{"id":3338,"date":"2023-11-04T02:04:54","date_gmt":"2023-11-04T01:04:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=3338"},"modified":"2023-11-28T16:10:19","modified_gmt":"2023-11-28T15:10:19","slug":"il-folklore-della-zucca-nellanalisi-del-composto-antico-indiano-ku%e1%b9%a3ma%e1%b9%87%e1%b8%8da","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=3338","title":{"rendered":"Il folklore della zucca nell\u2019analisi del composto antico indiano ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da"},"content":{"rendered":"<p>Il folklore della zucca<br \/>\nnell\u2019analisi del composto antico indiano ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da\u0002di ROSA RONZITTI<br \/>\nDipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo<br \/>\nVia Balbi 6, I-16126 Genova, Italia.<br \/>\nRosa.Ronzitti@unige.it<br \/>\nAbstract<br \/>\nNel presente lavoro un\u2019accurata indagine etimologica sul fitonimo antico indiano<br \/>\nku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da-, che indica la zucca Benincasa cerifera, conduce a formulare per esso l\u2019eti\u0002mologia \u2018uovo del folletto\u2019 o \u2018testicolo del folletto\u2019.<br \/>\n[Parole chiave: zucca, uovo\/testicolo del folletto, antico indiano]\nIn the present paper a careful inquiry into the etymology of the Old Indic name<br \/>\nku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da- (the pumpkin-gourd Benincasa cerifera) offers the possibility to posit for<br \/>\nit the meaning \u2018goblin egg\u2019 or \u2018goblin testicle\u2019.<br \/>\n[Keywords: pumpkin-gourd, goblin egg\/testicle, Old Indic]\nBeware of goblins laying eggs in the garden!*<br \/>\n1. Alla voce sanscrita ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da\u1e25, m., Manfred Mayrhofer [1956, 247] riporta<br \/>\n\u00abeine K\u00fcrbisart \/ a kind of pumpkin (Beninkasa cerifera)\u00bb, suggerendo un\u2019etimolo\u0002gia anaria: \u00abWahrscheinlich austroasiatisch, aus dem Pr\u00e4fix ku\u1e63- und einem nach<br \/>\naustroasiatischen Sprachgesetzen mit bha\u1e6d\u0101 unsw. vermittelbaren -m\u0101\u1e47\u1e0da- zusam\u0002mengesetzt\u00bb. Il Mayrhofer riprende la sua ipotesi dal celebre volume di F. B. J.<br \/>\nKuiper Proto-Munda Words in Sanskrit (Amsterdam 1948), ove lo studioso olan\u0002dese propone per molte parole sanscrite etimi di sostrato, qui in particolare fatti<br \/>\nderivare da elementi lessicali indicanti oggetti gonfi e tondeggianti [Kuiper 1948,<br \/>\n144 e 162]. Nel prosieguo del lemma il Mayrhofer aggiunge l\u2019interessante osser\u0002vazione che tale nome, con alcune sue varianti, indica anche una classe di creature<br \/>\ndemoniache, forse \u00abals \u201edickb\u00e4uchige, aufgeschwollene Wesen\u201c\u00bb. L\u2019aggiorna\u0002mento del 1989 [Mayrhofer 1989, 387-388], per\u00f2, non solo non apporta sostanziali<br \/>\n* Slogan pubblicitario di un catalogo americano di sementi per zucche.<br \/>\nQUADERNI DI SEMANTICA \/ ANNO XXXV, NUMERO 1, GIUGNO 2014, pp. 51-58<br \/>\nQuaderni semantica 1-14:Layout 1 16\/09\/14 11:07 Pagina 51<br \/>\n52<br \/>\nnovit\u00e0, ma introduce un dubbio circa la natura della polisemia \u2018zucca\u2019\/\u2018folletto\u2019:<br \/>\n\u00abVielleicht bleiben aber die D\u00e4monen-Namen von dem K\u00fcrbis-Wort fern, und m\u00f6\u0002glicherweise sind sie [\u2026] mit k\u016b\u015bm\u00e1- zu verbinden [\u2026]. Alles ganz unsicher\u00bb.<br \/>\nOra, conviene chiedersi, e nel merito e nel metodo, quale sia il guadagno in<br \/>\nsede etimotetica: 1) nel richiamarsi a sostrati anar\u00ee laddove \u00e8 possibile offrire una<br \/>\nsoluzione convincente e immediata entro l\u2019asse genetico cui appartiene il fitonimo,<br \/>\novvero l\u2019antico indiano; 2) nel negare un\u2019allettante relazione tra il mondo della<br \/>\nflora e quello del sovrannaturale, come la duplicit\u00e0 semantica del termine sembre\u0002rebbe invece suggerire.<br \/>\nA noi sembra che il guadagno sia davvero nullo e anzi negativo. Chi consultasse<br \/>\npoi solo il lemma del 1989 non potrebbe che ricavare, a torto, un certo scetticismo<br \/>\ncirca la capacit\u00e0 esplicativa della scienza etimologica. Eppure basta davvero poco<br \/>\nper offrire una spiegazione convincente e lineare del vocabolo: \u00e8 ci\u00f2 che tenteremo<br \/>\ndi fare nei paragrafi seguenti.<br \/>\n2. A una immediata lettura ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da- ha l\u2019aria di un composto il cui secondo<br \/>\nmembro sia \u0101\u1e47\u1e0d\u00e1-, n., \u2018uovo\u2019, termine comunissimo gi\u00e0 attestato alle origini della<br \/>\nletteratura indiana, cio\u00e8 nel R\u0325 gveda. Il cognato pi\u00f9 probabile sembrerebbe il pro\u0002toslavo *i\u0119dro, che significa \u2018nocciolo, sfera, testicolo\u2019 [Vasmer 1958, 482-483],<br \/>\ned effettivamente anche \u0101\u1e47\u1e0d\u00e1- pu\u00f2 indicare i \u2018testicoli\u2019, per esempio al duale ma\u0002schile e femminile (cos\u00ec nell\u2019Atharvaveda)<br \/>\n1 e, in ogni caso, come secondo membro<br \/>\ndi composto.<br \/>\nIl dizionario sanscrito del Monier-Williams [1899] presenta, a p. 298, la voce<br \/>\nku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da-. L\u2019organizzazione del lemma \u00e8 piuttosto caotica e si tenter\u00e0 qui di darne<br \/>\nuna sintesi ragionata.<br \/>\nKu\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da- indica al maschile soprattutto una cucurbitacea assai diffusa in<br \/>\nIndia, la Benincasa cerifera (nel M\u0101h\u0101bharata e nella Su\u015bruta Sa\u1e43hit\u0101). Per tra\u0002slato, il fitonimo si applicherebbe anche a una donna gravida (nei lessici); il plurale<br \/>\ndesigna invece una classe di creature demoniache che fanno parte del corteo \u015bivai\u0002tico (nei Pur\u0101\u1e47a); il neutro indica dei gruppi di versetti tratti dalla letteratura rituale<br \/>\nvedica e recitati durante riti espiator\u00ee. Poich\u00e9 \u00e8 molto comune nella cultura indiana<br \/>\nche il nome di un demone sia anche nosonimo, non fa meraviglia che nel Hari\u0002va\u1e43sa, sorta di appendice al M\u0101h\u0101bharata, ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da- o k\u016b\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da-, m., valga<br \/>\ncome \u2018N. of a demon causing disease\u2019. Al femminile, infine, ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0d\u012b \u00e8 nome<br \/>\ndella terribile dea Durg\u0101 (nel Hariva\u1e43sa), ma anche della zucca Benincasa cerifera<br \/>\n(nei lessici) e di un gruppo di mantra purificator\u00ee appartenenti alla letteratura rituale<br \/>\nvedica (vd. supra).<br \/>\nUna seconda voce k\u016b\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da- [Monier-Williams 1899, 300] viene trattata come<br \/>\nvaria lectio della precedente e non aggiunge nuovi significati, ma solo nuove oc\u0002correnze.<br \/>\n\u00c8 da notare che la forma del composto oscilla fra ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da-, k\u016b\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da-,<br \/>\nROSA RONZITTI<br \/>\n1 Si vedano il nominativo maschile \u0101\u1e47\u1e0da\u00fa in AV IX,7,13 e la forma Vr\u0325k\u012b \u0101\u1e47\u1e0dy\u00e0u in AV<br \/>\nVI,138,2 (quest\u2019ultima un accusativo probabilmente femminile).<br \/>\nQuaderni semantica 1-14:Layout 1 16\/09\/14 11:07 Pagina 52<br \/>\n53<br \/>\nku\u015bm\u0101\u1e47\u1e0da-, k\u016b\u015bm\u0101\u1e47\u1e0da-. Come si vede, i parametri di variazione sono due: la lun\u0002ghezza di \/u\/ e l\u2019articolazione della sibilante, retroflessa o palatale. Le lezioni al\u0002ternative presentate da alcuni testi e registrate dal Monier-Williams mostrano che<br \/>\nuna certa confusione e interscambiabilit\u00e0 dovette sussistere tra le forme del primo<br \/>\nmembro.<br \/>\n2.1. K\u016b\u015bm\u00e1- e k\u016b\u1e63m\u00e1- sono anche sostantivi indipendenti. Sempre nel Monier\u0002Williams [1899, 300] li troviamo insieme con il significato di \u2018N. of an imp or go\u0002blin\u2019. Il primo appartiene alla V\u0101jasaneyi Sa\u1e43hit\u0101 (XXV,7), il secondo alla<br \/>\nMaitr\u0101ya\u1e47\u012b Sa\u1e43hit\u0101 (III,15,9), due testi molto antichi e centrali per il vedismo.<br \/>\nNon esistono invece attestazioni di ku\u1e63ma- o ku\u015bma- fuori di composto; si segnala<br \/>\ntuttavia un isolato ku\u1e63mala-, n., \u2018foglia\u2019 [Monier-Williams 1899, 298, U\u1e47adis\u016btra],<br \/>\nche presuppone una base ku\u1e63ma-. Ammettendo che tale base (ed eventualmente<br \/>\nanche ku\u015bma-) significhi essa stessa \u2018foglia\u20192 e che il composto sia di tipo deter\u0002minativo, abbiamo ora quattro possibili interpretazioni:<br \/>\n\u2018uovo del folletto\u2019<br \/>\n\u2018testicolo del folletto\u2019<br \/>\n\u2018uovo della foglia\u2019<br \/>\n\u2018testicolo della foglia\u2019.<br \/>\nMentre la seconda coppia di significati (\u2018uovo della foglia\u2019 o \u2018testicolo della<br \/>\nfoglia\u2019) ci sembra poco convincente, anche se non impossibile, la prima (\u2018uovo<br \/>\ndel folletto\u2019 o \u2018testicolo del folletto\u2019) colpisce subito per la potenza dell\u2019immagine<br \/>\nche richiama alla mente.<br \/>\nIl nome trarrebbe cio\u00e8 la sua motivazione dal fatto che alcuni elementi del<br \/>\nmondo vegetale possano essere visti come \u2018uova\u2019 o \u2018testicoli\u2019 depositati da (o ap\u0002partenenti a) qualche creatura fantastica. All\u2019origine di tali tipi iconimici non ci<br \/>\nsar\u00e0 solo una banale somiglianza di forme, ma anche una trasfigurazione mostruosa<br \/>\ndella flora: il demone passa e lascia il suo uovo, dal quale altri demoni nasceranno;<br \/>\nla natura si anima di presenze fantastiche e inquietanti3<br \/>\n.<br \/>\nIl tipo \u2018uovo di essere demoniaco\u2019 \u00e8 attestato in varie aree linguistico-geogra\u0002fiche. Il parallelismo pi\u00f9 stringente sembra quello con il fungo Phallus impudicus.<br \/>\nIL FOLKLORE DELLA ZUCCA NELL\u2019ANALISI DEL COMPOSTO ANTICO INDIANO KU\u1e62M\u0100\u1e46\u1e0cA\u00022 Ku\u1e63mala- potrebbe essere un diminutivo o un derivato in *-lo- senza particolari modifica\u0002zioni semantiche rispetto alla base.<br \/>\n3 Nel trittico di Hieronymus Bosch Le tentazioni di Sant\u2019Antonio \u00e8 rappresentato un frutto<br \/>\nrosso da cui esce una schiera di diavoli davvero bizzarri. Varallo [2004, 150] identifica tale frutto<br \/>\ncon una cucurbitacea. Un quadro attribuito a Girolamo da Carpi (ca. 1525), il Corteo magico,<br \/>\nmostra una curiosa processione di mostri zooantropomorfi al centro della quale sta una carrozza<br \/>\nricavata da una zucca e trainata da un bipede fantastico (l\u2019insieme ricorda il cocchio di Cene\u0002rentola). La zucca \u00e8 bucata e da essa si sporge uno strano vecchio barbuto, sovrastato da un<br \/>\nistrice, da un uccello e da un altro vecchio (il quadro, di evidente ispirazione boschiana, \u00e8 esposto<br \/>\nnella Sala di Ercole della Galleria Borghese a Roma). Meriterebbero senz\u2019altro un maggior ap\u0002profondimento le numerose congruenze fra i demoni del Bosch e quelli che tradizionalmente<br \/>\ncompongono i cortei mostruosi di \u015aiva-Rudra descritti in molti testi della letteratura sanscrita.<br \/>\nQuaderni semantica 1-14:Layout 1 16\/09\/14 11:07 Pagina 53<br \/>\n54<br \/>\nPopolarmente chiamato satirione per la forma oscena4<br \/>\n, \u00e8 per\u00f2 anche \u2018uovo del dia\u0002volo\u2019 (uovo del diavolo, \u0153uf du diable) in area romanza e \u2018uovo della strega\u2019<br \/>\n(witch\u2019s egg) in Gran Bretagna, poich\u00e9 esso, prima di aprirsi ed erigersi, ha forma<br \/>\ntondeggiante5<br \/>\n. La mandragola, che \u00e8 detta in arabo tuff\u0101\u1e25 al-jinn \u2018mela del folletto\u2019<br \/>\no bai\u1e0da al-jinn \u2018uovo del folletto\u2019, riceve nel Medioevo il nome popolare di \u2018uovo<br \/>\ndi Satana\u2019 o \u2018del diavolo\u20196<br \/>\n.<br \/>\nSe torniamo alle zucche, \u00e8 di uso comune e corrente nel mondo anglosassone<br \/>\nchiamare goblin eggs piccole cucurbitacee semitondeggianti e bitorzolute (del tipo<br \/>\nCucurbita pepo), coltivate nei giardini a scopo ornamentale. Ci\u00f2 non pu\u00f2 stupire,<br \/>\ndato il posto che questo vegetale occupa nel folklore celtogermanico: le rinverdite<br \/>\nconnessioni della zucca con le feste dei morti, le anime purganti e il demoniaco<br \/>\nsono resti di un ben pi\u00f9 vasto insieme di credenze, residuali anche in alcune zone<br \/>\ndell\u2019Italia7<br \/>\n.<br \/>\n3. Dopo questa premessa possiamo contestualizzare meglio il valore dell\u2019eti\u0002mologia \u2018uovo del folletto\u2019 anche nella cultura indiana antica, ove le potenzialit\u00e0<br \/>\n\u201cfecondative\u201d di ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da- sono gi\u00e0 evidenti dal suo applicarsi al ventre gravido<br \/>\ndi una donna (vd. in 2.).<br \/>\nL\u2019idea che i demoni producano uova \u00e8 probabilmente testimoniata sin dal<br \/>\nR\u0325 gveda. In una preghiera rivolta al dio Indra nell\u2019inno VIII,40,10d e 11d si dice<br \/>\nper due volte (con lievi varianti):<br \/>\n\u015b\u00fa\u1e63\u1e47asy\u0101\u1e47\u1e0d\u0101\u0301ni bh\u00e9dati<br \/>\n\u0101\u1e47\u1e0d\u0101\u0301 \u015b\u00fa\u1e63\u1e47asya bh\u00e9dati<br \/>\n\u2018Spezzer\u00e0 le uova di \u015au\u1e63\u1e47a\u2019.<br \/>\nROSA RONZITTI<br \/>\n4 Cfr. Penzig [1924, 344].<br \/>\n5 Cfr. Zeitlamyr [1977, 214-216]. Il Phallus impudicus vanta caratteristiche piuttosto ripu\u0002gnanti, che si prestano all\u2019associazione con il demoniaco: quando \u00e8 aperto, infatti, attira gli insetti<br \/>\ncon il suo fetore, simile a quello di carogne decomposte (in tedesco \u00e8 noto come Stinkhorn). Tra<br \/>\nil fungo e l\u2019uovo e il fungo e la zucca esistono in molte lingue denominazioni interscambiabili o<br \/>\naffini. Qualche esempio \u00e8 discusso in Pavlova Wasson \u2013 Wasson [1957, 127 ss.], i quali citano,<br \/>\ntra l\u2019altro, il milanese cocch velenos, cocch bastard e cocch fals per la Amanita muscaria.<br \/>\n6 Fuori dal mondo vegetale sono invece \u2018uova del drago\u2019 i massi erratici che punteggiano il<br \/>\npaesaggio alpino [Bracchi 2009, 106-109]. Si ringrazia il Rev. Prof. Remo Bracchi che ha reso<br \/>\npi\u00f9 spedita la ricerca fornendo dati tratti dai dialetti della Valtellina e della Valchiavenna.<br \/>\n7 Non si pu\u00f2 percorrere in questa sede la storia di un tema cos\u00ec vasto, ma ci sembra del tutto<br \/>\nevidente l\u2019irrealt\u00e0 delle cronologie relative all\u2019uso di intagliare le zucche di Halloween, chiamate<br \/>\nJack o\u2019Lantern, durante le festivit\u00e0 in onore dei morti: datazioni agli anni \u201930 del secolo XIX<br \/>\nsono troppo moderne e potranno riferirsi all\u2019impiego di un particolare tipo di zucca che i coloni<br \/>\nirlandesi trovarono in America, non certo all\u2019abitudine celtica di scavare tuberi tondeggianti<br \/>\n(rape e barbabietole) per porvi dentro dei lumini (su tutto ci\u00f2 si vedano fra gli altri Allies [1856,<br \/>\n423], Hutton [1996] e la voce Jack o\u2019Lantern in OED [1971, I, fasc. VIII, 539-540]): l\u2019area pa\u0002dana, celtica prima della romanizzazione, ha conservato le cosiddette l\u00fcmere fino al Dopoguerra.<br \/>\nNell\u2019Italia meridionale, ancora oggi in Abruzzo e in Puglia, tradizioni simili si perdono in un<br \/>\npassato assai remoto ed autoctono, facendo capo a concezioni magico-religiose antichissime e<br \/>\ncomuni a molti gruppi umani. Sul folklore della zucca si veda, molto in generale, Cattabiani<br \/>\n[1996, 357-360].<br \/>\nQuaderni semantica 1-14:Layout 1 16\/09\/14 11:07 Pagina 54<br \/>\n55<br \/>\n\u015au\u1e63\u1e47a \u00e8 il terribile mostro che causa la siccit\u00e0. L\u2019uso del plurale \u0101\u1e47\u1e0d\u0101\u0301(ni)8<br \/>\nin\u0002duce a interpretare le \u2018uova\u2019 come i figli che egli diffonder\u00e0 sulla terra: anch\u2019essi<br \/>\ndevono essere sterminati, insieme con il genitore, affinch\u00e9 la minaccia svanisca<br \/>\ncompletamente [Lazzeroni 1985].<br \/>\nLa metafora delle uova rappresenta, con grande precisione e puntualit\u00e0, la prole<br \/>\ncontenuta in un involucro, come si pu\u00f2 desumere da una supplica rivolta ancora a<br \/>\nIndra in RV I,104,8cd:<br \/>\n\u0101\u1e47\u1e0d\u0101\u0301 m\u0101\u0301 no maghava\u00f1 chakra n\u00edr bhen<br \/>\nm\u0101\u0301 na\u1e25 p\u0101\u0301tr\u0101 bhet sah\u00e1j\u0101nu\u1e63\u0101\u1e47i<br \/>\n\u2018O generoso, o forte, non spezzarci le uova!<br \/>\nNon spezzarci le coppe che contengono la discendenza!\u20199<br \/>\n.<br \/>\nIl sostantivo p\u0101\u0301tra-, che riprende e in un certo qual modo glossa l\u2019\u0101\u1e47\u1e0d\u0101\u0301 del<br \/>\nverso precedente, \u00e8 nome-strumento di p\u0101- \u2018bere\u2019: si tratta in origine di un bic\u0002chiere, calice o coppa che contestualmente assume la valenza di \u2018ventre materno\u2019;<br \/>\n\u00e8 insomma il guscio dentro il quale si sviluppa la progenie degli oranti timorosi.<br \/>\nLa paura che i propri figli facciano la fine riservata ai figli dei nemici di Indra<br \/>\nmuove perci\u00f2 l\u2019accorata preghiera.<br \/>\nRileviamo che il sintagma \u0101\u1e47\u1e0d\u0101\u0301 bhid- \u2018spezzare le uova\u2019 descrive la rottura di<br \/>\nun guscio anche in un altro inno, RV X,68,7cd:<br \/>\n\u0101\u1e47\u1e0d\u00e9va bhittv\u0101\u0301 \u015bakun\u00e1sya g\u00e1rbham<br \/>\n\u00fad usr\u00edy\u0101\u1e25 p\u00e1rvatasya tm\u00e1n\u0101jat<br \/>\n\u2018Come [la madre spinge fuori] il piccolo dell\u2019uccello avendo spaccato le uova,<br \/>\n[il dio Br\u0325haspati] in persona spinse le vacche rossicce fuori dalla montagna\u2019.<br \/>\nIl dio-sacerdote Br\u0325haspati libera le aurore che il demone Vala aveva catturato<br \/>\ne rinchiuso dentro di s\u00e9: quando il demone-tenebra \u00e8 sconfitto, le Aurore fuori\u0002escono e la luce torna sulla terra. Il recinto-uovo \u00e8 Vala stesso (il suo nome significa<br \/>\ninfatti \u2018chiusura\u2019) e la sua apertura \u00e8 una metafora per il sorgere dell\u2019alba.<br \/>\nIn conclusione, tutte e quattro le occorrenze di \u0101\u1e47\u1e0d\u00e1- nel R\u0325 gveda sono ac\u0002cusativi neutri plurali retti dal verbo bhid- \u2018spezzare\u2019 e fanno capo a immagini ben<br \/>\nvivide e realistiche, suscitate dall\u2019osservazione della natura.<br \/>\n3.1. Risulta comunque possibile ammettere anche la seconda proposta inter\u0002pretativa, \u2018testicolo del folletto\u2019: in tal caso la zucca trarrebbe il suo nome dalla<br \/>\nrappresentazione grottesca, esagerata e deformata, degli organi genitali di qualche<br \/>\nspirito maligno.<br \/>\nIL FOLKLORE DELLA ZUCCA NELL\u2019ANALISI DEL COMPOSTO ANTICO INDIANO KU\u1e62M\u0100\u1e46\u1e0cA\u00028 \u0101\u1e47\u1e0d\u0101\u0301ni e \u0101\u1e47\u1e0d\u0101\u0301 sono entrambi accusativi neutri plurali, il secondo con desinenza pi\u00f9 arcaica,<br \/>\nnon analogica a quella dei temi in nasale.<br \/>\n9<br \/>\nIl verbo bhet \u00e8 qui un ingiuntivo (da aoristo radicale) alla seconda persona singolare.<br \/>\nQuaderni semantica 1-14:Layout 1 16\/09\/14 11:07 Pagina 55<br \/>\n56<br \/>\nNell\u2019Atharvaveda, raccolta di inni prevalentemente magico-esorcistici, troviamo<br \/>\nil composto essocentrico kumbh\u00e1mu\u1e63ka- \u2018che ha lo scroto a forma di pentola\u2019 (da<br \/>\nkumbh\u00e1- \u2018pentola\u2019 e mu\u1e63k\u00e1- \u2018scroto, testicolo\u2019). Tale composto occorre in VIII,6,<br \/>\nun testo recitato contro i demoni che procurano l\u2019aborto. Si veda la strofe 15:<br \/>\ny\u00e9\u1e63\u0101m pa\u015bc\u0101\u0301t pr\u00e1pad\u0101ni pur\u00e1\u1e25 p\u0101\u0301r\u1e63\u1e47\u012b\u1e25 pur\u00f3 m\u00fakh\u0101<br \/>\nkhalaj\u0101\u0301\u1e25 \u015bakadh\u016bmaj\u0101\u0301 \u00faru\u1e47\u1e0d\u0101 y\u00e9 ca ma\u1e6dma\u1e6d\u0101\u0301\u1e25 kumbh\u00e1mu\u1e63k\u0101 ay\u0101\u015b\u00e1va\u1e25<br \/>\nt\u0101\u0301n asy\u0101\u0301 brahma\u1e47as pate prat\u012bbhod\u00e9na n\u0101\u015baya<br \/>\n\u2018Quelli le cui punte dei piedi sono di dietro e i calcagni davanti e davanti le<br \/>\nfacce, quelli nati sull\u2019aia, nati dal fumo del letame, gli Uru\u1e47\u1e0da e i Ma\u1e6dma\u1e6da,<br \/>\nche hanno testicoli grandi come vasi, tanto che non sono capaci di unirsi<br \/>\nsessualmente, o Brahma\u1e47aspati, riconoscendoli, cacciali via\u201910<br \/>\n.<br \/>\nL\u2019enorme dimensione dei testicoli, insieme ad altre deformit\u00e0 e distorsioni,<br \/>\ncaratterizza queste orrende creature che Brahma\u1e47aspati, qui versione domestica<br \/>\ndel pi\u00f9 elevato Br\u0325haspati r\u0325gvedico, cerca di tenere lontane dal grembo femminile11<br \/>\n.<br \/>\nUn secondo passo, su cui ha attirato l\u2019attenzione Agrawala [2000], \u00e8 AV<br \/>\nXI,9,17:<br \/>\nc\u00e1turda\u1e43\u1e63\u1e6dr\u0101\u1e43 chy\u0101v\u00e1data\u1e25 kumbh\u00e1mu\u1e63k\u0101m\u02d8\u02d9 \u00e1sr\u0325\u1e45mukh\u0101n<br \/>\nsvabhyas\u0101\u0301 y\u00e9 codbhyas\u0101\u0301\u1e25<br \/>\n\u2018Dalle quattro zanne, dai denti neri, dai testicoli grandi come vasi, dal volto<br \/>\ninsanguinato, quelli che si fanno paura da soli e [sono] terrificanti [tu falli<br \/>\napparire]!\u2019.<br \/>\nLa preghiera \u00e8 rivolta ad Arbudi, uno spirito protettore, serpentiforme ma be\u0002nefico, cui viene chiesto di far apparire ai nemici eserciti di mostri spaventosi come<br \/>\nquelli elencati nella strofe.<br \/>\nBasta scendere di qualche secolo nella cronologia della letteratura indiana per<br \/>\nincontrare il composto kumbh\u0101\u1e47\u1e0da-. I Kumbh\u0101\u1e47\u1e0da sono una classe di demoni co\u0002mandati da Rudra. Li troviamo per esempio in lotta contro Vi\u1e63\u1e47u nel Bh\u0101gavata<br \/>\nPur\u0101\u1e47a. Il termine, al femminile, indica tuttavia una zucca [Monier-Williams<br \/>\n1899, 293].<br \/>\nNella lingua medio indiana p\u0101li, nella quale fu scritto il canone buddhista, il<br \/>\nmedesimo composto si presenta come kumbha\u1e47\u1e0da-12. Il Pali-English Dictionary<br \/>\nROSA RONZITTI<br \/>\n1 Traduzione di Sani \u2013 Orlandi [1992, 257].<br \/>\n11 \u00c8 tipico dell\u2019Atharvaveda, in prevalenza costituito da incantesimi, ridurre le grandi divinit\u00e0<br \/>\nindiane a stregoni-esorcisti. Esse non vengono adorate sugli altari dei bramani, bens\u00ec evocate<br \/>\ndalla famiglia perch\u00e9 tutelino la casa, la salute e i beni che gli spiriti maligni continuamente mi\u0002nacciano.<br \/>\n12 L\u2019abbreviamento di -a- centrale \u00e8 dovuto alla legge delle due more, che vige nel medio<br \/>\nindiano: la sillaba chiusa richiede obbligatoriamente una vocale breve e viene perci\u00f2 abbreviata<br \/>\nanche una vocale lunga originaria [Mayrhofer 1951, 42].<br \/>\nQuaderni semantica 1-14:Layout 1 16\/09\/14 11:07 Pagina 56<br \/>\nne d\u00e0 la seguente spiegazione: \u00ab1. m. a class of fairies or genii grouped with<br \/>\nYakkhas, Rakkhasas and Asuras \u2026 2. nt. a kind of gourd\u00bb [Rhys Davids \u2013 Stede<br \/>\n1921-1925, 222]. I Kumbha\u1e47\u1e0da buddhisti si presentano come semid\u00e8i nani e de\u0002formi guidati da Vir\u016b\u1e0dhaka, che \u00e8 annoverato fra i quattro grandi reggenti, o di\u0002vinit\u00e0 guardiane, del mondo [Agrawala 1987].<br \/>\nIl composto kumbh\u0101\u1e47\u1e0da-\/kumbha\u1e47\u1e0da- pu\u00f2 avere un\u2019interpretazione essocen\u0002trica, \u2018i cui testicoli sono come pentole\u2019, o anche endocentrica \u2018testicolo\/uovo pari<br \/>\na una pentola\u2019. La prima si adatta al significato di \u2018demone\u2019, la seconda pu\u00f2 forse<br \/>\nmeglio rendere conto di quello di \u2018zucca\u2019. La polisemia risulta la stessa di<br \/>\nku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da-, nel quale per\u00f2 il primo membro non designa un oggetto, bens\u00ec il de\u0002mone stesso.<br \/>\nHa sicuramente ragione l\u2019Agrawala nel sostenere che i Kumbh\u0101\u1e47\u1e0da discen\u0002dono dalle raffigurazioni demoniache dell\u2019Atharvaveda. Secondo lo stesso stu\u0002dioso, inoltre, la pentola, termine di comparazione grottesco e iperbolico delle<br \/>\nparti genitali, allude con grande probabilit\u00e0 all\u2019idrocele: ancora oggi nell\u2019India<br \/>\norientale, fuori dalle aree urbane, designazioni vernacolari della zucca servono<br \/>\ncome eufemismi per designare questo tipo di malattia. Rappresentando i testicoli,<br \/>\nil vegetale non pu\u00f2 essere toccato da una donna prima che un uomo ne abbia re\u0002ciso il gambo con un coltello [Agrawala 2000, 72-73]: un contatto tra la zucca e<br \/>\ni genitali femminili era invece prescritto da Ippocrate per guarire la stranguria<br \/>\n(De natura muliebri 61).<br \/>\n4. Ci sembra infine possibile proporre una soluzione per l\u2019etimologia delle pa\u0002role ku\u1e63ma-\/ ku\u015bma- e k\u016b\u1e63m\u00e1-\/k\u016b\u015bm\u00e1-. Il dizionario delle radici indoeuropee del<br \/>\nPokorny [1959, 588-589] riporta la radice *keu\u0002-\/*keu\u0002\u0259- \u2018piegarsi, arto, giuntura\u2019,<br \/>\ncon varie possibilit\u00e0 di ampliamento. Per la coppia k\u016b\u015bm\u00e1- e k\u016b\u1e63m\u00e1-, \u2018N. of an imp<br \/>\nor goblin\u2019 (vd. supra), si pu\u00f2 pensare rispettivamente: 1) alla base a grado zero<br \/>\n*ku\u0259- seguita da una palatale indoeuropea pi\u00f9 il suffisso *-mo- (k\u016b\u015bm\u00e1- da *ku\u0259k\u0311-<br \/>\nm\u00f3-) e 2) alla base a grado zero *ku\u0259- seguita dal conglomerato suffissale *-smo-<br \/>\n(k\u016b\u1e63m\u00e1- da *ku\u0259-sm\u00f3-). Il folletto trarrebbe perci\u00f2 il suo nome dalla caratteristica<br \/>\nfisica di essere \u2018gobbo\u2019 o \u2018ricurvo\u2019.<br \/>\nPer le forme con la breve \u00e8 invece necessario partire direttamente dal grado<br \/>\nzero *ku-. Anche il tema ku\u1e63mala- \u2018foglia\u2019 (in quanto \u2018ricurva\u2019) apparterrebbe<br \/>\nquindi alla stessa radice.<br \/>\nRIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI<br \/>\nAgrawala, Prithvi Kumar [1987], The Kumbh\u0101\u1e47\u1e0da Figures in Sanchi Sculptures, \u00abEast<br \/>\nand West\u00bb 37, pp. 179-189.<br \/>\nAgrawala, Prithvi Kumar [2000], The Vedic Kumbhamu\u1e63ka and the K\u016b\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da Con\u0002cept, \u00abJournal of the Ganganatha Jha Kendriya Sanskrit Vidyapeetha\u00bb 52-53,<br \/>\npp. 67-73.<br \/>\nAllies, Jabez [1856], The British, Roman, and Saxon Antiquities and Folk-Lore of<br \/>\nWorcestershire, London, John Russell Smith.<br \/>\nIL FOLKLORE DELLA ZUCCA NELL\u2019ANALISI DEL COMPOSTO ANTICO INDIANO KU\u1e62M\u0100\u1e46\u1e0cA- 57<br \/>\nQuaderni semantica 1-14:Layout 1 16\/09\/14 11:07 Pagina 57<br \/>\nBracchi, Remo [2009], Nomi e volti della paura nelle valli dell\u2019Adda e della Mera,<br \/>\nT\u00fcbingen, Max Niemeyer Verlag.<br \/>\nCattabiani, Alfredo [1996], Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Milano,<br \/>\nArnoldo Mondadori Editore.<br \/>\nHutton, Ronald [1996], The Stations of the Sun: A History of the Ritual Year in Britain,<br \/>\nOxford, Oxford University Press,<br \/>\nKuiper, F. B. J. [1948], Proto-Munda Words in Sanskrit, Amsterdam, N.V. Noord-Hol\u0002landsche Uitgevers Maatschappij.<br \/>\nLazzeroni, Romano [1985], La madre di Vr\u0325tra, in Enrico Campanile (a cura di), Studi<br \/>\nindoeuropei, Pisa, Giardini, pp. 101-107.<br \/>\nMayrhofer, Manfred [1951], Handbuch des P\u0101li, Heidelberg, Carl Winter Univer\u0002sit\u00e4tsverlag.<br \/>\nMayrhofer, Manfred [1956], Kurzgefa\u00dftes etymologisches W\u00f6rterbuch des Altindis\u0002chen. A Concise Etymological Sanskrit Dictionary. Band I: A \u2013 T, Heidelberg,<br \/>\nCarl Winter Universit\u00e4tsverlag.<br \/>\nMayrhofer, Manfred [1989], Etymologisches W\u00f6rterbuch des Altindoarischen. I Band.<br \/>\nLieferung 5, Heidelberg, Carl Winter Universit\u00e4tsverlag.<br \/>\nMonier Williams, Monier [1899], A Sanskrit-English Dictionary, Oxford, Oxford Uni\u0002versity Press.<br \/>\nOED [1971], Oxford English Dictionary. Volume I: A\u2013O, Oxford, Oxford Clarendon<br \/>\nPress.<br \/>\nPavlovna Wasson, Valentina \u2013 R. Gordon Wasson [1957], Mushroom, Russia and His\u0002tory, Vol. I, New York, Pantheon Books.<br \/>\nPenzig, Otto [1924], Flora Popolare Italiana. Raccolta dei nomi dialettali delle prin\u0002cipali piante indigene e coltivate in Italia, Vol. I, Genova, Orto Botanico della<br \/>\nR.a Universit\u00e0.<br \/>\nPokorny, Julius [1959], Indogermanisches etymologisches W\u00f6rterbuch, Vol. I, T\u00fcbin\u0002gen und Basel, Francke Verlag.<br \/>\nRhys Davids, T. W. \u2013 William Stede [1921-1925], Pali-English Dictionary, London,<br \/>\nPali Text Society.<br \/>\nSani, Saverio \u2013 Chatia Orlandi [1992], Atharvaveda. Inni magici, Torino, UTET.<br \/>\nVarallo, Franca [2004], Bosch, Milano, Rizzoli-Skira.<br \/>\nVasmer, Max [1958], Russisches etymologisches W\u00f6rterbuch. Dritter Band: Sta\u2013\u0178,<br \/>\nCarl Winter Universit\u00e4tsverlag.<br \/>\nZeitlamyr, Linus [1977], I funghi, Roma, Edizioni Mediterranee (ed. or. 1955)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il folklore della zucca nell\u2019analisi del composto antico indiano ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da\u0002di ROSA RONZITTI Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo Via Balbi 6, I-16126 Genova, Italia. Rosa.Ronzitti@unige.it Abstract Nel presente lavoro un\u2019accurata indagine etimologica sul fitonimo antico indiano ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da-, che indica la zucca Benincasa cerifera, conduce a formulare per esso l\u2019eti\u0002mologia \u2018uovo del folletto\u2019 o<a href=\"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/?page_id=3338\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Il folklore della zucca nell\u2019analisi del composto antico indiano ku\u1e63m\u0101\u1e47\u1e0da<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3338"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3338"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3338\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3339,"href":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3338\/revisions\/3339"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.accademiadeglizucconi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3338"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}