">&#8220;<\/span><span style=\"color: #008000;\">La grande maggioranza delle denominazioni delle propriet\u00e0 agrarie impegnate nella Tavola di Veleia, cos\u00ec come moltissimi toponimi arrivati fino a noi o attestati nei documenti medievali in tutta Italia e in molte regioni che facevano parte dell\u2019impero romano, sono riconducibili a gentilizi romani conosciuti: \u00e8 quindi evidente che derivano dal nome di un loro proprietario. Ma a quando risale la loro ufficializzazione, che \u00e8 certamente alla base della loro utilizzazione successiva e della loro fissazione come toponimi? E con quale criterio, che deve essere stato il medesimo in tutto il dominio di Roma o quantomeno in Italia, sono state scelte? Gi\u00e0 il De Pacht\u00e8re (De Pacht\u00e8re 1920, pp. 59-60) ha individuato il momento nel periodo augusteo (29 a.C.-14 d.C.) e l\u2019occasione in un censimento fondiario. I presupposti vi erano gi\u00e0 da una quindicina d\u2019anni, giacch\u00e8 nel 49 a.C. a Veleia e a molte altre citt\u00e0 della Cisalpina fu riconosciuto lo status di municipio romano e pochi anni dopo, nel 45 a.C., la lex Iulia municipalis sanciva l\u2019obbligo per tutti i municipi di fare il censimento. Ma di censimenti non ve ne furono fino al 28 a.C., essendo ormai in corso il principato di Augusto, che ne ordin\u00f2 altri due, quello dell\u20198 a.C. e quello del 13 d.C., che costituisce il termine \u201cpost quem non\u201d, in quanto sappiamo da Dione Cassio che in quell\u2019occasione furono censite le propriet\u00e0 agrarie di tutta l\u2019Italia. Quanto al criterio con cui \u00e8 stato dato ai fondi il nome di un proprietario, le ipotesi si riducono a tre: a) sono stati dati i nomi dei proprietari al tempo del censimento, oppure b) quelli dei proprietari da cui avevano acquisito la propriet\u00e0, oppure ancora c) quello dei primi proprietari romani del fondo (probabilmente insediati circa un secolo o poco pi\u00f9 prima, ndr.)&#8221;.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">In considerazione del fatto che a <strong>Scrivellano<\/strong>, nel corso dei secoli,&nbsp;sono sorti un <strong>castello<\/strong> ed una <strong>chiesa parrocchiale<\/strong>, \u00e8 plausibile ritenere che tra i due fondi fosse il pi\u00f9 importante per estensione e\/o posizione e che, nel caso di contiguit\u00e0 fisica, abbia finito per <strong>inglobare e condannare all&#8217;oblio l&#8217;altro<\/strong>. Assumendo che l&#8217;attuale abitato di Scrivellano sia il luogo esatto in cui sorgeva il centro aziendale del <em>fundus Scrofulanus<\/em>, \u00e8 necessario ricercare un toponimo che si trovi nel <strong>raggio massimo di un chilometro<\/strong> (il distretto Minervio \u00e8 lo stesso per entrambi i fondi ed il confine con l&#8217;adiacente pago Ambitrebio doveva passare appena a sud dello Scrofolano) e che ricordi il nome latino: non sono ancora riuscito ad individuarlo ed \u00e8 uno dei motivi per cui la trattazione sul <em>fundus Succonianus <\/em>si trova nella sezione delle ricerche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Non so ancora se possa trattarsi di un&#8217;informazione utile per questa ricerca, ma voglio aggiungere che la <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.valtrebbiastoriaearte.it%2Findex.php%2Fluoghi%2Fscrivellano\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>chiesa di Scrivellano<\/strong><\/span><\/a> fu in origine un semplice oratorio unito in un&#8217;unica parrocchia con la chiesa di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2F%4044.8949944%2C9.5704294%2C144m%2Fdata%3D%213m1%211e3%3Fhl%3Dit\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Fiorano<\/strong><\/span><\/a>, un villaggio non molto distante il cui toponimo \u00e8 di chiara origine romana, forse identificabile col <strong><em>fundus Furianus<\/em> <\/strong>del distretto <strong>Ambitrebio<\/strong>, a testimonianza del fatto che il Minervio e l&#8217;Ambitrebio fossero confinanti e che il confine potesse passare proprio tra i due fondi. Secondo <strong>Petracco<\/strong> invece il confine va collocato pi\u00f9 a sud, verso il monte che da sempre, ed ancor oggi nell&#8217;uso colloquiale tipicamente piacentino, segna geograficamente, con la sua verde mole perfettamente conica, la differenza direi quasi antropologica tra i &#8220;civilizzati&#8221; abitanti della pianura ed i &#8220;rustici&#8221; montanari del contado: il monte <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikiloc.com%2Fpercorsi-escursionismo%2Fmonte-pillerone-pc-21654599\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Pillerone<\/strong><\/span><\/a> (in dialetto: al mo\u00f2nt <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Fvocabolariopiac00foregoog%2Fpage%2Fn273%2Fmode%2F2up%3Fq%3Dpirlon\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Pirl\u00f2n<\/strong><\/span><\/a>).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;# Petracco:<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;&#8220;<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">E&#8217; probabile che il toponimo non sia sopravvissuto, comunque se si volesse cercarlo in quella zona l&#8217;esito pi\u00f9 probabile \u00e8 <em>*Zicchignano.&#8221;<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: Verdana;\">2.3.1 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DjgkgAQAAMAAJ%26amp%3Bprintsec%3Dfrontcover%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsource%3Dgbs_ge_summary_r%26amp%3Bcad%3D0%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dsuccuniano%26amp%3Bf%3Dfalse\" id=\"socognano\"><\/a>Socognano<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">A proposito della probabilit\u00e0 di questa mancata sopravvivenza del toponimo piacentino, e per\u00f2 a sostegno della possibilit\u00e0 che sia perdurato abbastanza a lungo per dare origine al cognome prima di scomparire, vorrei citare un caso che potrebbe essere paradigmatico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000;\">Spostandosi di molti chilometri in direzione sud-est, ma rimanendo comunque in regione Emilia-Romagna, e di molti secoli indietro nel tempo, si pu\u00f2 incontrare un toponimo riportato in due carte molto antiche dell&#8217;archivio della diocesi di Ravenna:<\/span> <strong>Socognano<\/strong>.<span style=\"color: #000000;\"> Sebbene lo abbia cercato su varie mappe attuali e siti, non sono riuscito a trovarlo e quindi, a meno che esista un qualche documento che ancora non conosco e che ne testimonia la persistenza fino ad oggi, devo dedurre che sia esistito nelle forme con cui compare in due documenti riportati in &#8220;Monumenti ravennati de &#8216;secoli di mezzo per la maggior parte inediti&#8221;,<\/span> <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Tomo II pag. 45<\/strong><\/span><\/a> e <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Fbub_gb_XilsQ88y8O0C%2Fpage%2Fn383%2Fmode%2F2up%3Fq%3Dsocognano\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Tomo V pag. 331<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\">, del conte Marco Fantuzzi, stampato in Venezia &#8211; 1803, e che sia successivamente caduto in disuso e scomparso al pari di una cappella dedicata a<strong> Sant&#8217;Apollinare<\/strong> che insieme a quel luogo viene citata nel documento del 1252:<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000;\">1) <strong>Succuniano<\/strong>: in questa forma, ancora molto simile a quella latina originaria, si trova in una <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fasravenna.beniculturali.it%2Fpergamene%2Fpublic%2Fpergamene%2F340013\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>pergamena<\/strong><\/span><\/a> che riporta una <strong>Concessione del 20 gennaio 981<\/strong> presente nell&#8217;ex <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Ftabulario_%2528Enciclopedia-Italiana%2529%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Tabulario<\/strong><\/span><\/a> del <span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fcatalogo.beniculturali.it%2Fdetail%2FArchitecturalOrLandscapeHeritage%2F0800161770\" style=\"color: #0000ff;\" ><strong>Monastero di san Vitale<\/strong><\/a><\/span> di Ravenna. Nel documento si citano varie pertinenze di una certa Cappella di san Salvatore, tra le quali quattro vigneti in due fondi chiamati <strong>Aguli<\/strong> (presente anche in questa <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fasravenna.beniculturali.it%2Fpergamene%2Fpublic%2Fpergamene%2F340199%3Ffbclid%3DIwAR3ewQ-fby0DssszcgZTw_dYzW88gOluOn3t7tCexZ--NSVk0VDsa3NqW8I\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>pergamena<\/strong><\/span><\/a> del <strong>5 maggio 1162<\/strong>) e <strong>Succuniano<\/strong> (sic) che non dovevano essere lontani da<\/span> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FChiesa_della_Madonna_di_Bagnolo\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Bagnolo<\/strong><\/span><\/a>, <span style=\"color: #000000;\">un villaggio sulla riva sinistra del fiume<\/span> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSavio_%28fiume%29\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Savio<\/strong><\/span><\/a> <span style=\"color: #000000;\">nell&#8217;ambito dell&#8217;<\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.turismo.ra.it%2Ftour%2Fi-percorsi-dellagro-decimano-e-la-via-ravegnana%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Agro Decimano<\/strong><\/span><\/a> <span style=\"color: #000000;\">tra<\/span> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPievequinta\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Pievequinta (FC)<\/strong><\/span><\/a> <span style=\"color: #000000;\">e<\/span> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPievesestina\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Pievesestina (FC)<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\">, ma dei quali per ora non sono riuscito a trovare traccia.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Il toponimo viene citato anche in una tesi di dottorato del 2012 <span style=\"color: #0000ff;\">&#8220;<\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fcore.ac.uk%2Fdownload%2Fpdf%2F11014092.pdf\" ><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Paesaggi monastici: i monasteri nel Ravennate tra fonti scritte e dati archeologici (VIII \u2013 XIII secolo)<\/span><\/strong><\/a>&#8221; sostenuta dalla dott.ssa Mila Bondi, nella quale si riportano le pergamene che ricostruiscono la storia e lo sviluppo dei possedimenti del monastero ravennate di Sant&#8217;Apollinare in Classe, e nella forma latina <em><strong>Succunianus<\/strong><\/em> si rinviene prima in un privilegio del <strong>1186<\/strong> siglato da papa Urbano III, e poi confermato in un diploma dell&#8217;imperatore Ottone IV nel <strong>1210<\/strong>:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #333333;\">La dotazione patrimoniale del monastero sembra costituita, nel Cesenate, da due corpus patrimoniali: la curte Succuniano e la massam Cazano. Nel privilegio di Urbano III (1120 c.a &#8211; 1187) del 1186, in entrambi i beni \u00e8 testimoniata l\u2019esistenza di un edificio religioso (non \u00e8 chiaro di quanto preesistente a questa prima attestazione) per il quale \u00e8 possibile solo ipotizzare una funzione di coordinamento dei possedimenti. Alla seconda met\u00e0 del XIII secolo risalgono poi anche alcune carte private, relative a locazioni di appezzamenti di terra effettuate dai religiosi in favore di terzi, che consentono di approfondire solo di poco l\u2019analisi. Gli unici riferimenti al sistema insediativo sono costituiti dal castrum Gallisidii, propriet\u00e0 del cenobio fin dal 1186, e dal Castrum Buschi, dal XIII secolo. Anche in questo comitato la prima attestazione di beni di propriet\u00e0 di Sant\u2019Apollinare in Classe \u00e8 contenuta nel diploma di Corrado II (990 c.a &#8211; 1039), relativa alla curte Succuniano<sup>185<\/sup>, a cui \u2013 dal 1186 \u2013 si trova associata la chiesa di Sant\u2019Apollinare che, in base all\u2019intitolazione e alla lunga permanenza della curtis nel patrimonio monastico, verrebbe da immaginare fondata dal cenobio classense. Nel 1210, Ottone IV (1175 -1218) conferm\u00f2 ai religiosi anche i fondi che sembrerebbero costituire la curtis (\u201ccurtem Sucuniani cum ecclesia sancti Apolinaris, &amp; cum fundis, scilicet Sucunianum integrum, Ulmetam, Glauzanum, Flichi, Vincianum, Vezanellum, Tauranum, Tauranellum, Brrugnanum, SIlvam veclam, Bagnolum, Fasulare, Campum longum, Perlezzum, Sapingam omnes integros cum eorum pertinentiis\u201d)<sup>186<\/sup>, termine che \u2013 ancora una volta \u2013 non sembra indicare un\u2019unit\u00e0 aziendalequanto un\u2019aggregazione di elementi fondiari facenti riferimento ad un\u2019unica propriet\u00e0 e sui quali non si pu\u00f2 escludere l\u2019esercizio anche di alcune prerogative di tipo signorile.<\/p>\n<p><sup>185<\/sup> <span style=\"font-size: 14px;\">\u201ccurte que vocatur Succuniano cum fundis et casalibus et apendiciis earum et cum omnibus ad easdem pertinentibus\u201d (BENERICETTI 2011, n. 564, p. 16 \u2013 21); dal 1164, poi, \u00e8 specificato che la corte veniva confermata al cenobio \u201ccum omnibus rebus, que inde proveniunt predicto monasterio a Iohanne archidiacono Rauennatis ecclesie\u201d (MGH, DD, X\/2, n. 427)<\/span><br \/>\n<sup>186<\/sup> <span style=\"font-size: 14px;\">Annales Camaldulenses, IV, pp. 299-304, n. CLXXXIV.<\/span>&nbsp;<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000;\">2) <strong>Socognano<\/strong>: cos\u00ec si presenta quello che con ogni probabilit\u00e0 \u00e8 lo stesso toponimo di cui al punto 1) in una <strong>Donazione del 15 agosto 1252<\/strong> presente nel Tabulario della Chiesa Metropolitana di Ravenna. Stavolta viene citato per la presenza di una cappella dedicata a Sant&#8217;Apollinare di pertinenza della pieve di san Pietro in Cistino (Pievesestina) insieme alla Cappella di San Martino di Agognano e ad alcune altre cappelle di Bagnolo. Mentre Sant&#8217;Apollinare sembra essere scomparsa insieme al toponimo di pertinenza, rimane San Martino attualmente detto &#8220;in Fiume&#8221;, ma pure il relativo toponimo <strong>Agognano<\/strong> (forse anch&#8217;esso un&#8217;evoluzione dell&#8217;<strong>Aguli<\/strong> di cui al punto 1), e per\u00f2 in questo <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DArxQAAAAcAAJ%26amp%3Bpg%3DPA437%26amp%3Blpg%3DPA437%26amp%3Bdq%3Dsocognano%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3DEYuRwF5f_L%26amp%3Bsig%3DACfU3U2mkWSljGoGzjjEotjce_25qaH3kw%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D2ahUKEwjQx8zNxtbvAhWohP0HHQFKBlo4ChDoATAHegQICBAD%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dsocognano%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>testo<\/strong><\/span><\/a> la localit\u00e0 \u00e8 trascritta come <strong>Magognato<\/strong>) risulta irreperibile.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000;\">La data del secondo documento rientra proprio nel periodo bassomedievale in cui i cognomi cominciarono a formarsi e, anche se la distanza da Pievesestina (FC) non \u00e8 piccola per quei tempi (circa 100 km), poco pi\u00f9 di un secolo dopo a Crevalcore (BO) sono registrati almeno due nuclei famigliari (vd. in<\/span> <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=487#crevalcore\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>EVO MEDIO<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\">) con il cognome <strong>Zucconi<\/strong> che potrebbe essere derivato da <strong>Succuniano\/Socognano<\/strong>; inoltre, i<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">n &#8220;<strong>APPUNTI Lessicali e Toponomastici &#8211; QUINTA PUNTATA &#8211; ETIMOLOGIA DI BOLOGNA e di altri nomi emiliani in -ogno- ed -ogna<\/strong>&#8220;, Tito Zanardelli, ed. Nicola Zanichelli &#8211; 1906, si parla di questo toponimo facendolo derivare dal gentilizio <em><strong>Socconius<\/strong><\/em> o <em><strong>Soconius<\/strong><\/em> insieme al <em><strong>fundus Succonianus<\/strong><\/em> della TAV, a pag 23:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Socognanus, in Comitatu cesenate, in carta del 1252 ( FMR. V, 331 ) ; in altra anteriore del 981 : Succunianus ( id. II, 45). Da Socconius o Soconius ( CIL. V, 75; VI, 213; XI, 1273, 4714, eco.), donde anche il Succonianus della Tavola di Veleia.<br \/>\nSucconianus (Fundus-). \u2014 Vedi il precedente.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\"><strong>N.B.<\/strong>: in un sito reperibile online inserendo la parola &#8220;socognano&#8221; nel motore di ricerca \u00e8 possibile incontrare un errore di lettura di un testo del 1419, che potrebbe indurre in confusione. Il toponimo erroneamente trascritto si trova in un ex libris vergato di suo pugno da un certo <strong>Jacopo di Filippo Landi<\/strong>, ma non si tratta della localit\u00e0 romagnola poich\u00e9 la lettera iniziale non \u00e8 una S, bens\u00ec una F: non Socognano, ma Focognano, Castel Focognano.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">&#8220;[I]ste liber Dantes est mei Iacopi Filippi ser Landi de <strong>castro Focognano<\/strong> \/ civis Aretij Scriptus mea propia manu dum eram in burgo Sancti Sepulcri sub \/ annis Domini Millesimo quatrigentesimo decimo nono [\u2026]<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Come spiegato nella pagina <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fspotlight.vatlib.it%2Fteaser-dante%2Ffeature%2Funa-divina-commedia-di-primo-quattrocento\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Una Divina Commedia di primo Quattrocento<\/strong><\/span><\/a> del <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\">sito <\/span><\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fspotlight.vatlib.it%2Fteaser-dante\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Viaggiare con Dante<\/strong><\/span><\/a>&nbsp;in questione, Ser Jacopo nell&#8217;ex libris asserisce di aver trascritto personalmente questa copia della Divina Commedia, di essere cittadino di Arezzo e di aver compiuto l&#8217;opera mentre si trovava a San Sepolcro (AR). Il cognome Landi \u00e8 tipicamente piacentino (ma forse qui siamo in presenza di un&#8217;omonimia casuale), la cittadinanza \u00e8 aretina e in quel sito si dice l&#8217;ascendenza provenire da <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3D82JYAAAAcAAJ%26amp%3Bpg%3DPA932%26amp%3Blpg%3DPA932%26amp%3Bdq%3Dsocognano%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3D84nAmxr1cc%26amp%3Bsig%3DACfU3U3NGQyDd9Xtf0vuZ6tBwT5O1tKRSw%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D2ahUKEwjQx8zNxtbvAhWohP0HHQFKBlo4ChDoATADegQIAhAD%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dsocognano%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Castro Socognano<\/strong><\/span><\/a> (sic) ma, non essendovi un simile toponimo in Toscana, in seguito ad un&#8217;analisi pi\u00f9 attenta della grafia del testo originale devo correggere il redattore del sito per aver fatto una lettura errata del toponimo <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCastel_Focognano\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Castel Focognano<\/strong><\/span><\/a>, <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FComune_sparso\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>comune sparso<\/strong><\/span><\/a> esistente in provincia di Arezzo con <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.casentino.it%2Fit%2Fvisita%2Fla-valle%2Fcastel-focognano.html%23%3A%7E%3Atext%3DL\" origine%20del%20toponimo%20%C3%A8,questione%20dovrebbe%20essere%20Voconius%2C%20per\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>etimologia<\/strong><\/span><\/a> prediale, forse da un <em>Voconius<\/em> o da un <em>Falconius<\/em>. Tuttavia riporto ugualmente l&#8217;occorrenza poich\u00e9 \u00e8 per me interessante, ancorch\u00e9 serendipico, il fatto che quel comune aretino abbia, tra le varie frazioni, anche <span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPieve_di_Sant%2527Antonino_a_Socana\" style=\"color: #0000ff;\" ><strong>Socana<\/strong><\/a><\/span>, toponimo di origine etrusca la cui derivazione potrebbe essere connessa, cos\u00ec come quella del misterioso e scomparso Socognano romagnolo, a quella che cerco di argomentare per il <em>fundus Succonianus<\/em> veleiate, e di cui tratto nella pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=527#socana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>ZU\u03a7U<\/strong><\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong><span style=\"font-family: Verdana;\">2.4 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.provincia.pc.it%2Fptcp%2FAllegati%2FSottoInfo%2Fptcpapp%2FAll.C1.3%28R%29.pdf\" id=\"congetture\"><\/a>Congetture<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Una serie di localit\u00e0 che in passato potrebbero essere state la sede del <em>fundus Succonianus <\/em>e sulle quali sto conducendo ricerche sono tutte vicine, ma non troppo, a Scrivellano:&nbsp;<strong>il Poggiarello<\/strong>, <strong>Pigazzano<\/strong>, <strong>Pelacagna<\/strong>, <strong>Corte<\/strong>, <strong>Colombara<\/strong>, <strong>Visignano<\/strong>, tutte localit\u00e0 in cui sono stati ritrovati materiali d&#8217;epoca romana.<\/span> \u00c8 possibile verificare i luoghi<a >,<\/a> i reperti ed altri dettagli nelle<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.provincia.pc.it%2Fptcp%2FAllegati%2FSottoInfo%2Fptcpapp%2FAll.C1.3%28R%29.pdf\" > <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Schede delle aree archeologiche del piacentino<\/strong><\/span><\/a>, <span style=\"color: #000000;\">a cura della dott.ssa <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.sienaffari.it%2Fwp-content%2Fuploads%2Fcurriculos%2FDaniela.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Daniela Tamagni<\/strong><\/span><\/a>.<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong># Petracco: &#8220;<\/strong>Anche rimanendo nelle vicinanze di Scrivellano sono altrettanto probabili come sede del Succoniano le localit\u00e0 di Corte e, soprattutto, di Colombara. I toponimi&nbsp;&#8220;<strong>Colombara&#8221;<\/strong> sono frequenti nel piacentino\/parmense e denotano possessi dell&#8217;abbazia benedettina cistercense di <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FAbbazia_di_Chiaravalle_della_Colomba\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Chiaravalle della Colomba<\/a><\/strong><\/span>, Alseno (PC), fondata nel XII secolo. Queste denominazioni hanno &#8216;ucciso&#8217; i nomi precedenti delle stesse localit\u00e0, che erano state certamente dei fondi romani. <span style=\"color: #ff0000; background-color: #ffff99;\">* Non si pu\u00f2 escludere quindi che prima, nell&#8217;alto medioevo, se nella parlata volgare il sito dove si trovava il Succoniano era detto<em><strong> Succonis &gt; Zucconi<\/strong>, <\/em>anche la famiglia che ne era originaria sia stata chiamata <strong><em>&#8216;i Zucconi&#8217;<\/em><\/strong>, portandosi dietro dove si trasferiva il cognome.&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #008000;\">&nbsp;<strong># Albasi: &#8220;<\/strong>Durante il periodo romano paleosuperfici e paleofrane, ambiti ritenuti pi\u00f9 stabili, vennero ad essere interessate da fasi di popolamento, come accadde anche per le zone di montagna. Sul versante sinistro del Trebbia, nell&#8217;estensione di una vasta paelofrana individuata nella zona di Scrivellano (borgo del comune piacentino di Travo), sono localizzabili diversi abitati riconducibili all&#8217;et\u00e0 romana, Statto e Poggiarello per citarne alcuni&#8221;. (<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000574.pdf\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tracce di romanizzazione nella Val Tidone<\/a><\/span><\/strong>, Appennino Piacentino\u2217 Tiziana Albasi &#8220;Ager Veleias&#8221;, 10.05 (2015) [<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2F\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">www.veleia.it<\/span><\/strong><\/a>])<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Non si pu\u00f2 escludere poi che vi fossero pi\u00f9 <em>fundi<\/em> con lo stesso toponimo <em>Succonianus<\/em>&nbsp;sparsi sul territorio, come succede ad esempio nel caso del prediale <strong>Vergnano<\/strong>, non lontano da queste localit\u00e0, un toponimo di origine romana che potrebbe derivare da <em>Vorminianus<\/em>, come accade nel caso di un altro toponimo collocato in comune di Bobbio:<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">f. Vorminianus<br \/>\nFondo nei distretti amministrativi Domizio ed Eboreo del territorio veleiate e libarnese, nel Pian di Vergnano (Verniano) in Val Tr\u00e9bbia (PC): \u00e8 dichiarato da Cn. Antonius Priscus (ipoteca 28). Il toponimo potrebbe rimandare al nomen Vorminius, assente nel mondo romano. FONTI \u2013 TAV V, 20-21. (<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Falg-586-_agerveleias_23_08_onomasticon_veleiate.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Onomasticon Veleiate<\/strong><\/span><\/a>, Nicola Criniti, &#8220;Ager Veleias&#8221;, 18.08 (2023) [www.veleia.it]<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">2.4.1 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2F%4044.9132094%2C9.5814844%2C235m%2Fdata%3D%213m1%211e3%3Fhl%3Dit\" id=\"visignano\"><\/a>Visignano<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">In particolare <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Visignano<\/strong><\/span><\/a> promette qualche sviluppo: in primo luogo perch\u00e9 nella zona di sua pertinenza, oltre a reperti sporadici di probabile origine neolitica, nei pressi di alcune sorgenti ed in circostanze ignote, nel XIX secolo fu rinvenuta una stele funeraria in pietra d\u2019Istria, databile alla prima et\u00e0 imperiale, relativa al decurione piacentino M. Coelius Verus (ora conservata presso il Museo Archeologico di Parma), e poi negli anni &#8217;80 del XX secolo furono ritrovati altri reperti come laterizi, tessere musive e monete, databili tra il V ed il VI sec. d. C. a riprova di una ultrasecolare continuit\u00e0 abitativa; in secondo luogo perch\u00e9, se l&#8217;inziale <strong>Vi-<\/strong> stesse per <strong><em>vicus<\/em><\/strong>, (in dialetto *viig-Sign\u00e0n &gt;? Visign\u00e0n) il toponimo originale sarebbe <strong>Signano<\/strong>. Un uguale toponimo si riscontra nelle vicinanze del capoluogo comunale Travo e viene considerato dal Petracco come esito del <em>fundus<\/em> <strong><em>Aeschinianus<\/em><\/strong> del <em>pagus Ambitrebius<\/em> (TAV V, 39):<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff; color: #008000;\"><strong># Petracco<\/strong>: &#8220;La localit\u00e0 di Signano, posta di fronte a Travo sulla destra del Trebbia, corrisponde quasi certamente al&nbsp;<em>fundus Aeschinianus&nbsp;<\/em>(TAV V, 39), appartenente al pago Ambitrebio, di propriet\u00e0 per il 50% di Caio Vibio Severo. Da&nbsp;<em>Aeschinianus&nbsp;<\/em>si pu\u00f2 arrivare a Signano con la scomparsa della vocale atona iniziale e la successiva riduzione di&nbsp;<em>schi-&nbsp;<\/em>a&nbsp;<em>si-<\/em>.&#8221;<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Se l&#8217;evoluzione fosse stata la stessa, si potrebbe ipotizzare questo tipo di trasformazione: <span style=\"background-color: #ffff99;\">Succonianus<\/span> &gt; pronuncia scempia: <span style=\"background-color: #ffff99;\">Suconianus<\/span> &gt; chiusura della &#8211;<strong>u-<\/strong> atona in &#8211;<strong>i-<\/strong> (o caduta immediata della <strong>-u-<\/strong> atona senza previa trasformazione in <strong>-i-<\/strong>) + chiusura della &#8211;<strong>o-<\/strong> in &#8211;<strong>i-<\/strong> (come accade anche in Scrivellano): <span style=\"background-color: #ffff99;\">S(<strong>i<\/strong>)ch<strong>i<\/strong>niano<\/span> &gt; caduta della &#8211;<strong>i-<\/strong> atona + palatalizzazione della &#8211;<strong>ni-<\/strong> in <strong>-gn-<\/strong>: <span style=\"background-color: #ffff99;\">Schi<strong>gn<\/strong>ano<\/span> &gt; riduzione di <strong>schi-<\/strong> a <strong>si<\/strong>-: <span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong>Si<\/strong>gnano<\/span>. Da una carta del 1600 sappiamo che in loco sorse un castello di cui non rimane pi\u00f9 traccia, perci\u00f2 non \u00e8 escluso che nei suoi dintorni potesse sorgere, anche prima della sua costruzione, un vico, un gruppo di case. Se cos\u00ec fosse potrei dire di aver trovato l&#8217;esatta collocazione, ma resterebbe da stabilire come un toponimo cos\u00ec mutato rispetto a quello latino possa aver dato origine al mio cognome: avrebbe dovuto rimanere simile all&#8217;originale almeno fino al momento della formazione del cognome e modificarsi solo in tempi pi\u00f9 recenti. <strong>Signano<\/strong>, soprattutto se la mia ricostruzione dell&#8217;ipotetica evoluzione fonetica fosse corretta e plausibile, non sarebbe poi cos\u00ec lontano dall&#8217;ipotesi di Petracco sulla forma che il toponimo attuale potrebbe avere: <strong>Zicchignano<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2783\" aria-describedby=\"caption-attachment-2783\" style=\"width: 764px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/visignano-e1605141276471.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2783 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/visignano-e1605141337384.jpeg\" alt=\"\" width=\"764\" height=\"652\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/visignano-e1605141337384.jpeg 764w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/visignano-e1605141337384-300x256.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 764px) 100vw, 764px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2783\" class=\"wp-caption-text\">Disegno del XVII secolo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">Naturalmente sono consapevole che l&#8217;unica cosa in grado di confermare la mia ipotesi sarebbe il reperimento di documenti in grado di testimoniare questa trasformazione toponomastica. Ed infatti \u00e8 contrario a questa possibilit\u00e0 il professor Petracco che, con la consueta disponibilit\u00e0 e gentilezza per le quali lo ringrazio sempre, mi risponde cos\u00ec in una mail del novembre 2020:<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #008000;\"><strong># Petracco<\/strong>: &#8220;\u00e8 inutile cercarla (l&#8217;origine del cognome, nota mia) nel raro fundus Succonianus, che quasi certamente non ha un continuatore nella toponomastica attuale, ma doveva trovarsi non lontano da Scrivellano. E della zona fa certamente parte Visignano. La sua ipotesi di corrispondenza incontra per\u00f2 numerose gravi difficolt\u00e0, che prese nel loro insieme la rendono impraticabile. La prima \u00e8 che vi \u00e8 un modo semplicissimo per spiegare Visignano: che derivi da un fundus Vicinianus, dal gentilizio romano Vicinius oppure, con metatesi n\/c, da un fundus Vinicianus dal gentilizio Vinicius, molto frequente. La seconda \u00e8 che lei fa un&#8217;ipotesi di trasformazione molto complessa, che si sarebbe realizzata in molte fasi: da Succonianus a Sicchignano, poi passaggio a Schignano (che non mi convince soprattutto per la postaccentazione), poi passaggio a Signano, poi a Vico Signano e infine a Visignano (ma generalmente la c di vico passa a g e non cade, per cui l&#8217;esito sarebbe Vigosignano): una trasformazione troppo complessa per essere sostenuta senza la conoscenza documentale di forme storiche intermedie. E in questa sequenza dove troveremmo la forma Succoni, da cui si sarebbe potuto evolvere un cognome Zucconi? A tagliare definitivamente la testa al toro sta il fatto che a Visignano \u00e8 stata scoperta la stele funeraria, quasi coeva della Tavola di Veleia, della famiglia dei Coelii. Era quindi il luogo dove i Coelii abitavano nel pedecolle, luogo di elezione della loro famiglia, e certamente non un importante fondo agricolo di propriet\u00e0 di Cornelia Severa.&#8221;<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\">In effetti ad un altro <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FVisignano\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Visignano<\/strong><\/span><\/a>, quello d&#8217;Istria, si attribuisce con medesima alta probabilit\u00e0 la derivazione che Petracco propone anche per quello piacentino. Tuttavia esiste almeno un caso, proprio in un toponimo piacentino, che testimonia la possibile caduta della C\/G di lat. <em>vicus<\/em> &gt; ita. vico\/vigo &gt; dial. v\u012bg: <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2Fplace%2F29019%2BViustino%2BPC%2F%4044.9074835%2C9.7506639%2C3113m%2Fdata%3D%213m1%211e3%214m5%213m4%211s0x4780ec9379e623f3%3A0x26079b0d1597f071%218m2%213d44.9077741%214d9.7607712%3Fhl%3Dit%26amp%3Bauthuser%3D0\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Viustino<\/strong><\/span><\/a>, che deriva dal lat. <em>Vicus Justini<\/em> &gt; volg. Vico Justino &gt; dial. Viust\u00e9in (viy&#8217;st<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\">\u025b\u0303<sup>i<\/sup>) &gt; ita. Viustino, come ricordato in un atto del 10 dicembre 1186 riportato in &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DOKNbAAAAcAAJ%26amp%3Bpg%3DPA21%26amp%3Blpg%3DPA21%26amp%3Bdq%3Dziano%2Betimologia%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3D7d3Jh4qvCZ%26amp%3Bsig%3D0dqTxcvkslTZLlfE1eMP1Kn85eM%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwj2v5qmrIvbAhUFIJoKHVYiCzMQ6AEITTAF%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dviustino%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Della etimologia dei nomi di Luogo delli stati ducali di Parma, Piacenza e Guastalla, Volume 2<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, Francesco Nicolli, per i tipi di Giuseppe Tedeschi, Piacenza &#8211; 1833, pagg.181\/182, in cui si scrive:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\">&#8220;&#8230;<br \/>\n(anno) 1186. (atto n\u00b0) X.<br \/>\nConcessione del Comune di Piacenza alla Chiesa di Viustino e ad altri Consorti di un canale d&#8217; acqua irrigatoria da derivarsi dal T. Rio .<br \/>\nDall&#8217;Archivio di S. Sep. di Piac.<br \/>\nPlacent decim decembr. Rufinus speronus Bonizo surdus Obertus de andito consules comunis fecerunt concessionem et premissionem dompno Priori ecclesie sancta Trinitatis qui datum recipit nomine ipsius Ecclesie presbitero antonino de <strong>viustino<\/strong> qui recepit nomine ecclesie de <strong>vicoiustino<\/strong> altoto de Nicelis nomine omniutu vicinorum de corneliano pro laborerio de uno canali aque fluminis . . regii deorsum ab ecclesia do Roncho usque ad Campum centenarium ita ut liceat di derivarne l&#8217; acqua d&#8217; irrigazione ec.<br \/>\nGuilielmus Giruinus&#8230;&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\">ed anche in &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.rmoa.unina.it%2F2869%2F1%2F2Ciucciovino.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>La cronaca del Trecento italiano<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, Carlo Ciucciovino, ed. Universitalia &#8211; 2007, vol. 1, pag.449:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\">&#8220;&#8230;Fatti del 1314<br \/>\n&#8230;<br \/>\nIn maggio i fuorusciti guelfi di Piacenza, comandati da messer Leone degli Arcelli e Giacomo Saginbene, infliggono una pesante sconfitta all\u2019esercito ghibellino di Piacenza. Lo scontro avviene nel territorio di <strong>Vico Justini (Viustino)<\/strong> in localit\u00e0 Campo Frascarolo. La vittoria prelude ad un trattato di pace che i guelfi concludono con messer Ubertino di Lando, capo dei ghibellini di Piacenza. La citt\u00e0 continua ad essere sotto il dominio di Galeazzo Visconti, ivi rappresentato dal suo vicario il Milanese messer Guglielmo Cagnolo&#8230;.&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Restano valide le altre obiezioni, soprattutto quella sulla &#8220;laboriosit\u00e0&#8221; forse eccessiva della trasformazione da Succonianus a Visignano che rende problematico stabilire come e quando avrebbe potuto dare origine al cognome Zucconi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">La vera incognita dunque, probabilmente irrisolvibile, \u00e8 se il toponimo <strong>S<\/strong><em><strong>ucconianus<\/strong>&nbsp;<\/em>(o il locativo derivato&nbsp;<strong><em>Succoni<\/em><\/strong>) e la sua successiva eventuale trasformazione in volgare e dialetto piacentino siano sopravvissuti abbastanza a lungo per riuscire a dare origine ad un cognome: avrebbero dovuto conservarsi invariati almeno fino al X-XIII secolo d.C. prima di scomparire nelle nebbie della storia, mentre i ritrovamenti archeologici di materiale romano ed altomedievale nelle localit\u00e0 sopra citate sembrano non andare oltre il VII sec. d.C. I motivi per cui un toponimo cade in disuso sono molteplici e, nel caso di quelli della TAV, si stima che circa un terzo di quelli registrati siano del tutto scomparsi, come viene spiegato in &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fepigrafia%2Ffn000080.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>VARSI e la TABULA ALIMENTARIA di VELEIA<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, di Gianluca Bottazzi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">A consentire tuttavia questa ipotesi di continuit\u00e0 toponimica ci sono due localit\u00e0 che, per quanto mal si accordino con l&#8217;ipotesi da me sostenuta sulla <strong>contiguit\u00e0 tra <em>Scrofulanus<\/em>\/Scrivellano e <em>Succonianus<\/em><\/strong>, presentano elementi di interesse.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: Verdana;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FBobbio\" id=\"Zucioni\"><\/a>2.4.2 <a id=\"monszucioni\"><\/a>Mons Zucioni<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Esiste&nbsp;una localit\u00e0 in comune di <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Bobbio<\/strong><\/span><\/a> (PC), ma fino al 1928 era in comune di Travo (PC), che si chiama <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fitalia.indettaglio.it%2Fita%2Femiliaromagna%2Fpiacenza_bobbio_zucconi.html\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Zucconi<\/strong><\/span><\/a>, dial. <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.ilnotiziariobobbiese.net%2Fwordpress%2F%3Fp%3D349\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Suc\u00f2n<\/strong><\/span><\/a> (vd. in <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=503\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>PIACENZA<\/strong><\/span><\/a>). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Sebbene sia lontana da Scrivellano (si trova vicino al borgo di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.ilnotiziariobobbiese.net%2Fwordpress%2F%3Fp%3D99\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Areglia<\/strong><\/span><\/a>, identificabile con l&#8217;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000251.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>appenninus Areliascus<\/strong><\/em><\/span><\/a> della TAV registrato nei pagi Domizio veleiate ed Eboreo libarnese, vd. sotto fig.1) e quindi difficilmente attribuibile alle pertinenze del pago Minervio piacentino (almeno per come la logica suggerisce di posizionare tale distretto in base alla corrispondenza tra <em>Scrofulanus<\/em> e Scrivellano), detta localit\u00e0 presenta tuttavia due caratteristiche che la rendono interessante per la possibilit\u00e0 che vi sia stata una <strong>continuit\u00e0 del toponimo <\/strong>tra l&#8217;et\u00e0 romana e quella altomedievale:<br \/>\n<strong>1)<\/strong> \u00e8 citata in un antico documento del <strong>X sec.<\/strong> come <strong>sorte<\/strong>&nbsp;(nel diritto romano di tarda et\u00e0 imperiale, era detto &#8220;<span class=\"testo_corsivo\">sorte&#8221;<em>,&nbsp;<\/em><\/span>lat.&nbsp;<span class=\"testo_corsivo\"><em>sors,<\/em><\/span>&nbsp;il terreno assegnato a un barbaro in seguito alla distribuzione di fondi per sorteggio) facente parte del <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fgottero.blogspot.com%2F2014%2F12%2Fevangelizzazione-della-montagna-ovest.html%3Fm%3D0\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>beneficio militare<\/strong><\/span><\/a>, il cosiddetto &#8220;<em>beneficium virili<\/em>&#8220;, del monastero di San Colombano di Bobbio e questo significa che, quando venne registrato, il toponimo esisteva gi\u00e0 da tempo e, se la corrispondenza con il borgo attuale \u00e8 corretta, allora ha continuato ad esistere nel periodo in cui in Italia si formarono i primi cognomi;<br \/>\n<strong>2)<\/strong> il suo nome non \u00e8 preceduto dal sostantivo &#8220;C\u00e0&#8221; n\u00e9 dall&#8217;articolo &#8220;I\/Ai&#8221; e presenta una forma che merita una trattazione approfondita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Nel testo originale la localit\u00e0 viene chiamata <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Ffontiperlastoria54isti%2Fpage%2F90\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Mons Zucioni<\/strong><\/span><\/a>, (<strong>Monte Zucione <\/strong>nella traduzione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCarlo_Cipolla\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Carlo Cipolla<\/strong><\/span><\/a>), in cui il termine latino <em>Mons<\/em> viene affiancato alla forma volgarizzata&nbsp;di un toponimo latino precedente, come testimonia la <strong>Z<\/strong>&nbsp;iniziale al posto della latina <strong>S<\/strong>, che probabilmente aveva una desinenza in <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Flocativo%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>locativo<\/strong><\/span><\/a> della seconda declinazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Se tale forma volgarizzata corrispondesse davvero all&#8217;attuale toponimo Zucconi, allora sarebbe insolita la <strong>I<\/strong> al posto della <strong>H<\/strong> poich\u00e9 solitamente in antico la <strong>C<\/strong> dura o geminata veniva scritta <strong>CH<\/strong>: &#8220;Zu<strong>ch<\/strong>oni&#8221;, (ma in questo caso potrebbe anche trattarsi di un errore dello scriba, oppure di una lettura filologica errata dovuta a scarsa leggibilit\u00e0 del documento, che potrebbe aver reso difficile distinguere una <strong>I<\/strong> da una&nbsp;<strong>H<\/strong> o da una&nbsp;<strong>L<\/strong>: lo scoprir\u00f2 solo quando riuscir\u00f2 a vedere l&#8217;originale, anche se il professor Andrea Scala mi assicura che la trascrizione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DIMVAAAAAYAAJ%26amp%3Bq%3Dmons%2Bzucioni%26amp%3Bdq%3Dmons%2Bzucioni%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwiK3Y72rNnlAhUMmYsKHYbMDkAQ6AEIMTAB\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Carlo Cipolla<\/strong><\/span><\/a> \u00e8 affidabile). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dunque:<br \/>\n<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2346\" aria-describedby=\"caption-attachment-2346\" style=\"width: 543px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/mons-Zucioni.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2346 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/mons-Zucioni.png\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"859\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/mons-Zucioni.png 543w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/mons-Zucioni-190x300.png 190w\" sizes=\"(max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2346\" class=\"wp-caption-text\">Zucconi, Poggio d&#8217;Areglia, monte Crigno.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">1) <strong>Zucioni<\/strong> potrebbe essere una forma volgare (come suggerisce l&#8217;uso della <strong>Z<\/strong>, che il latino classico non impiegava, al posto della <strong>S<\/strong>) originata da un ablativo locativo latino (<em>Succonis<\/em> &lt; <em>Succoniis<\/em> = monte &#8220;[presso i]\/[ai] Zucconi&#8221;), oppure da un genitivo locativo (<em>Succoni<\/em> = monte (della localit\u00e0) di, o propriet\u00e0 di Zucconi), l&#8217;estensore del documento antico intendendo enunciare quasi, pi\u00f9 che il nome con cui quel monte veniva chiamato, la pertinenza amministrativa di una certa sommit\u00e0 priva un <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Foronimo%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>oronimo<\/strong><\/span><\/a> suo proprio, ma riconoscibile solo grazie alla vicinanza con la localit\u00e0 Zucconi (l&#8217;attuale <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2F%4044.8261757%2C9.4101524%2C1333m%2Fdata%3D%213m1%211e3%3Fhl%3Dit\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Poggio di Areglia<\/strong><\/span><\/a> segnato dall&#8217;oratorio di San Borromeo? Il <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2F%4044.8427808%2C9.4168545%2C15.5z%2Fdata%3D%214m2%2110m1%211e2%215m1%211e4%3Fhl%3Dit\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>monte Crigno<\/strong><\/span><\/a> che lo sovrasta? il <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FColle_della_Crocetta\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Colle Crocetta<\/strong><\/span><\/a> di Cicogni?).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">2) L&#8217;<strong>iniziale Z<\/strong>, che il latino non usava mai se non in parole di origine greca, indica la consapevolezza dello scriba che la <strong>S&nbsp;sorda<\/strong> del lat. <em>Succonis<\/em> e del dial. <strong>S\u00fbc\u00f2n<\/strong> andasse resa con il grafema <strong>Z<\/strong> nel <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLingua_volgare\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>volgare<\/strong><\/span><\/a> in via di affermazione nel X secolo (tipico esito simile in tutta l&#8217;Italia settentrionale), il che potrebbe essere un tentativo di volgarizzare una forma latina, un po&#8217; come accade nelle cartine militari 1:25.000 in cui molti toponimi dialettali raccolti dalla viva voce dei residenti vengono italianizzati foneticamente, spesso senza capirne il significato o la derivazione originali.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">3) La lettera <strong>C<\/strong> in latino classico veniva sempre letta come nella parola &#8220;casa&#8221; (<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FOcclusiva_velare_sorda\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>occlusiva velare sorda<\/strong><\/span><\/a>), ma nel corso della volgarizzazione si palatalizza diventando dolce davanti alle vocali <strong>E<\/strong> ed <strong>I<\/strong> (<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FAffricata_postalveolare_sorda\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>affricata postalveolare sorda<\/strong><\/span><\/a>). Tale trasformazione \u00e8 in atto gi\u00e0 dal III sec. d.C., ma \u00e8 progressiva e potrebbe non essersi ancora affermata nel caso di questo toponimo, da leggersi dunque <strong>Zuchioni<\/strong>: se cos\u00ec fosse, la pronuncia del X secolo non sarebbe stata molto diversa da quella attuale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">4) La <strong>lettera I<\/strong> al posto dell&#8217; <strong>H<\/strong>, se non si tratta di un errore di scrittura o di trascrizione o di una possibile resa grafica equivalente al grafema <strong>-CH-<\/strong> in quel periodo storico (ma non mi risulta), potrebbe essere l&#8217;<strong>esito in -CI-<\/strong> di una <strong>&#8211;<\/strong><strong>CL-<\/strong> di un toponimo geomorfologico come *<strong>zuclo\/suclo<\/strong> con l&#8217;accrescitivo <strong>-oni<\/strong> [<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.lessicografia.it%2FController%3Flemma%3DZUCCOLO%26amp%3Brewrite%3D1\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>zucco\/zuccolo<\/strong><\/span><\/a>, inteso o come luogo sommitale, piccolo dosso (lat. <strong><em>dossuculum<\/em><\/strong>), o come <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Fzocco%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>ceppo<\/strong><\/span><\/a> (lat. <em><strong>soccus<\/strong><\/em>), luogo in cui abbondano ceppi di piante tagliate: lo <strong>zuccolone<\/strong>, il luogo degli <strong>zuccoloni<\/strong>]. Se cos\u00ec fosse l&#8217;origine del toponimo sarebbe diversa da quella che prende in considerazione la zucca, anche se il significato figurato popolare (testa, testona, in particolare la parte alta, la calotta cranica) sarebbe identico, ma forse in questo caso il toponimo sarebbe stato preceduto dall&#8217;articolo: &#8220;gli\/i&#8221; Zucconi. Un esempio di questa derivazione, sebbene mantenga il <strong>-CL-<\/strong>, \u00e8 costituito dal toponimo <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FZuclo\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Zuclo<\/strong><\/span><\/a> (TN), che in diverse pergamene del Capitolo della Cattedrale di Trento risalenti ai sec. XIII e successivi viene indicato in vari modi: <strong>de Dossuclo<\/strong>, <strong>de Disucolo<\/strong> (1217), <em><strong>Desuculum<\/strong><\/em> (1236), <strong>Desucolo<\/strong> (1238), <em><strong>Disuculum<\/strong><\/em>, tutti originati appunto dal lat. <strong><em>dossuculum<\/em><\/strong>, diminutivo di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2FReconstruction%3ALatin%2Fdossum\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>dossum<\/strong><\/em><\/span><\/a> (<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2Fdorsum%23Latin\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>dorsum<\/em><\/strong><\/span><\/a>), con aferesi della prima sillaba interpretata come preposizione: piccolo dosso, altura.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Dal <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Ffontiperlastoria54isti%2Fpage%2Fn7\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Buzzi<\/strong><\/span><\/a>&nbsp; in &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Ffontiperlastoria54isti%2Fpage%2Fn7%2Fmode%2F2up\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Codice diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, vol. III, ed. Tipografia del Senato &#8211; 1918, e da altri il toponimo viene identificato con la frazione di Bobbio di cui <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Ffontiperlastoria54isti%2Fpage%2F240\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>sopra<\/strong><\/span><\/a>, sia per assonanza sia perch\u00e9 elencata insieme ad altre localit\u00e0 pi\u00f9 facilmente identificabili poste nei dintorni. Il fatto che si trattasse di un <strong>monte<\/strong>, mentre oggi il gruppo di case che si vorrebbe omonimo giace su di un <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGeografia_fisica\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>penepiano<\/strong> <\/span><\/a>originato da una <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPaleofrana%23mw-head\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>paleofrana<\/strong><\/span><\/a>, complica un po&#8217; il riconoscimento certo, ma il luogo \u00e8 circondato da poggi non molto alti e tondeggianti (p.es. il vicino <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2F%4044.8281986%2C9.4168549%2C922m%2Fdata%3D%213m1%211e3%3Fhl%3Dit\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Poggio di Areglia<\/strong><\/span><\/a> o il monte Crigno) che avrebbero potuto essere definiti come <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.lessicografia.it%2FController%3Flemma%3DZUCCOLO_ed3\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>zuccoli<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\"> (&gt;zucloni&gt;zucioni?)<\/span><\/span>&nbsp;ed il termine mons potrebbe aver indicato pi\u00f9 una configurazione geomorfica che una cima ben precisa. A suffragare invece in parte l&#8217;esattezza della collocazione del luogo vengono alcune <strong>carte topografiche del 1764<\/strong> (pag. 74 de &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.rmoa.unina.it%2F1281%2F1%2FRM-Destefanis-Bobbio.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Dal Penice al Po<\/strong><\/span><\/a>: il \u201cterritorio\u201d del monastero di Bobbio nell\u2019Oltrep\u00f2 pavese-piacentino in et\u00e0 altomedievale&#8221;, di Eleonora Destefanis, a stampa in &#8220;Dalla curtis alla pieve fra archeologia e storia. Territori a confronto: l\u2019Oltrep\u00f2 Pavese e la Pianura Veronese&#8221;, atti della Giornata di Studi, Torrazzetta di Borgo Priolo (PV), 27 ottobre 2007, a cura di S. Lusuardi Siena, Mantova 2008, pp. 71-100) che individuano in zona un <strong>Rio Zuchoni<\/strong> (Riuo de Zuchoni), confermate da una <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fmapire.eu%2Fen%2Fmap%2Feurope-19century-secondsurvey%2F%3Flayers%3D158%252C164%26amp%3Bbbox%3D1045321.149121047%252C5593029.930097267%252C1049866.763646881%252C5594463.124377614\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>carta del XIX sec.<\/strong><\/span><\/a> in cui si trova come <strong>Rio di Zucconi<\/strong>, che forse si chiamava cos\u00ec perch\u00e9 discendeva da quel monte, oppure perch\u00e9 era di pertinenza dell&#8217;omonimo fondo agricolo (la <em>sors<\/em> del documento abbaziale). Attualmente le carte riservano l&#8217;idronimo solo ad un piccolo rivo che sfocia in prossimit\u00e0 dell&#8217;abitato di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.ilnotiziariobobbiese.net%2Fwordpress%2F%3Fp%3D233\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Levratti<\/strong><\/span><\/a>&nbsp;(dal blog <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.ilnotiziariobobbiese.net%2Fwordpress%2F%3Fpage_id%3D101\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Il Notiziario Bobbiese<\/strong><\/span><\/a>) nel rivo pi\u00f9 grande e lungo a cui una volta era interamente riservato, e che oggi invece si chiama <strong>Rio del Gatto<\/strong>. Questo rivo discende dalla sella esistente tra il monte Groppo-i Sassi Neri (mt. 999) ed il Pian Perduto (mt. 1008), ma dalla carta del XIX secolo si evince che, al&#8217;epoca, a chiamarsi Rio del Gatto era il rivo che scorre presso l&#8217;abitato di <strong>Antarelli<\/strong> e che ora porta lo stesso nome del villaggio: forse \u00e8 avvenuto qualche errore di accatastamento in epoca pi\u00f9 recente?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Confrontando le tre mappe qui sotto \u00e8 possibile farsi un&#8217;idea del cambiamento.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2347\" aria-describedby=\"caption-attachment-2347\" style=\"width: 1904px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Cattura.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2347 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Cattura.png\" alt=\"\" width=\"1904\" height=\"821\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Cattura.png 1904w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Cattura-300x129.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Cattura-1024x442.png 1024w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Cattura-768x331.png 768w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Cattura-1536x662.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 1904px) 100vw, 1904px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2347\" class=\"wp-caption-text\">Rio del Gatto<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_2763\" aria-describedby=\"caption-attachment-2763\" style=\"width: 1749px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-antica-zucconi.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2763 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-antica-zucconi.png\" alt=\"\" width=\"1749\" height=\"943\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-antica-zucconi.png 1749w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-antica-zucconi-300x162.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-antica-zucconi-1024x552.png 1024w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-antica-zucconi-768x414.png 768w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/mappa-antica-zucconi-1536x828.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 1749px) 100vw, 1749px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2763\" class=\"wp-caption-text\">Rio di Zucconi. Carta del XIX sec.<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_2357\" aria-describedby=\"caption-attachment-2357\" style=\"width: 1695px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/riuo-de-Zuchoni-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2357 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/riuo-de-Zuchoni-1.png\" alt=\"\" width=\"1695\" height=\"901\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/riuo-de-Zuchoni-1.png 1695w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/riuo-de-Zuchoni-1-300x159.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/riuo-de-Zuchoni-1-1024x544.png 1024w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/riuo-de-Zuchoni-1-768x408.png 768w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/riuo-de-Zuchoni-1-1536x816.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 1695px) 100vw, 1695px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2357\" class=\"wp-caption-text\">Riuo de Zuchoni, carta del XVIII secolo tratta da &#8220;Fig. 3. ASTO, Corte, Paesi, Piacenza, Confini col Piacentino, Carte topografiche, doc. n. 5, Carta topografica che comprende li confini del Bobbiese e del pavese Oltrapo e quelli del Piacentino, 27 luglio 1764<br \/>(autorizzazione n. 4993\/28.2800 del 16 luglio 2008). Dettaglio della fig. 2&#8243; dell&#8217;articolo &#8220;Dal Penice al Po: il \u201cterritorio\u201d del monastero di Bobbio nell\u2019Oltrep\u00f2 pavese-piacentino in et\u00e0 altomedievale&#8221;, di Eleonora Destefanis<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">Per quanto riguarda invece la forma attuale del toponimo <strong>Zucconi<\/strong>, le assenze del sostantivo &#8220;<strong>C\u00e0<\/strong>&#8220;, cio\u00e8 casa, e\/o dell&#8217;articolo &#8220;<strong>I\/Ai, Gli\/Agli<\/strong>&#8221; a precederlo testimoniano la sua preesistenza ad un insediamento abitativo di tipo eponimico e la sua antichit\u00e0 perch\u00e9 nel primo caso, di solito, &#8220;C\u00e0&#8221; indica l&#8217;esistenza di una casa che prende il nome dalla famiglia che la costruisce o ne entra in possesso e vi risiede stabilmente, e non viceversa; nel secondo caso perch\u00e9 l&#8217;articolo cominci\u00f2 ad essere adoperato, con medesima funzione identificativa di C\u00e0 per luogo di residenza di una famiglia, solo dopo il <strong>V sec.<\/strong>: quasi tutti i toponimi senza l&#8217;articolo sono pertanto di origine pi\u00f9 antica. Tuttavia, nel caso di questo toponimo, l&#8217;articolo &#8220;I&#8221; potrebbe <strong>essere usato da alcuni pi\u00f9 che altro per indicare la lettura al plurale di un termine che viene pronunciato, in dialetto, nello stesso modo anche al singolare.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000; background-color: #ffff99;\">Se tutto questo fosse confermato, la localit\u00e0 <strong>Zucconi<\/strong>, pi\u00f9 che il Monte Zuccone (PR), sarebbe forse la <strong>candidata pi\u00f9 probabile<\/strong> come origine toponimica locale propriamente <strong>piacentina<\/strong> del mio cognome, sebbene non sia topograficamente identificabile col <em>fundus Succonianus<\/em>, almeno non con certezza, senza ridefinire interamente il confine sud del <em>placentinus<\/em> <em>pagus Minervius<\/em>, eventualit\u00e0 estremamente improbabile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>2.4.3 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FTorre_di_Cadonica\" id=\"cicogni\"><\/a>Cicogni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000;\">Proprio sul versante opposto del crinale, che la divide dalla valle della <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Dorba<\/strong><\/span><\/a> con Zucconi sopra citato, si trova la valle del<\/span> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FTidoncello\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Tidoncello Merlingo<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\">, sulla quale insiste il piccolo villaggio di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCicogni\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cicogni<\/strong><\/span><\/a>.<\/span> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"color: #000000;\">Alcuni autori delle prime traduzioni della TAV scrissero che il toponimo di questo borgo<\/span><span style=\"color: #000000;\"> in alta val Tidone fosse derivato da <strong><em>Succonianus<\/em><\/strong>:<\/span> &#8220;<\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DuEZ9582G_AIC%26amp%3Bpg%3DPA146%26amp%3Bdq%3Dcicogni%2Bsucconianus%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwiPu4L1_OHlAhUPDOwKHWYPDacQ6AEIKTAA\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"font-size: 16px; font-family: Verdana;\">Della celebratissima Tavola Alimentaria di Trajano, scoperta nel territorio &#8230;<\/span><\/strong><\/span><\/a><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 16px;\"><span class=\"addmd\">&#8220;, Secondo Giuseppe Pittarelli, Reale Stamperia di Torino &#8211; <strong>1790<\/strong>; &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DEfoDAAAAQAAJ%26amp%3Bpg%3DPA477%26amp%3Bdq%3Dcicogni%2Bsucconianus%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwiPu4L1_OHlAhUPDOwKHWYPDacQ6AEISTAE%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dcicogni%2520succonianus%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"font-family: Verdana;\">G\u00e9ographie ancienne historique et compar\u00e9e des Gaules cisalpine<\/span><\/strong><\/span><\/a>&#8220;, Charles Athanase Walckenaer, Dufart &#8211;<strong>1839<\/strong>; &#8220;<\/span><\/span><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3D_ZWqFfpLGE8C%26amp%3Bpg%3DPA49%26amp%3Bdq%3Dcicogni%2Bsucconianus%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwiPu4L1_OHlAhUPDOwKHWYPDacQ6AEIPzAD%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dcicogni%2520succonianus%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"font-size: 16px; font-family: Verdana;\">Atlas g\u00e9ographique de l&#8217;Italie ancienne<\/span><\/strong><\/span><\/a><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 16px;\"><span class=\"addmd\">&#8220;, Ernest Desjardins, Hachette &#8211; <strong>1852<\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cicogni.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3070\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cicogni.png\" alt=\"\" width=\"1256\" height=\"761\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cicogni.png 1256w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cicogni-300x182.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cicogni-1024x620.png 1024w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Cicogni-768x465.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1256px) 100vw, 1256px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 16px;\"><span class=\"addmd\">Invece secondo il prof. <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.unimi.it%2Fit%2Fugov%2Fperson%2Fandrea-scala\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Andrea Scala<\/strong><\/span><\/a>, che ringrazio per i preziosi consigli e l&#8217;aiuto, la derivazione \u00e8 diversa. Nel suo &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.tipleco.com%2Fappunti-di-toponomastica-piacentina-bacino-del-tidone-e-aree-limitrofe\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Appunti di toponomastica piacentina<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, ed. Tipleco &#8211; 2010, il professore scrive che <strong>Cicogni<\/strong> viene citata una prima volta nello stesso documento del <strong>X sec.<\/strong> in cui si parla anche di Mons Zucioni, e la grafia in volgare \u00e8 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Ffontiperlastoria54isti%2Fpage%2F102\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cigugni<\/strong><\/span><\/a> (CDSCB doc. CVII, r.87, vol. I, pag. 375) che, in un documento successivo del <strong>XIII sec.<\/strong>, diventa il latino <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2Ffontiperlastoria54isti%2Fpage%2F204\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cicognum<\/strong><\/span><\/a> (CDSCB, doc. CCLXXX, r. 6, vol. II, pag. 295):<\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: 16px;\"><span class=\"addmd\">&#8220;11.29 CICOGNI [&#8216;sigwo<span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">\u0272].<\/span><\/span><\/span> Nel X sec. <em>in Cigugni<\/em> (CDSCB doc. CVII, r.87, vol.1, pag. 375); XIII sec. <em>Cigognum<\/em> (CDSCB, doc. CCLXX, r. 6, pag. 295). Probabilmente da un antroponimo celtico del tipo *<em>Ciconius<\/em>. La pi\u00f9 antica attestazione mostra una <em>-i<\/em> per la quale bisogna forse partire da una forma di locativo plurale latino <em>Ciconis<\/em> &lt; <em>Ciconiis<\/em> [Serra 1931, pag. 121 e pag. 276]&#8221;. pag.150<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Poi, nella stessa pagina, prende in considerazione altri due toponimi simili: <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.oltresentieri.com%2Fkmlmap%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Casa Cicognoli<\/strong><\/span><\/a> (in altre mappe registrato come <span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Molino di Cognoli<\/strong><\/span>), e <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2Fplace%2F29010%2BCicogni%2BPC%2F%4044.8479838%2C9.3632635%2C481m%2Fdata%3D%213m1%211e3%214m5%213m4%211s0x4780b6ca35f74293%3A0x43bb710bcd1d2506%218m2%213d44.8408471%214d9.3772576%3Fhl%3Dit\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cognoli<\/strong><\/span><\/a>, situato alla confluenza tra il Tidoncello Merlingo ed il rio delle Sarmase:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8220;11.30 C. CICOGNOLI [ar my&#8217;l\u025b\u0303<sup>i<\/sup>] (&gt; il mulino, nota mia). In una carta del 1377 si cita tale <em>Iohannis de Zigugnollo<\/em> (RM, doc. 1211, r. 174, vol. IV, pag. 436). Cfr. precedente, di cui sembra costituire un diminutivo. La forma locale rimanda alla presenza di un mulino&#8221;. pag. 150<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">il che risulta interessante perch\u00e9 lo stesso esito <strong>Cicogni<\/strong>\/<strong>Cicognolo<\/strong>&nbsp;si ottiene partendo da una <strong>C<\/strong> (Cigugni) nel primo caso e da una <strong>Z<\/strong> (Zigugnollo) nel secondo, mentre la forma dialettale orale \u00e8 <strong>S\u00ecgugn<\/strong>, a riprova dell&#8217;intercambiabilit\u00e0 tra <strong>Z<\/strong>, <strong>S<\/strong> e <strong>C<\/strong> nell&#8217;evoluzione grafica di molti toponimi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">&#8220;11.32 COGNOLI [i ky&#8217;\u0272\u2205]. Da <em>c\u016dn\u0115\u014fli<\/em>, cio\u00e8 terreni di forma triangolare&#8221;. pag.150<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">e quindi o dal desueto\/dialettale <strong>cogno<\/strong> = cuneo (come il ben pi\u00f9 famoso piemontese <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCuneo\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cuneo<\/strong><\/span><\/a>, l&#8217;abitato si trova nell&#8217;angolo compreso tra la confluenza di due torrenti) o per aferesi della sillaba iniziale Ci-, vista la breve distanza topografica da Casa Cicognoli. (In latino <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.dizionario-latino.com%2Fdizionario-latino-italiano.php%3Fparola%3Dconea\" ><em><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>conea<\/strong><\/span><\/em><\/a> \u00e8 la cicogna a cui veniva associato anche un famoso gesto di scherno: <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DKx5RAAAAcAAJ%26amp%3Bpg%3DPA335%26amp%3Blpg%3DPA335%26amp%3Bdq%3Dsegno%2Bdi%2B%2522scherno%2522%2Bbecco%2Bdi%2Bcicogna%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3DXvTClS-jm7%26amp%3Bsig%3DACfU3U2O546Du9xHERk0oU5-dZlm4pUyUA%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D2ahUKEwjUmuvekPnuAhWZD2MBHYt-BFsQ6AEwD3oECBYQAw%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dsegno%2520di%2520%2522scherno%2522%2520becco%2520di%2520cicogna%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>fare la cicogna<\/strong><\/span><\/a>).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Oltre a ci\u00f2, in due documenti dell&#8217; XI sec. riportati in &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.rmoa.unina.it%2F4391%2F1%2FHistoriae_patriae_monumenta_21.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Historiae Patriae Monumenta<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, serie II tomo XXI, Codex Diplomaticus Cremonae, per i tipi dei fratelli Bocca, Torino &#8211; 1845, a pagg. 87, n. 177 e 88, n. 183, ad essere citato come <strong><em>Cikuniole<\/em><\/strong> \u00e8 l&#8217;attuale <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCicognolo\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cicognolo (CR)<\/strong><\/span><\/a>, ma la forma ha vari altri riscontri tra i nomi locali lombardi come ad esempio <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCigognola\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cigognola (PV)<\/strong><\/span><\/a> (dial. <em>Saugn\u00f6la<\/em>).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">In riferimento a quest&#8217;ultima forma dialettale, \u00e8 interessante confrontare il toponimo di una localit\u00e0 francese, che dimostra uno sviluppo romanzo simile a <strong><em>Saugn\u00f6la<\/em><\/strong>: dal latino <strong><em>Mons Sanguinis<\/em><\/strong> sarebbe derivato <strong>Montsangoin<\/strong> e poi, per corruzione, <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Ffr.wikipedia.org%2Fwiki%2FBroye-Aubigney-Montseugny\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Montseugny<\/strong><\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\">, ma in un documento del <strong>1120<\/strong> la stessa localit\u00e0 viene chiamata <strong>llom Ciconius<\/strong> (<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.glosbe.com%2Fca%2Fit%2Fllom\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>llom<\/strong><\/span><\/a> in catalano significa costa, ovvero, <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.cosmovisions.com%2FmonuMontseugny.htm\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>mons Ciconius<\/strong><\/span><\/a> &gt; costa, monte della Cicogna), come viene ricordato in un <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.templiers.net%2Fcommanderies%2Findex.php%3Fpage%3Dcommanderies_M\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>sito<\/strong><\/span><\/a> che elenca le <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.templiers.net%2Fcommanderies%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>commanderies<\/strong><\/em><\/span><\/a> francesi dei <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCavalieri_templari%23Il_sistema_templare\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Templari<\/strong><\/span><\/a> in <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Ffr.wikipedia.org%2Fwiki%2FHaute-Sa%25C3%25B4ne\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"font-family: Verdana;\">Haute-Sa\u00f4ne<\/span><\/strong><\/span><\/a>. Sebbene possa trattarsi di una paraetimologia, \u00e8 interessante il fatto che il toponimo <strong>Seugny<\/strong> sembri risultare come volgarizzamento sia di <em><strong>sanguinis<\/strong><\/em> sia di <em><strong>ciconius<\/strong><\/em>:<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">&#8220;Montseugny (70)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Verdana;\">Maison du Temple de Montseugny ou de l&#8217;H\u00f4pital ?<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Verdana;\">D\u00e9partement: Haute-Sa\u00f4ne, Arrondissement: Vesoul, Canton: Pesmes, Commune: Germigney &#8211; 70<br \/>\n\u2014 Montseugny s&#8217;appelait en latin \u00ab Mans Sanguinis \u00bb, nom qui semblerait se rapporter \u00e0 quelque sanglant combat livr\u00e9 sur la hauteur o\u00f9 est situ\u00e9 le village.<br \/>\nA quelle \u00e9poque ?<br \/>\nAucune tradition ne l&#8217;indique. \u00ab De Mons Sanguinis \u00bb on a fait d&#8217;abord \u00ab Montsangoin \u00bb, et par corruption Montseugny.<br \/>\n\u2014 Dans une charte de 1120 et dans plusieurs titres subs\u00e9quents, ce village est appel\u00e9 \u00ab llom Ciconius \u00bb (mont de la Cicogne)<br \/>\n\u2014 Montseugny est mentionn\u00e9 dans une charte de 1120. A cette \u00e9poque l&#8217;\u00e9glise du lieu d\u00e9pendait de Saint-Etienne de Dijon, qui la c\u00e9da aux Templiers lorsqu&#8217;ils fond\u00e8rent leur \u00e9tablissement de Montseugny. Les biens de l&#8217;ordre du Temple ayant pass\u00e9, lors de sa suppression, aux chevaliers de Malte, ceux-ci maintinrent la commanderie de Montseugny et en firent un membre de la commanderie de Sales. (V. Chantes) Leur chapelle, anciennement devenue l&#8217;\u00e9glise paroissiale du village, a \u00e9t\u00e9 partiellement reconstruite en 1833-34-35. La partie conserv\u00e9e para\u00eet remonter au XIIIe ou au XIVe si\u00e8cle, et avoir \u00e9t\u00e9 b\u00e2tie avec des mat\u00e9riaux provenant d&#8217;un \u00e9difice beaucoup plus ancien encore: en per\u00e7ant des murs, on y a trouv\u00e9 des fragments de colonnes, de chapiteaux, etc. Les Templiers, en faisant \u00e9difier leur chapelle, auront vraisemblablement utilis\u00e9 des d\u00e9bris trouv\u00e9s dans les ruines de la bourgade sans nom connu que mentionne M. le pr\u00e9sident Clerc.<br \/>\n\u2014 Une belle sculpture antique et d&#8217;assez grande dimension d\u00e9core le portail de l&#8217;\u00e9glise. Elle repr\u00e9sente J\u00e9sus-Christ assis au milieu des ap\u00f4tres, levant la main droite au ciel, et tenant de l&#8217;autre un livre ouvert sur la premi\u00e8re page duquel est un alpha, et sur la seconde un om\u00e9ga. A droite et \u00e0 gauche du Seigneur sont figur\u00e9s les embl\u00e8mes des quatre \u00e9vang\u00e9listes: l&#8217;ange, le boeuf, le lion et l&#8217;aigle. Ce monument vient de l&#8217;ancienne \u00e9glise.<br \/>\n\u2014 L&#8217;\u00e9glise actuelle a \u00e9t\u00e9 reconnue comme succursale par le d\u00e9cret du 30 septembre 1807.<br \/>\n\u2014 F\u00eate patronale, l&#8217;Assomption.<br \/>\n\u2014 Montseugny a \u00e9t\u00e9 le berceau et continue d&#8217;\u00eatre le si\u00e8ge de la congr\u00e9gation enseignante connue sous le nom de communaut\u00e9 des Enfants de Marie.<br \/>\n\u2014 Le ch\u00e2teau des chevaliers de Malte existe encore presque tout entier. On en a fait la maison commune.<br \/>\nLa Haute-Sa\u00f4ne, Dictionnaire Historique et Topographique et Statistique des Communes du D\u00e9partement. Par L. Suchaux. Tome II, Vesoul, 1866.&#8221;<br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Questa coincidenza d&#8217;oltralpe consente una digressione sull&#8217;origine del nome del <span style=\"font-family: Verdana;\">d\u00e9partement Haute-Sa\u00f4ne, l&#8217;Alta Saona. Avendo attinenza con l&#8217;alternativa derivazione celtica del gentilizio <strong><em>Succonius<\/em><\/strong>, ne tratter\u00f2 nella pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=2854\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>SUKKO<\/strong><\/span><\/a>.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Il tema compare in diversi altri toponimi:<br \/>\n<span style=\"font-size: 20px;\">\u2022<\/span> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fturismoinpianura.cittametropolitana.bo.it%2FVilla_Cicogna%2FL%2F0\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cicogna (Villa)<\/strong><\/span><\/a>, frazione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FSan_Lazzaro_di_Savena\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>S. Lazzaro di Savena (BO)<\/strong><\/span><\/a>. Secondo Zanardelli: &#8220;da un gentilizio <strong>Ciconius<\/strong>, donde anche <strong>Cicogno (Casal-)<\/strong>, frazione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPrignano_sulla_Secchia\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Prignano sulla Secchia (MO)<\/strong><\/span><\/a> e <strong>Cicogni<\/strong> (Pecorara, Piacenza)&#8221;. Numerose le altre &#8220;Cicogna&#8221; sparse nel nord Italia: una frazione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCicogna_%28Cossogno%29\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cossogno (VB)<\/strong><\/span><\/a> (dial. Scigogna), una frazione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FPojana_Maggiore\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Pojana Maggiore (VI)<\/strong><\/span><\/a>, una frazione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FRoveredo_di_Gu%25C3%25A0\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Roveredo di Gu\u00e0 (VR)<\/strong><\/span><\/a>, una frazione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FVillafranca_Padovana\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Villafranca Padovana (PD)<\/strong><\/span><\/a>, un torrente della <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCicogna_%28torrente%29\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Valbelluna (BL)<\/strong><\/span><\/a> (la Zegogna o la \u017dicogna o \u017digogna). Proprio quest&#8217;ultimo idronimo, riferendosi ad un fiume e non ad un abitato, &#8220;sembra derivare dal latino &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.dizionario-latino.com%2Fdizionario-latino-italiano.php%3Fparola%3Dciconia\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>c\u012dc\u014dn\u012da<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, il termine che veniva dato a uno strumento a collo lungo e contorto usato per attingere l&#8217;acqua.&#8221; (fonte Wikipedia) e non da un nome proprio.<br \/>\n<span style=\"font-size: 20px;\">\u2022 <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Ciconicco<\/strong>, (Cicunins) frazione di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FFagagna\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Fagagna (UD)<\/strong><\/span><\/a>.<br \/>\n<strong>\u2022 <\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCiconio\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cic\u00f2nio<\/strong><\/span><\/a>, <span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Sicheugn in piemontese, <\/span>a pochi km da Torino, \u00e8 il pi\u00f9 interessante perch\u00e8 in <span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">&#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FRerum_Italicarum_scriptores\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Rerum Italicarum Scriptores<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLudovico_Antonio_Muratori\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Ludovico Muratori<\/strong><\/span><\/a>, per i tipi della Tipografia della Societ\u00e0 Palatina, Milano &#8211; 1733,&nbsp; <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DU88cYXeSJy8C%26amp%3Bpg%3DPT167%26amp%3Blpg%3DPT167%26amp%3Bdq%3Dzuchoni%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3Do6gceYjLu_%26amp%3Bsig%3DACfU3U3iIQuUMsUQJySPp5rrGVyM27N3SQ%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D2ahUKEwjX7b6ypqrpAhWkyKYKHcXMDUgQ6AEwCHoECAoQAQ%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dzuchoni%26amp%3Bf%3Dfalse\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>vol. XXIII, pag.553<\/strong><\/span><\/a>, viene citato come &#8220;<em>&#8230;de locis <strong>Zuchoni<\/strong>, Luxigliati, Auzegnae, Cucili, &amp; Foglicii&#8230;<\/em>&#8221; (&#8220;&#8230;dai luoghi di Ciconio, Lusigli\u00e8, Ozegna, Cuceglio e Foglizzo&#8230;&#8221;), costituendo in questo modo la prova di una possibile medesima derivazione dialettale, con chiusura della U atona in I, <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Verdana;\">da <strong><em>Succonius<\/em><\/strong> anche di <\/span><strong style=\"color: #000000; font-family: Verdana;\">C\u00eccogni<\/strong><span style=\"font-family: Verdana;\"> attraverso la forma <strong>Zuchoni<\/strong>. Sebbene gli altri toponimi in latino corrispondano perfettamente alla loro traduzione in italiano e quindi permettano di ipotizzare lo stesso anhe per Cic\u00f2nio, la forma trascritta dal Muratori potrebbe essere dovuta ad una <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FIpercorrettismo\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>ipercorrezione<\/strong><\/span><\/a> <span style=\"color: #000000;\">(vd.<\/span> <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=2548\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>TORINO<\/strong><\/span><\/a>).<br \/>\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\">\u2022 <\/span><\/span><\/strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCiconia_%28Orvieto%29\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cicon\u00eca<\/strong><\/span><\/a>, appena fuori Orvieto (TR), sulla sponda sinistra del fiume Paglia (vd. <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=2395\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>TERNI<\/strong><\/span><\/a>), oltre alle precedenti considerazioni valide anche per gli altri toponimi simili, in questo caso si aggiunge quella di trovarsi nei pressi della necropoli della Cannicella, sede di una delle attestazioni pi\u00f9 antiche del gentilizio etrusco <em><strong>Zu\u03c7u<\/strong><\/em>, e non lontano da Spoleto e Bevagna, dove sono state trovate lapidi dedicate alla <em><strong>gens Succonia<\/strong><\/em> (vd. <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=527#ciconia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>ZU\u03a7U<\/strong><\/span><\/a>). Tuttavia la professoressa Maria Teresa Moretti, nel suo &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.hotelvillaciconia.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2014%2F02%2Fstorie-nella-storia.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Storie nella storia<\/strong><\/span><\/a>&#8220;, ed. Orvieto &#8211; 2003, fa risalire l&#8217;origine di questo toponimo al nome del proprietario del mulino che in seguito prese il nome di Villa Ciconia e che poi identificher\u00e0 l&#8217;intero quartiere periferico orvietano: <strong>Geconia<\/strong> Marabottini, responsabile della costruzione di un canale per l&#8217;alimentazione della pala del mulino omonimo nel 1560. Nello stesso volume non manca di ricordare che inizialmente, tra le varie ipotesi, si \u00e8 pensato che il toponimo derivasse dal nome con cui venivano appellati gli abitanti della Francia del sud: <strong>Cicon\u00ec<\/strong>. Secondo tale ipotesi costoro avrebbero raggiunto Roma in pellegrinaggio percorrendo la via Francigena e poi avrebbero aperto vari punti di ristoro lungo detta via, chiamati Cicogni proprio perch\u00e8 gestiti dai provenzali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Ritornando alla possibile identificazione del <em><strong>fundus succonianus<\/strong><\/em> con <strong>Cicogni<\/strong>, ci sono due buoni motivi per ritenere che la proposta dei traduttori pi\u00f9 antichi non sia valida:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">1) Cicogni \u00e8 troppo profondamente collocata nelle colline pi\u00f9 alte della val Tidone per pensare che un <em>pagus<\/em> di Piacenza potesse arrivare fin lass\u00f9 e, se tenessimo per buono il ragionamento precedentemente fatto sulla vicinanza tra <em>Succonianus<\/em> e <em>Scrofulanus<\/em>, le due localit\u00e0 sarebbero troppo distanti tra loro. Nulla vieta, per\u00f2, che esistessero anche altri fondi succoniani sparsi sul territorio, tra i quali Cicogni potrebbe essere uno.<br \/>\n2) Nella parlata locale l&#8217;accento cade sulla prima sillaba, la <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Fparossitono\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>parossitona<\/strong><\/span><\/a> S<strong>\u00ec<\/strong>gugn: anche se i singoli fonemi da cui il toponimo \u00e8 composto potrebbero derivare dal lat. <em>Succonianus<\/em> (la <strong>S<\/strong> iniziale, la <em><strong>U<\/strong><\/em> che diventa <strong>I<\/strong>, la doppia <em><strong>C<\/strong><\/em> che diventa <strong>G<\/strong>, la <em><strong>O<\/strong><\/em> che diventa <strong>U<\/strong> e&nbsp; <em><strong>-NI-<\/strong><\/em> che diventa <strong>GN<\/strong>), l&#8217;esito avrebbe dovuto essere una parola <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Fossitono%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>ossitona<\/strong><\/span><\/a> Sig<strong>\u00f9<\/strong>gn\/Sigugn<strong>\u00e0<\/strong>n. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000;\">Considerando la forma dialettale, l&#8217;unica connessione di tipo linguistico con il nostro cognome che si pu\u00f2 ipotizzare \u00e8 quella legata all&#8217;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fanticafoce.blogspot.com%2F2015%2F04%2Fle-cicogne-negli-orti-della-foce.html\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>attrezzo<\/strong><\/span><\/a> che viene utilizzato per prelevare acqua da un pozzo che si chiama <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fvocabolario%2Fcicognola%2F\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>cicognola<\/strong><\/span><\/a> (lombardo <em>sigogna<\/em>, bolognese <em>zighgnola<\/em> = carrucola, piemontese <em>sivignola<\/em> = manovella. fonte: DEI II, 931), chiamato anche mazzacavallo e <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.sigeaweb.it%2Fdocumenti%2Fgda-supplemento-3-2017.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>tolleno<\/strong><\/span><\/a>, e che anche potrebbe essere all&#8217;origine del toponimo in questione: si tratta di un sifone ed in dialetto piacentino si chiama <strong>s\u00fcg\u00f2n<\/strong> (<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%2Fabout%2FVocabolario_piacentino_italiano.html%3Fid%3DRTXPtgAACAAJ%26amp%3Bredir_esc%3Dy\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Vocabolario Piacentino-italiano<\/strong><\/span><\/a>, Guido Tammi), con la U chiusa, cio\u00e8 succhione, ventosa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffffff;\">E tuttavia anche questa debole ipotesi ha diritto di cittadinanza nella storia della ricerca del luogo esatto in cui il <em>fundus<\/em> potesse trovarsi. <span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Un riassunto sul toponimo anche nella pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=503#cicogni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>PIACENZA<\/strong><\/span><\/a>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/html2-f.scribdassets.com\/77jaxpe08w682ut6\/images\/10-ee904f5341.jpg\" alt=\"\" width=\"724\" height=\"863\"><br \/>\n<em><span style=\"font-size: 14px;\">Fig. 1. Posizionamento ipotetico del pago Minervio piacentino secondo Petracco.<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #000000; background-color: #ffff99;\"><span style=\"background-color: #ffffff;\">2.5 <a id=\"minervio\"><\/a><\/span>Distretto Minervio del territorio piacentino<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">In queste quattro parole c\u2019\u00e8 uno dei tanti misteri della TAV che cercher\u00f2 di illustrare brevemente qui di seguito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Trattandosi di un distretto del territorio piacentino, verosimilmente in un&#8217;area geografica di bassa collina, non si sarebbe dovuto trovare nella tavola di Velleia ma, come altri distretti di municipi confinanti, ci finisce perch\u00e9 un grande proprietario terriero decide di inserirlo nell&#8217;ipoteca insieme a molti altri fondi posseduti in territorio veleiate e perch\u00e9, probabilmente, i fondi si trovavano molto vicino al suo confine. Il fatto che questo inserimento sia stato possibile suggerisce la probabilit\u00e0, in altri casi accertata, che anche qui i confini amministrativi tra <em>municipia<\/em> non coincidessero esattamente con quelli tradizionali, etnici o storici, e che in certi ambiti questi ultimi fossero pi\u00f9 importanti di quelli. Inoltre il Minervio compare una sola volta, ci\u00f2 che rende difficile la sua collocazione pi\u00f9 di quella dei distretti veleiati. A complicare ulteriormente la cosa, quello che sembra proprio essere un secondo e diverso distretto Minervio viene citato come appartenente al territorio del municipio di Lucca, in un&#8217;area geografica per forza di cose collinare e montana (vd. in <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=1432\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>BRUNEI<\/strong><\/span><\/a>).<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">&#8220;pag. <em><strong>Minervius<\/strong><\/em> &#8211; Distretto del territorio lucchese, nell&#8217;alta Val Taro: il toponimo rimanda a teonimo. &#8211; Fonti: <em>TAV<\/em> III, 33, 76.&#8221;<br \/>\n&#8220;pag. <em><strong>Minervius<\/strong><\/em> &#8211; Distretto del territorio piacentino: il toponimo sarebbe derivato dal santuario di <em>Minerva Medica \/ Memor<\/em> sul medio corso del fiume Trebbia, nei dintorni di Travo (PC). &#8211; Fonti: <em>TAV<\/em> V, 90.&#8221;<br \/>\n(<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000396.pdf\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Veleia, ager Veleias, Veleiates: anagrafia e toponimia<\/span><\/strong><\/a>, di Nicola Criniti e Caterina Scopelliti &#8211; www.veleia.it).<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Capire dove si trovasse esattamente questo distretto&nbsp;non \u00e8 cosa facile ma, se si assume che <strong>Scrivellano<\/strong> sia <strong><em>Scrofulanum<\/em><\/strong>, e che il <strong>Fiorano<\/strong> con cui il suo oratorio era unito in parrocchia fosse il <em><strong>fundus Furianum<\/strong><\/em> del <strong>pago Ambitrebio<\/strong>, si pu\u00f2 ipotizzare che esso confinasse a sud con quest&#8217;ultimo proprio a causa del nome che porta: sulla strada che lo attraversava da nord a sud infatti, quella che congiunge Piacenza con Travo (PC) sulla riva sinistra del fiume Trebbia e che ha sicuramente origini romane ed anteriori, si doveva necessariamente passare per recarsi al santuario di <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.ceasvaltrebbia.it%2Fteritorio%2Fcomune-di-travo%2F\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Minerva Medica Cabardiacense<\/a><\/strong><\/span>, situato vicino all&#8217;abitato di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.altavaltrebbia.net%2Ffrazioniemilia%2F1613-caverzago.html%3Fjjj%3D1567887437256\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Caverzago<\/strong><\/span><\/a> (Travo), nel pago Ambitrebio.<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000; background-color: #ffffff;\"><strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&nbsp;* Petracco: &#8220;<\/span><\/strong><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8230;ci\u00f2 non toglie che il pago Minervio piacentino possa essere stato cos\u00ec intitolato con riferimento al santuario, in quanto di l\u00ec bisognava passare per recarvisi da Piacenza.&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: Verdana;\">2.5.1 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2F%4044.859021%2C9.5146285%2C633m%2Fdata%3D%213m1%211e3%3Fhl%3Dit\" id=\"lazuccona\"><\/a>La Zuccona<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Secondo alcuni studiosi i pagi potevano anche avere confini discontinui e presentarsi in parte come enclave all&#8217;interno di altri pagi, oppure con propaggini che potevano <strong>incunearsi<\/strong> in profondit\u00e0 tra un pago e l&#8217;altro; inoltre ci sono casi in cui essi sono suddivisi tra due municipi (come ad esempio il Salvio, suddiviso tra Velleia e Parma, vd. fig.1), lasciando cos\u00ec intuire che fossero unit\u00e0 territoriali pi\u00f9 antiche, forse anche preesistenti alla colonizzazione romana, sicuramente all&#8217;erezione delle colonie in municipi, probabilmente in virt\u00f9 di confini geografici naturali (fiumi, crinali, vette) che assumevano caratteri di sacralit\u00e0 per le popolazioni ivi residenti da secoli. <em>Veleia<\/em> diventa municipio <strong>dopo<\/strong> <em>Placentia<\/em> (nel 49 a.C. la prima, nel 90 a.C. la seconda) ed il suo territorio viene ricavato e delimitato sottraendo a <em>Placentia<\/em> (e forse anche parzialmente a <em>Parma<\/em> ed a <em>Lucca<\/em>) tutta la parte collinare e montana, ma non \u00e8 da escludere che il santuario di Minerva Medica, posto nei pressi dell&#8217;attuale abitato di Travo (PC), ed un certo tratto del territorio che lo circondava, comprendente la strada che lo raggiungeva costeggiando il corso del fiume Trebbia, costituisse un <strong>cuneo<\/strong> di pertinenza del pago Minervio piacentino, permettendo cos\u00ec di lasciare il controllo dell&#8217;importante centro sacrale al municipio di <em>Placentia<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Se l&#8217;ipotesi del cuneo fosse corretta, due toponimi (uno esistente ed uno scomparso) potrebbero costituire indizi dell&#8217;esistenza del <em>fundus Succonianus<\/em> proprio nell&#8217;ambito di questa propaggine territoriale piacentina (vd. sotto fig. 2):<br \/>\n<strong>1)<\/strong> <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Rio del Corneliano<\/strong><\/span><\/a>. Un piccolo canale naturale di sgrondo che potrebbe aver preso il suo toponimo dalla <em><strong>gens Cornelia<\/strong><\/em>, di cui la dichiarante dell&#8217;ipoteca 31 faceva parte.<br \/>\n<strong>2)<\/strong> <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.it%2Fmaps%2Fplace%2FCaselli%2Bdi%2BTravo%2B%28Gattavera%29%2F%4044.8650654%2C9.5168861%2C751m%2Fdata%3D%213m1%211e3%214m5%213m4%211s0x4780bf4f3a8a641f%3A0xebcf14c9962f6cee%218m2%213d44.8614429%214d9.5438403%3Fhl%3Dit\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Zuccone\/la Zuccona<\/strong><\/span><\/a>. Una cascina di cui non v&#8217;\u00e8 pi\u00f9 traccia, probabilmente abbandonata gi\u00e0 nel secolo scorso ed evidentemente crollata, ma considerata come il luogo del <strong><em>fundus Succonianus<\/em><\/strong> ne <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8220;<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DzChXAAAAcAAJ%26amp%3Bpg%3DPA220%26amp%3Blpg%3DPA220%26amp%3Bdq%3Dscrivellano%2Bsucconianus%2Bzuccone%2Bde%2Btravi%26amp%3Bsource%3Dbl%26amp%3Bots%3Dt62CStKKf8%26amp%3Bsig%3DLMG7jinJuxGrWoCHyBSlmRtZczE%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwjKopWq2efZAhUgM8AKHTVjD_kQ6AEIKjAA%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3D%2520succonianus%2520%26amp%3Bf%3Dfalse\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Archeologia universale<\/a><\/span><\/strong> Parmense, Piacentina e Guastallese&#8221; di don Francesco Nicolli, del 1834, (dove viene chiamata <strong>Zuccone<\/strong>) ed ancora presente e segnata insieme ad un altro rio, il <strong>rio della Zuccona<\/strong> affluente del rio del Corneliano, nel <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.archiviodistatopiacenza.beniculturali.it%2Findex.php%3Fit%2F209%2Fcessato-catasto\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>cessato catasto napoleonico<\/strong><\/span><\/a> del XIX sec. alla <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.archiviodistatopiacenza.beniculturali.it%2Findex.php%3Fit%2F208%2Fricerca-nel-cessato-catasto\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>sezione F foglio 5<\/strong><\/span><\/a> (dove viene chiamata <strong>La Zuccona<\/strong>). La strada che saliva dall&#8217;abitato di Caselli e raggiungeva la cascina \u00e8 ancora segnata sulle mappe attuali nonostante non porti pi\u00f9 ad alcun caseggiato (fig.2): al suo posto \u00e8 ricresciuto il bosco e non molto pi\u00f9 a monte si vede un corpo di frana piuttosto esteso che potrebbe essere stato la causa dell&#8217;abbandono del fabbricato (mappa dal sito <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fservizimoka.regione.emilia-romagna.it%2FmokaApp%2Fapps%2FREER%2Findex.html\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>https:\/\/servizimoka.regione.emilia-romagna.it\/mokaApp\/apps\/REER\/index.html<\/strong><\/span><\/a> dei sentieri della rete escursionistica della Regione Emilia Romagna):<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_2778\" aria-describedby=\"caption-attachment-2778\" style=\"width: 977px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/la-zuccona-mappa-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2778 size-full\" src=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/la-zuccona-mappa-1.png\" alt=\"\" width=\"977\" height=\"902\" srcset=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/la-zuccona-mappa-1.png 977w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/la-zuccona-mappa-1-300x277.png 300w, https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/la-zuccona-mappa-1-768x709.png 768w\" sizes=\"(max-width: 977px) 100vw, 977px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2778\" class=\"wp-caption-text\">Luogo dove sorgeva La Zuccona e rio della Zuccona<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Anche in questo caso si possono sollevare alcune <strong>obiezioni<\/strong> per confutare l&#8217;ipotesi:<br \/>\n<strong>1)<\/strong> Se <em><strong>Scrofulanus<\/strong><\/em> \u00e8 <strong>Scrivellano<\/strong> allora <strong>La Zuccona<\/strong> si trova troppo lontano per poter rispettare la fondata ipotesi che i due fondi della TAV fossero confinanti, se non lo \u00e8 allora la ricerca di un prediale attuale compatibile con <em><strong>Scrofulanus<\/strong><\/em> nelle vicinanze di <strong>La Zuccona<\/strong> non ha dato alcun esito positivo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>2)<\/strong> Il <strong>rio del Corneliano<\/strong>, oltre che da Cornelia Severa, potrebbe derivare il suo idronimo da uno qualsiasi degli altri numerosi appartenenti all&#8217;omonima <em>gens<\/em> registrati nella TAV o presenti in iscrizioni rinvenute sul territorio, oppure da un ipotetico <em>fundus Cornelianus<\/em> non citato tra i tanti riportati nell&#8217;epigrafe veleiate (se ne contano ben nove, ma nessuno nel pago Minervio piacentino o nell&#8217;Ambitrebio veleiate).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>3)<\/strong> Il toponimo &#8220;<strong>La Zuccona<\/strong>&#8221; viene trascritto, almeno nella mappa del <span style=\"color: #000000;\">cessato catasto napoleonico<\/span>, preceduto dall&#8217;articolo che, come ho gi\u00e0 spiegato nella voce riguardante il Mons Zucioni, testimonierebbe un&#8217;origine abbastanza recente, anche se il Nicolli nel 1834 scrive &#8220;<strong>Zuccone<\/strong>&#8221;&nbsp;senza articolo.<br \/>\n<\/span><strong><span style=\"font-family: Verdana;\">4)<\/span><\/strong><span style=\"font-family: Verdana;\"> Le <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000272.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>iscrizioni votive<\/strong><\/span><\/a> fin qui ritrovate, nelle quali si ringrazia <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.altavaltrebbia.net%2Ffrazioniemilia%2F1613-caverzago.html\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Minerva Memore e Medica<\/strong><\/span><\/a> da parte dei devoti salvati da una qualche grave malattia, chiamano la d\u00e8a con l&#8217;aggettivo locativo &#8220;<strong>cabardiacense<\/strong>&#8220;, che testimonia la presenza del tempio nelle vicinanze di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.ilnotiziariobobbiese.net%2Fwordpress%2F%3Fp%3D175\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Caverzago<\/strong><\/span><\/a>, Travo (PC), sicuramente erede del toponimo caratterizzante i <strong><em>fundi Cabardiacus<\/em><\/strong> e <strong><em>Cabardiacus Vetus<\/em><\/strong><\/span>, <span style=\"font-family: Verdana;\">entrambi dichiarati nell&#8217;ipoteca 13 di Mommeio Persico come appartenenti al pago <strong>Ambitrebio<\/strong>. <\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>Cabardiacensis<\/strong>: Epiteto di Minerva Medica \/ Memor, cui era dedicato un santuario terapeutico-oracolare sul medio corso del fiume Tr\u00e9bbia, nella zona di Caverzago (Travo, PC): \u00e8 certo da collegare ai seguenti f. Cabardiacus [\u2192]. FONTI \u2013 CIL XI, 1301 = MantVel, p. 26 = EDCS-20402753; CIL XI, 1306 = ILS 3137 = MantVel, pp. 24, 27 = EDCS-20402758. 31.<br \/>\n<strong>f. Cabardiacus<\/strong>: Fondo ubicato nel distretto Ambitrebio del territorio veleiate, nella zona di Caverzago (Travo, PC). \u00c8 dichiarato da M. Mommeius Persicus nell&#8217;ipoteca 13. Il gentilizio Cabardius, a cui il toponimo &#8220;celtico&#8221; rinvia, non \u00e8 altrove testimoniato in CIL XI.FONTI \u2013 TAV II, 48.<br \/>\n<strong>f. Cabardiacus Vetus: <\/strong>Fondo ubicato nel distretto Ambitrebio del territorio veleiate, nella zona di Caverzago (Travo, PC). \u00c8 dichiarato da M. Mommeius Persicus nell&#8217;ipoteca 13. Il toponimo &#8220;celtico&#8221; rimanda al gentilizio del precedente f. Cabardiacus [\u2192], dal quale parrebbe distinto dall&#8217;apposizione latina Vetus: indizio della preesistenza del suddetto fondo rispetto al precedente? FONTI \u2013 TAV II, 65-66.<br \/>\n(cit. &#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000985.pdf\" ><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Onomastica e toponomastica<\/span> <span style=\"color: #0000ff;\">del Veleiate<\/span><\/strong><\/a>&#8220;, Nicola Criniti &#8211; Caterina Scopelliti, &#8220;Ager Veleias&#8221;, 13.10 (2018) [www.veleia.it])<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Se per\u00f2 il santuario minervio venne gi\u00e0 anticamente collegato ad un toponimo presente nel pago Ambitrebio veleiate, \u00e8 difficile esser certi che potesse ricadere sotto la giurisdizione di Piacenza tramite la delimitazione di un ipotetico cuneo, propaggine del pago Minervio piacentino, anche se il prof. Criniti lo ritiene possibile, spiegandolo cos\u00ec:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">&#8220;&#8230;appare tuttavia assai <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">controverso, e poco plausibile, che appartenesse al Veleiate anche il ricco <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">santuario terapeutico-oracolare di Minerva Medica \/ Memor, di eredit\u00e0 celtica <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">[SUSINI 1966, p. 112, 1975, p. 337; BOLLINI 1969, p. 350; TOZZI 1983, p. 511; <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">CRINITI 1990, p. 250; MARINI CALVANI 1990, p. 806 ss.; RODA 2000, p. 260 ss.; <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">DALL&#8217;AGLIO-MARCHETTI 2006, p. 173 ss.; ORTALLI 2007, p. 19; CARINI 2008, p. 15 <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">ss.; CRINITI 2013, 1.D], sviluppatosi sul medio corso del fiume Tr\u00e9bbia, nei <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">dintorni dell\u2019attuale Caverzago, 4 km a sud del comune piacentino di Travo <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">[DALL&#8217;AGLIO-MARCHETTI 2006 (= AE, 2007, 150); CRINITI 2007, pp. 16-17, 56: e <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">BOLLINI 1969; CENERINI 1992, p. 99 ss.; DESTEFANIS 2002, p. 112; Minerva <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Medica 2008; RIGATO 2008, p. 238 ss.]. <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Il suo ambito forse dovette competere economicamente a Piacenza, pur <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">trovandosi entro la pertica veleiate, segno si \u00e8 detto \u2013 non cos\u00ec evidente, <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">tuttavia, se si tiene conto della Tabula alimentaria \u2013 dell&#8217;incapacit\u00e0 progressiva <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">di Veleia \u00abdi esercitare una fattiva giurisdizione su tutto il suo vasto territorio\u00bb <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">(MENNELLA 1999, pp. 93-94: \u00abab antiquo\u00bb secondo CARINI 2008, p. 19, poco <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">plausibilmente). <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Al municipium, del resto, gi\u00e0 in et\u00e0 triumvirale e augustea sarebbero <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">stati sottratti, o acquistati?, in misura limitata appezzamenti a favore di <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Piacenza e Parma, dei veterani in esse stanziati e pure, forse, di antichi <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">possessores. In quest&#8217;ottica, quindi, si potrebbe probabilmente intendere <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">l&#8217;assegnazione a Piacenza \u2013 forse attraverso il noto processo dell&#8217;esproprio di <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">terre ai centri non coinvolti in deduzioni e loro attribuzione a quanti invece ne <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">avevano sofferto (\u00abagri sumpti\u00bb) \u2013 della gestione del ricco sacrarium. <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">L&#8217;epiteto della divinit\u00e0 \u00abCabardiacensis\u00bb su due disperse epigrafi <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">indigene [CIL, XI, 1301, 1306: infra] si ricollega inequivocabilmente a <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Cabardiacus [TAV, II, 65-66 e 48: vd. CENERINI 1992, p. 99; DALL&#8217;AGLIO MARCHETTI 2006; CRINITI 1990, p. 950; CRINITI 1991, p. 202; CRINITI-SCOPELLITI <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">2007, p. 110; CARINI 2008, pp. 11-19; RIGATO 2008, pp. 238-239; CRINITI SCOPELLITI 2012, p. 27], toponimo fondiario &#8216;celtico&#8217; della Tabula alimentaria, <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">proprio del distretto veleiate Ambitrebio, nella parte inferiore della Val Tr\u00e9bbia <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">[CRINITI 1990, p. 946 ss. e 1991, p. 234; CRINITI-SCOPELLITI 2007, p. 83 e 2012, <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">p. 8].<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">Eugen Bormann, che visit\u00f2 il territorio nel 1874, propendeva a collocare <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">l&#8217;area del sacrarium nel distretto piacentino Minervio della Tabula alimentaria <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">[TAV, V, 90: vd. CRINITI 1990, p. 948 e 1991, p. 241; CRINITI-SCOPELLITI 2007, p. <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">170 e 2012, p. 66]: altri studiosi la riferirono \u2013 pur con una qualche prudenza \u2013 <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">al Veleiate [vd. DONATI 1967, p. 121; DALL&#8217;AGLIO-MARCHETTI 2006]; altri ancora <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">oscillarono curiosamente tra l&#8217;una e l&#8217;altra attribuzione [vd. MARINI CALVANI <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">1990a, pp. 69-73]. Preferisco per\u00f2 qui [come gi\u00e0 in CRINITI-SCOPELLITI 2007 e <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">2012 e nella mia Mantissa Veleiate (CRINITI 2013), dove \u00e8 stato registrato solo il <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">discusso CIL, XI, 1303, vd. pi\u00f9 sotto] seguire la scelta finale dello studioso <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">prussiano [BORMANN 1888, p. 254], condivisa da molti, e considerarla un&#8217;entit\u00e0 a <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">parte, al confine dei territori piacentino e veleiate, mantenendo distinte le sue <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">iscrizioni, CIL, XI, 1292-1314 [CRINITI 2007, pp. 16-17, 56; CRINITI 2013, 1.D: e <\/span><span style=\"font-family: Verdana; color: #000000;\">CARINI 2008 (= AE, 2008, 537)]&#8221;.<br \/>\n<span style=\"font-family: Verdana;\">(&#8220;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.veleia.it%2Fdownload%2Fallegati%2Ffn000272.pdf\" ><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Travo (Piacenza): aggiornamento epigrafico<\/span><\/strong><\/a>&#8220;, Nicola Criniti, &#8220;Ager Veleias&#8221;, 7.06 2012)<\/span><\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Ma torniamo ad elencare gli elementi successivi dell&#8217;ipoteca: la citazione di due soli confinanti (<em>adfines<\/em>) per entrambi \u00e8 la prova pi\u00f9 forte del fatto che il <em>fundus scrofulanus<\/em> ed il <em>fundus succonianus<\/em> fossero tra loro adiacenti ch\u00e9, altrimenti, ciascun fondo avrebbe dovuto averne due a corredo, come accade di regola nella TAV.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong><span style=\"background-color: #ffffff;\">2.6 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fwww.google.com%2Fmaps%2Fplace%2F43040%2BCassio%2BPR%2F%4044.5985514%2C10.054142%2C5354m%2Fdata%3D%213m1%211e3%214m5%213m4%211s0x478078f0023e7cfb%3A0xc51fa28bbd88bcb1%218m2%213d44.5875143%214d10.0349156%3Fhl%3Dit\" id=\"fratellicassi\"><\/a><\/span>Fratelli Cassi, confinanti<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Tra Borgo Val di Taro e Fornovo Taro ci sono un monte ed un villaggio che portano il medesimo toponimo <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cassio<\/strong><\/span><\/a>, ed il cognome&nbsp;<a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wiktionary.org%2Fwiki%2Fcassus%23Latin\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Cassi<\/strong><\/span><\/a>&nbsp;\u00e8 tutt&#8217;ora molto diffuso in provincia di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGaio_Cassio_Parmense\" ><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Parma<\/span><\/strong><\/a>, in particolare a Fidenza, ed in quella di Piacenza, al punto da consentire di ipotizzare che il <em>nomen<\/em> della <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FCassia_gens\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>gens Cassia<\/strong><\/em><\/span><\/a> sia potuto sopravvivere attraverso i secoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana, geneva, sans-serif; background-color: #ffff99;\">Nessun proprietario con questo gentilizio figura tra i dichiaranti che chiedono ipoteca per fondi agricoli posti nei quattro pagi della val Trebbia (Bagienno, Domizio, Ambitrebio e Vercellese), mentre il loro nome viene citato come confinante o proprietario di fondi posti nella parte est del territorio velleiate (pagi Salvio, Giunonio, Floreio etc.) ai confini col territorio parmense.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Come nota a margine: in un caso viene associato ad un altro confinante il cui gentilizio \u00e8&nbsp;<strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGens_Terentia\" ><span style=\"color: #0000ff;\">Terenzio<\/span><\/a>&nbsp;<\/strong>(<strong>ipoteca 19<\/strong>) sempre per un fondo posto nella parte orientale del territorio velleiate, ed a non molta distanza dall\u2019abitato di&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCassio_%28Terenzo%29\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cassio<\/strong><\/a><\/span>&nbsp;(PR) si trova quello di&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FTerenzo\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Terenzo<\/strong><\/a><\/span>&nbsp;(PR).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong><span style=\"background-color: #ffffff;\">2.7 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FEtnico_%28onomastica%29\" id=\"labinco\"><\/a><\/span>L(ucio) Labinco, confinante<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Questo nome \u00e8 presente solo in questa ipoteca. Interessante sarebbe indagare sull&#8217;origine di un nome che <span style=\"color: #ff0000;\">* potrebbe<\/span> indicare una provenienza geografica&nbsp;<span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\">(<em>*Labi- + <\/em><strong><a style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">suffisso etnico<\/a> <\/strong><em>-incus<\/em>) ma che, anche a causa della mancanza del gentilizio, pi\u00f9 probabilmente ha un&#8217;origine celtica o ligure.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #000000;\">Meno probabile una coincidenza (sarebbe sorprendente in effetti se fosse tale, sia per la lontananza fisica e temporale tra i due ritrovamenti sia per una vicinanza cos\u00ec improbabilmente diuturna tra le due famiglie) con un gentilizio etrusco <em><strong>Lapicane<\/strong><\/em> (da un <em>cognomen<\/em> <strong><em>Labicanus<\/em><\/strong>, traducibile con &#8220;proveniente dalla citt\u00e0 di <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FLabicum\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>Labicum<\/em><\/strong><\/span><\/a>&#8220;) che risulta appartenente al marito di una <em><strong>Larthi Sucus Rupsai<\/strong><\/em>:&nbsp;<em><strong>Marce Lapicane Turis<\/strong><\/em>&nbsp;(vd. <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=527\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>ZUXU<\/strong><\/span><\/a>). I nomi di entrambi sono infatti incisi sotto il piede di un <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.treccani.it%2Fenciclopedia%2Fgruppo-di-genucilia_%2528Enciclopedia-dell%2527-Arte-Antica%2529%2F\" ><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Piattello Genucilia<\/span><\/strong><\/a> di origine incerta del IV-III sec., ET Cr 2.131, Cerveteri. (Cit.&nbsp;<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; color: #000000;\">&#8220;<strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fbooks.google.it%2Fbooks%3Fid%3DzeKMNxxrLnoC%26amp%3Bprintsec%3Dfrontcover%26amp%3Bdq%3Dprosopographia%2Betrusca%26amp%3Bhl%3Dit%26amp%3Bsa%3DX%26amp%3Bved%3D0ahUKEwiRl7C14_vZAhVRr6QKHRnTAR0Q6AEILjAB%23v%3Donepage%26amp%3Bq%3Dprosopographia%2520etrusca%26amp%3Bf%3Dfalse\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Prosopographia Etrusca<\/a><\/strong>&#8220;, di <span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong>Massimo Morandi Tarabella<\/strong><\/span>, ed.&nbsp;<span dir=\"ltr\">L&#8217;Erma di Bretschneider).<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\"><span style=\"background-color: #ffff99;\"><strong><span style=\"background-color: #ffffff;\">2.8 <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fwww.fmboschetto.it%2Fmonete%2FCosto.html\" id=\"sesterzi\"><\/a><\/span>180.000 sesterzi<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Purtroppo il valore indicato \u00e8 cumulativo e non consente di stabilire se un fondo fosse pi\u00f9 grande dell\u2019altro, ma la somma complessiva sarebbe notevole per terreni di collina (che si dovrebbero quindi ipotizzare come abbastanza estesi rispetto alle capacit\u00e0 lavorative dell&#8217;epoca e rispetto al valore medio dei fondi&nbsp; che si aggira sui 37.000,00 HS) ed \u00e8 una delle pi\u00f9 alte di tutta la TAV che nella maggior parte \u00e8 occupata da fondi di modeste dimensioni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Seguendo quanto esposto da questo sito <a ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>http:\/\/www.fmboschetto.it\/monete\/Costo.html<\/strong><\/span><\/a>, se si potesse applicare anche alla pianura padana il valore che aveva uno jugero (2519,9 mq) in Campania al momento dell&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C. (5.000,00 sesterzi per 1 jugero) e che conosciamo grazie al ritrovamento dei registri di un banchiere pompeiano, tale <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FLucius_Caecilius_Iucundus\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Lucius Caecilius Iucundus<\/strong><\/span><\/a>, otterremmo un prezzo alla pertica piacentina (762,0186 mq) non molto distante da quello che ha oggi in euro in media collina: 1.500,00 HS alla pertica (1 jugero 2519,9 mq : 1 pertica 762,0186 mq = 3,306 pertiche piacentine per fare uno jugero \u2192 5.000,00 HS : 3,306 = 1.512,40 HS alla pertica). Dividendo ora il valore complessivo di 180.000,00 HS per 5.000,00 si ottiene una superficie di 36 jugeri, per complessivi 90.716,4 mq (2519,9 mq x 36 jugeri) cio\u00e8 circa 120 pertiche piacentine (90.716,40 mq : 762,0186 mq), 60 pertiche (circa 4,5 ettari) per ognuno dei due fondi se fossero stati di uguale estensione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Secondo quanto sostiene invece Domenico Russo in <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=file%3A%2F%2F%2FC%3A%2FUsers%2FAdministrator%2FDesktop%2FSYLVA%2520MALA%2520V%2520-%25201984.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Silva Mala<\/strong><\/span><\/a>, 1984, il valore dello jugero sarebbe stato compreso tra i 1.000,00 ed i 2.500,00 HS, portando quindi da un massimo di un quintuplo ad un minimo di un doppio i valori dei conti sopra riportati. Ma il valore della nuda terra in s\u00e9 non ci dice nulla sulla redditivit\u00e0 che ovviamente dipendeva dal tipo di coltivazioni e di allevamenti condotti sul fondo e dall&#8217;abilit\u00e0 nella sua conduzione da parte del proprietario e di chi ci lavorava.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Chi si \u00e8 preso la briga di confrontare il <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=http%3A%2F%2Fmonete-storiche.blogspot.it%2F2011%2F11%2Fcuriosita-quanto-vale-un-sesterzio.html\" style=\"color: #0000ff;\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">valore del sesterzio<\/a><\/strong><\/span> del secondo secolo dopo Cristo con l\u2019euro (compito non facile) sostiene che il suo valore poteva aggirarsi tra il rapporto di 1 HS a 2 \u20ac e di 1 HS a 10 \u20ac, il che significa un valore fondiario compreso tra i 360.000 \u20ac e 1.800.000 \u20ac ! \u2026mediamente 1.080.000 \u20ac: una cifra considerevole anche se \u00e8 difficile capire quanto potesse valere il terreno agricolo in termini di mercato riferiti alla composizione pedoclimatica ed alla produttivit\u00e0 di quei tempi, mentre \u00e8 certo che per un cittadino romano medio del II sec. si sarebbe trattato di un <a target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?goto=https%3A%2F%2Farchiv.ub.uni-heidelberg.de%2Fvolltextserver%2F19802%2F1%2FBeigelAlimentarinschriftVeleia.pdf\" ><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>valore enorme<\/strong><\/span><\/a> (lo stipendio giornaliero di un legionario di fanteria era di circa 4 sesterzi al giorno e molti erano costretti a viverne al di sotto).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: verdana,geneva,sans-serif;\">Nella prossima pagina <a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=527#succus\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>ZUXU<\/strong><\/span><\/a> cercher\u00f2 di argomentare la corrispondenza tra il gentilizio latino <em><strong>Succonius<\/strong><\/em> che fornisce il prediale al <em><strong>fundus succonianus<\/strong><\/em> ed il gentilizio etrusco <em><strong>Zu\u03c7u\/Sucu<\/strong><\/em>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FUNDUS SUCCONIANUS Una terra. Come anticipato nella pagina MONTE ZUCCONE, \u00e8 la presenza di questo fundus Succonianus sul territorio piacentino, iscritto nella Tavola Alimentaria Veleiate&nbsp;(TAV), ad incoraggiarmi nella ricerca di un luogo diverso dalla montagna dell&#8217;alta Val di Taro come possibile origine toponomastica del nostro cognome, anche se non sar\u00e0 una cosa facile. Lo straordinario<a href=\"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=231\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">FUNDUS SUCCONIANUS<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/231"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=231"}],"version-history":[{"count":484,"href":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/231\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3473,"href":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/231\/revisions\/3473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}